Caritas diocesane, Diacono Pecetti, anche la cultura crea sviluppo

Caritas diocesane, Diacono Pecetti, anche la cultura crea sviluppo

Caritas diocesane, Diacono Pecetti, anche la cultura crea sviluppo

«Ci apprestiamo a vivere il 41° Convegno nazionale delle Caritas diocesane promosso dalla Caritas italiana dedicato al tema “Carità è cultura”, nell’anno che vede la città di Matera “Capitale europea della cultura 2019”. Contribuiamo alle giornate di riflessione e confronto con la nostra esperienza, che è soprattutto “cultura dell’amore” verso Dio e i suoi figli in difficoltà». A sottolinearlo è il direttore della Caritas di Perugia-Città della Pieve, il diacono Giancarlo Pecetti, che guiderà la delegazione diocesana all’imminente convegno Caritas in provincia di Matera, a Scanzano Jonico, dal 25 al 28 marzo, a cui parteciperanno anche altre Caritas umbre. Si tratta di un importante evento della Chiesa che fa incontrare annualmente 600 responsabili e operatori volontari di 200 Caritas diocesane.

«Anche la cultura crea sviluppo e lo vediamo nelle nostre città ricche d’arte e di storia – commenta Pecetti –. Arrivando a Scanzano Jonico non posso non pensare alla vicinissima Policoro, dove è nato il progetto ecclesiale che porta il nome di quest’altra cittadina lucana. E’ un modello di sviluppo sociale che rappresenta anch’esso quanto la “Carità è cultura” nel farsi prossima a coloro che vogliono realizzarsi socialmente attraverso un’occupazione dignitosa e nella legalità». Il “Progetto Policoro” è finalizzato a sostenere in particolare i giovani nel crearsi un lavoro, dando vita anche a realtà cooperative a cui vengono spesso affidati beni confiscati all’antistato criminale.

«L’occupazione – afferma Pecetti – è un tema molto sentito anche nella nostra realtà diocesana e regionale e come Chiesa perugina, per contribuire a dare concreta speranza a persone in cerca di lavoro, abbiamo attivato da due anni il progetto “Sosteniamo il lavoro”, che ha già dato la possibilità a sedici giovani adulti di crearsi un’opportunità occupazionale e nell’anno in corso potrebbe darla ad altri quaranta. Questo grazie alla “cultura della carità” e alla “cultura del lavoro” che si rafforzano reciprocamente».

Anche altre Caritas dell’Umbria, che parteciperanno al loro 41° Convegno nazionale, come quelle di Assisi, Foligno e Terni, hanno in corso o in studio progetti di formazione professionale e inserimento lavorativo simili a quello di Perugia, mentre le Caritas di Città di Castello, Gubbio, Orvieto-Todi e Spoleto-Norcia hanno attivato servizi informativi per l’orientamento.

A soffermarsi sul “rapporto carità-cultura-lavoro” è il professor Pierluigi Maria Grasselli, economista, direttore dell’Osservatorio diocesano di Perugia sulla povertà e l’inclusione sociale, ospite della trasmissione “Gocce di Carità” di Umbria Radio in Blu condotta dalla giornalista Mariangela Musolino, andata in onda questa settimana e dedicata al tema dell’imminente convegno Caritas.

«La carità è l’esercizio dell’amore verso gli altri per realizzarne il bene – ha detto Grasselli –. La cultura è il complesso degli orientamenti alla base dell’organizzazione sociale, intesa così è fondamentale per favorire il rilancio dei valori della tradizione cristiana: la libertà e la dignità della persona, la solidarietà, la sussidiarietà, il primato del bene comune. Alla luce di questi, noi possiamo rivedere il modo di concepire, favorire e promuovere il lavoro, in una prospettiva di amore verso gli altri (carità)».

Entrando nello specifico del progetto “Sosteniamo il lavoro” della Chiesa perugina, il professor Grasselli «vede un’alleanza importante tra tutte le componenti della società civile. Sarà senza dubbio questo il modus operandi per vincere le sfide che abbiamo di fronte (in primo luogo l’occupazione giovanile). Dobbiamo puntare da un punto di vista economico sui fattori competitivi non delocalizzati come la qualità della produzione, la bellezza del territorio, le caratteristiche del paesaggio».

In particolare, conclude il direttore Pecetti, «carità è cultura anche approfondire quella tematica che spesso non è affrontata nella sua globalità riferita all’etica nel lavoro. Se cresce la consapevolezza nel rispetto della persona e della sua dignità, ne conseguono vantaggi sia per il benessere degli imprenditori e dei dipendenti che per il profitto delle aziende. Su quest’aspetto, come Caritas perugina, siamo impegnati a creare un “osservatorio permanente” coinvolgendo imprese, sindacati e istituzioni».

Commenta per primo

Rispondi