Solo il 5% dei fondi alla Conca ternana, polemiche in Aula
È stata discussa oggi in Aula a Palazzo Cesaroni un’interrogazione presentata dalla consigliera regionale Laura Pernazza (Forza Italia) sulla sospensione del bando regionale per la sostituzione degli impianti termici a biomassa nei Comuni umbri. L’iniziativa, finanziata nel 2023 con 5,5 milioni di euro, era rivolta alla riduzione dell’inquinamento da riscaldamento domestico e prevedeva incentivi aggiuntivi al Conto Termico nazionale.
Pernazza ha chiesto chiarimenti in merito all’effettiva sospensione dell’erogazione dei contributi a partire da novembre 2024, come segnalato da numerosi cittadini e operatori del settore, sottolineando come la misura avesse già comportato investimenti importanti da parte di molte famiglie. In particolare, la consigliera ha chiesto se la sospensione fosse dovuta all’esaurimento delle risorse, se fosse previsto un rifinanziamento, e se si intendesse riservare particolare attenzione alla Conca ternana, area considerata tra le più critiche sotto il profilo della qualità dell’aria.
La zona in questione, che include i territori comunali di Terni e Narni, è classificata nel Piano regionale per la qualità dell’aria come un’area ad alta criticità ambientale, a causa della combinazione tra conformazione geografica sfavorevole, la presenza storica di poli industriali e un’elevata diffusione di impianti termici obsoleti alimentati a biomassa legnosa e gasolio, che incidono significativamente sulla qualità dell’aria, soprattutto nei mesi invernali.
Nel dettaglio, l’interrogazione ha anche posto l’attenzione sulla continuità delle attività informative e di supporto tecnico, attualmente affidate alla Società 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, incaricata della gestione operativa del bando: dall’istruttoria delle domande fino alla rendicontazione finale presso il Ministero.
Rispondendo in Aula, l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha chiarito che la sospensione dell’erogazione dei contributi è stata determinata da un errore di impostazione nella gestione delle risorse disponibili. “I fondi previsti nell’accordo con il Ministero dell’Ambiente – ha affermato – dovevano essere destinati esclusivamente alla Conca ternana, poiché si trattava di un intervento legato a una procedura d’infrazione per il superamento dei limiti di emissioni in quell’area specifica”.
De Luca ha precisato che, contrariamente a quanto previsto dall’impostazione iniziale, i 5,5 milioni di euro sono stati ripartiti su scala regionale, finendo per essere distribuiti anche in aree meno critiche sotto il profilo ambientale. Secondo i dati forniti, dei circa 2.000 interventi complessivi finanziati, solo 77 sono stati realizzati nel Comune di Terni e 33 in quello di Narni, per un totale del 5% degli interventi. A confronto, il Comune di Perugia ha beneficiato di 310 contributi.
“Se quelle risorse fossero state concentrate nei territori di Terni e Narni – ha osservato De Luca – si sarebbe potuto intervenire su quella parte significativa di inquinamento, pari al 30% delle emissioni, effettivamente riconducibile a stufe e caldaie obsolete”. L’assessore ha inoltre evidenziato come i dati delle centraline ARPA situate nel quartiere Le Grazie di Terni abbiano registrato, tra il 2019 e il 2024, un peggioramento nella media delle concentrazioni di inquinanti e nel numero di superamenti dei limiti previsti.
De Luca ha annunciato che la Regione ha già avviato un’interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente per ottenere una rimodulazione degli interventi e riallocare le risorse sulla base delle effettive necessità ambientali, ma finora non è giunta alcuna risposta ufficiale da Roma.
Nella replica, la consigliera Pernazza ha espresso insoddisfazione per la risposta ricevuta, sottolineando come l’intervento dell’assessore non abbia fornito indicazioni concrete circa il numero di richieste rimaste inevase e l’ammontare delle risorse effettivamente non ancora distribuite. “Ora che siete al governo della Regione – ha commentato Pernazza – vi compete offrire soluzioni e non soltanto addossare la responsabilità alla precedente Giunta”.
La discussione in Aula ha riacceso il dibattito sul ruolo strategico della Conca ternana nelle politiche ambientali regionali, ponendo al centro l’urgenza di una risposta strutturale e tempestiva per contrastare le emissioni da riscaldamento domestico in una delle aree più vulnerabili dell’Umbria. In attesa di eventuali risposte da parte del Ministero, rimane incerto il futuro della misura e dei cittadini che avevano già fatto affidamento sugli incentivi per rinnovare i propri impianti termici.

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