Intervento a Strasburgo sul futuro economico dell’Europa
La competitività delle imprese, la tutela del lavoro e il rafforzamento della base industriale europea sono stati al centro dell’intervento dell’eurodeputato Marco Squarta durante la sessione plenaria del Parlamento europeo dedicata al tema dell’indipendenza economica dell’Unione europea.
L’esponente del gruppo European Conservatives and Reformists Group e di Fratelli d’Italia ha concentrato il proprio intervento sulle sfide che il sistema produttivo europeo sta affrontando in una fase caratterizzata da forti trasformazioni economiche e da una crescente competizione internazionale.
Secondo Squarta, il tema dell’indipendenza economica non riguarda esclusivamente aspetti tecnici, normativi o finanziari, ma coinvolge direttamente il tessuto produttivo, i lavoratori e le famiglie europee. Nel suo intervento ha evidenziato come le decisioni adottate a livello comunitario abbiano effetti concreti sulla capacità delle imprese di investire, produrre e mantenere occupazione.
L’europarlamentare ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che, a suo giudizio, hanno interessato negli ultimi anni l’economia europea. Tra gli elementi evidenziati figurano l’incremento dei costi energetici, l’aumento degli adempimenti normativi e la pressione esercitata dalla concorrenza proveniente dai principali mercati internazionali.
Nel corso del dibattito, Squarta ha sostenuto che il sistema produttivo europeo abbia dovuto confrontarsi con condizioni sempre più complesse, mentre altre aree economiche del mondo avrebbero adottato politiche orientate al rafforzamento della propria capacità industriale e alla crescita degli investimenti. Una situazione che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, avrebbe inciso sulla competitività delle imprese e sulle prospettive occupazionali.
Particolare rilievo è stato attribuito al concetto di autonomia strategica dell’Europa. Per Squarta, l’indipendenza economica non può essere costruita attraverso una crescente dipendenza da Paesi esterni per quanto riguarda energia, tecnologie, materie prime e produzioni considerate essenziali. Al contrario, ha sostenuto la necessità di promuovere una politica industriale in grado di valorizzare il patrimonio produttivo europeo e di incentivare nuovi investimenti.
Nel suo intervento ha inoltre ribadito l’importanza del settore industriale come elemento centrale per la crescita economica e per il mantenimento dei livelli occupazionali. La capacità di produrre, innovare e competere sui mercati internazionali viene indicata come una delle condizioni necessarie per garantire benessere economico e stabilità sociale nel lungo periodo.
L’eurodeputato ha quindi richiamato la necessità di un cambio di impostazione nelle politiche dell’Unione europea. L’obiettivo, secondo quanto illustrato durante il dibattito parlamentare, dovrebbe essere quello di rafforzare la crescita economica, sostenere la sicurezza energetica e consolidare la capacità produttiva dell’Europa in settori strategici.
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Squarta ha sottolineato come il ruolo delle istituzioni europee debba essere quello di favorire un contesto economico capace di offrire opportunità a imprese, lavoratori e famiglie. In questa prospettiva, ha indicato la libertà economica, la fiducia negli investimenti e il sostegno alla competitività come elementi fondamentali per costruire una reale indipendenza economica dell’Unione europea.
Il dibattito sulla strategia economica europea prosegue così all’interno delle istituzioni comunitarie in una fase segnata dalle sfide della transizione energetica, delle tensioni geopolitiche e della competizione globale, temi destinati a rimanere centrali nell’agenda politica dell’Unione nei prossimi anni.

Del tutto condivisibile ciò che dice l’On. Squarta. Per l’Europa, e in particolar modo per l’Italia, l’aumento della produttività è in gran parte legato all’energia il cui costo è molto elevato in quanto dobbiamo importarla. E questo grazie allo “scellerato” Referendum del 1987 che ci ha fatto chiudere 3 centrali nucleari e impedito per quasi 40 anni l’uso di tale energia. Questo Governo sta tentando ti riattivare la risorsa del nucleare e quindi c’è da sperare ed augurarsi che riesca nell’impresa per dare un futuro migliore alle generazioni future anche se, purtroppo, occorreranno anni.