Te Deum, cardinale Bassetti, crisi sociali e politiche, riesplodono con forza e violenza

 
Chiama o scrivi in redazione


Te Deum, cardinale Bassetti, crisi sociali e politiche, riesplodono con forza e violenza

Perugia: La celebrazione eucaristica con il canto del Te Deum di Ringraziamento in cattedrale presieduta dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti. Il presule all’omelia: «Sia questo per noi un tempo di riflessione e di preghiera per guardare alla nostra vita»

Il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha presieduto, nella cattedrale di San Lorenzo, martedì pomeriggio 31 dicembre, la celebrazione eucaristica con il canto del Te Deum di Ringraziamento insieme al vescovo ausiliare mons. Marco Salvi e ai canonici. Presenti numerosi fedeli perugini e turisti in visita al capoluogo umbro in occasione delle festività natalizie.

Di seguito il testo integrale dell’omelia del cardinale Bassetti.

***

Carissimi,

si chiude stasera un altro anno della nostra vita e della storia del mondo. Con l’intera umanità, sentiamo lo scorrere inesorabile del tempo e il consumarsi del secolo che abbiamo iniziato, con grande speranza e gioia, ormai da venti anni.

Una salvezza rifiutata da tanta parte dell’umanità.

La Parola di Dio, che ci ha guidato nel tempo natalizio, ci invita questa sera a contemplare di nuovo il Verbo di Dio, il Figlio unigenito, venuto nel mondo come luce vera per illuminare tutte le genti. Il prologo del Vangelo di Giovanni è un inno magnifico alla divinità di Gesù, Parola eterna del Padre, che “a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”. La luce del Signore è brillata nelle tenebre del mondo. Egli ha rischiarato il volto dell’umanità e ha aperto ai popoli la via del Cielo.

Ma non tutti lo hanno accolto. L’amara constatazione dell’evangelista: “il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”. Si direbbe una missione fallita, un incontro mancato, una salvezza rifiutata da tanta parte dell’umanità. Eppure la luce del Signore brilla per tutti e ognuno può avvicinarsi ad essa, ardere, consumarsi nel suo fuoco d’amore.

E’ ancora l’apostolo Giovanni, nella sua prima lettera, a indicare l’ora dell’anticristo, colui che non solo non accoglie la luce, ma la combatte e cerca di trascinare nelle tenebre anche gli altri. L’ora del tradimento e dell’apostasia è sempre presente nella storia dell’umanità e lo sarà fino alla fine dei tempi.

Sia questo per noi, fratelli e sorelle, un tempo di riflessione e di preghiera per guardare alla nostra vita, considerare la capacità e la forza di accogliere la luce divina e allontanare da noi la tentazione di tanti piccoli tradimenti. Il Signore, venuto nel mondo per salvarci e attirarci a lui, sostenga e ravvivi la nostra fede.

I tanti fatti drammatici del 2019.

La vicenda umana è costellata di avvenimenti lieti, ma intrisa di tante storie di sofferenza: anche questo anno 2019, che sta per chiudersi, ci ha coinvolti in tanti fatti drammatici, che manifestano appieno l’incapacità di vivere nella pace, nel rispetto dei diritti e della dignità di tutti. In questi mesi, i mezzi della comunicazione sociale ci hanno mostrato immagini di scontri violenti in più parti del mondo: da Hong Kong a Baghdad, da Parigi a Santiago del Cile. Un malessere sociale assai diffuso corre attraverso le città dell’Europa e del mondo. Crisi sociali e politiche, talvolta latenti, riesplodono ovunque con forza e violenza..

Tornano alla mente episodi di terrorismo che hanno insanguinato città d’Europa, della Nuova Zelanda, della Nigeria e di altri paesi africani. Ci fa soffrire la brutale violenza contro i cristiani in diverse parti del mondo. Come non ricordare stasera la “Pasqua di sangue” dello Sri Lanka, con gli attentati in tre chiese, che hanno provocato quasi trecento morti. Proprio nello scorso mese di agosto, ho avuto modo di visitare quel paese asiatico e di pregare nei luoghi della strage.

Il dissolversi delle comunità cristiane.

La storia del cristianesimo è fatta da tanti avvenimenti di gloria, ma anche di tante persecuzioni e avversità. Oltre ai fatti di sangue, sollecita la nostra coscienza e la nostra riflessione il rifiuto tacito e indifferente del fatto religioso. La vita di fede sembra non interessare più a molti, soprattutto tra le nuove generazioni. Papa Francesco, nel saluto alla Curia Romana, ha ricordato che: “non siamo più in un regime di cristianità perché la fede – specialmente in Europa, ma pure in gran parte dell’Occidente – non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune, anzi spesso viene perfino negata, derisa, emarginata e ridicolizzata” (20/12/2019).

