Perugia, Caritas offre pranzo Natale a 100 bisognosi per 25° anno

Perugia, Caritas offre pranzo Natale a 100 bisognosi per 25° anno

Emergenza abitativa colpisce 1471 famiglie umbre tra affitti e bollette

Al Villaggio della Carità di Perugia, la mensa Don Gualtiero ha accolto oltre 100 ospiti per il tradizionale pranzo natalizio della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve. Giunta al venticinquesimo anno dall’edizione del 2001, l’iniziativa ha visto piatti caldi preparati dai cuochi dell’Hotel Casa Sacro Cuore e dolci donati da imprese e benefattori locali.

Don Marco Briziarelli, direttore Caritas, ha dato il benvenuto definendo i presenti i “tesori della Chiesa”, persone ferite dalla vita che meritano cura e famiglia. “Oggi viviamo insieme come fratelli, senza distinzioni tra volontari e accolti – ha esortato – perché una Chiesa che ignora i poveri, come ammoniva papa Leone, perde il suo scopo. San Lorenzo, diacono della carità e patrono della nostra cattedrale, ci insegna che i veri ricchi sono questi ospiti in tempo di bisogno”.

Una volontaria ha condiviso l’essenza dell’evento: “Stare uniti a Natale prolunga il lavoro quotidiano nelle mense, empori, centri ascolto e progetti per richiedenti asilo. È un gesto bello che rafforza legami”. Don Briziarelli, parlando con i giornalisti, ha insistito sul valore di tenerezza contro la solitudine: “Nessuno debba passare il Natale solo. Invitiamo rappresentanti di tutte le nostre strutture per comunione autentica. Il nostro sogno? Non dover più organizzare questo pranzo, se tutti trovassero casa in una famiglia”.

L’atmosfera trasuda speranza: i commensali, frequentatori abituali di accoglienze diocesane, si riuniscono attorno a tavole imbandite, riscoprendo calore umano in un giorno che amplifica ogni ferita. I volontari, cuore pulsante dell’iniziativa, incarnano lo spirito di servizio quotidiano, trasformando il Natale in faro per chi brancola nel buio economico e relazionale.

Queste parole riecheggiano citazioni bibliche e magisteriali, con don Marco che lega l’evento alla missione evangelica: portare luce e speranza ai più vulnerabili della città. L’augurio finale unisce tutti: “Grazie ai benefattori e operatori, rendete questo Natale senso vero per noi”.

Il pranzo non è solo pasto, ma rito collettivo che intreccia storie personali con impegno comunitario, confermando il ruolo pivot della Caritas umbra nel tessere reti di solidarietà. In un contesto di crescenti difficoltà abitative – come emerge da campagne recenti con 1471 famiglie in lotta per affitti e bollette – gesti come questo diventano baluardi contro l’esclusione.

Le testimonianze dei presenti dipingono quadri vividi: occhi che si illuminano davanti a piatti condivisi, mani che si stringono superando barriere sociali. Una prima volta tra i volontari esprime gratitudine per l’emozione di servire, mentre altre voci sottolineano uguaglianza e interdipendenza: “Da soli poco, insieme forza per aiutarci”. Questo slancio si prolunga oltre il desco, nutrendo attività annuali di ascolto e supporto.

Parallelamente, le omelie natalizie umbre rafforzano il messaggio. L’alcivescovo Ivan Maffeis nella cattedrale di Perugia ha celebrato l’incarnazione come invito a pace e fratellanza, rivivendo presepi nel cuore per riconoscere figli di Dio in ogni fratello. A Spoleto, l’arcivescovo Renato Boccardo, presidente della Conferenza Episcopale Umbra, ha presieduto la Messa di Mezzanotte nel Duomo, proclamando la nascita di Gesù centro vitale che infonde coraggio contro paure e responsabilità condivisa: “Annuncio universale, per ogni casa senza confini”.

Queste celebrazioni, da stamane in tutte le chiese umbre, fondono spiritualità con azione concreta, rendendo il Natale 2025 ponte tra tradizione e urgenza sociale a Perugia e oltre.

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