Si assiste oggi, in varie parti del nostro mondo, al dissolversi delle comunità cristiane. Fondate da una fede millenaria, irrobustite lungo i secoli da tante opere di carità, sembrano venir meno all’improvviso.

Fede e promozione umana intrecciate lungo la storia della Chiesa.

Eppure tante persone cariche di passione, fede religiosa e solidarietà si sforzano ogni giorno di dare concretezza al messaggio d’amore del Vangelo, venendo incontro ai bisogni degli ultimi e degli scarti della società opulenta. Volontari di tante diocesi e associazioni si impegnano in ogni parte del mondo in innumerevoli gesti di evangelizzazione e di promozione umana. Partecipando ad un interessante incontro a Firenze con i Medici dell’Africa CUAMM, ho scoperto una ricchezza di impegno, prima impensabile. Solo questa associazione medico-sanitaria cattolica gestisce in Africa 23 ospedali in otto paesi; più di mille strutture sanitarie; offre assistenza per almeno 200.000 parti sicuri all’anno, con l’impegno di 11.000 operatori sanitari. E come questa realtà dei Medici per l’Africa ve ne sono molte ad operare nel mondo: per prevenire o risolvere problemi di salute; assistere i malati, accogliere i profughi e i giovani abbandonati a se stessi. Da sempre, fede e promozione umana si sono intrecciate lungo la storia della Chiesa, offrendo all’umanità molte vie di salvezza e di progresso.

La vita della Chiesa universale e locale.

Avvenimenti importanti, in questi ultimi mesi, hanno segnato la vita della Chiesa universale e locale. Ne è esempio il Sinodo sulla regione amazzonica, voluto da Papa Francesco per accendere i riflettori su un vasto territorio del mondo, da sempre scenario di violenza e soprusi. A farne le spese sono soprattutto le popolazioni indigene, costrette ad una vita di miseria o alla fuga. Lo sfruttamento delle foreste sta impoverendo il mondo, provocando crisi ambientali dalle inimmaginabili conseguenze. Il Sinodo ha messo in luce tali problemi, e richiamato l’impegno dei cristiani per una evangelizzazione sempre rispettosa delle tradizioni, ma altrettanto premurosa di far conoscere la vera liberazione in Cristo Signore.

A livello regionale, abbiamo celebrato, nello scorso mese di ottobre, l’Assemblea ecclesiale regionale. Un evento non frequente che, mettendo insieme i delegati delle otto diocesi, dei religiosi e delle religiose e dell’associazionismo cattolico, ha cercato di offrire una riflessione seria sulla vita di fede e sull’impegno ecclesiale in Umbria. Se i dati statistici rilevati non sono certo consolanti, con la continua emorragia di fedeli dalle chiese, il crollo dei matrimoni religiosi e delle vocazioni alla vita consacrata, abbiamo però potuto constatare l’impegno e la donazione di tante persone affinché la Parola del Signore si diffonda sempre e la vita di fede resti al centro delle nostre azioni umane. Abbiamo bisogno di sacerdoti e laici formati, pienamente consapevoli del valore della vita cristiana, capaci di portare luce e forza nelle comunità parrocchiali, nelle strutture umane, da quelle politiche a quelle economiche, da quelle sociali al volontariato.

L’augurio di un proficuo lavoro agli amministratori locali.

Per quanto riguarda la società, in seguito alle elezioni che si sono svolte in Umbria, auguriamo a tutti gli amministratori un proficuo lavoro a servizio del bene comune della collettività regionale, ove la crisi economica ancora non è superata e la ferita del terremoto è sempre aperta.

Carissimi, se tanti problemi ci angustiano, noi guardiamo sempre con più fede e speranza al Signore Gesù, luce delle genti. Egli non ci abbandona, Dio non ci lascia soli, Egli sempre guida il suo popolo e lo conduce ai pascoli di salvezza. Maria Santissima, che ha donato al mondo il Redentore, sia la stella che porta all’umile grotta di Betlemme e ci mostri il figlio amatissimo: speranza del mondo! Auguri a tutti per l’anno nuovo!

Gualtiero card. Bassetti

Arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve

Presidente della Cei

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*