Tensioni politiche crescono mentre a Terni esplodono le criticità
La sanità umbra viene descritta da Azione come un sistema che non scricchiola più: cede. Il partito denuncia un quadro che definisce senza mezzi termini “insostenibile”, aggravato da un aumento dell’Irpef da 182 milioni che, secondo la loro lettura, pesa come una tassa d’emergenza imposta a cittadini già stremati da servizi in caduta libera. L’accusa è netta: si chiede denaro senza offrire garanzie, senza un piano credibile, senza una visione che vada oltre gli slogan.
Il segretario provinciale Marco Pennoni parla di una gestione che procede a colpi di annunci, mentre gli ospedali affrontano quotidianamente una realtà molto più brutale. Il nuovo Santa Maria di Terni, presentato come simbolo di rinascita, viene definito un “miraggio in 3D”, un progetto che non ha ancora basi solide né finanziamenti blindati. Per Azione, la giunta regionale continua a rinviare decisioni cruciali, lasciando operatori e cittadini in un limbo che si allunga da anni.
Nel frattempo, il pronto soccorso del Santa Maria vive una condizione che il partito definisce “al limite del collasso”. L’afflusso di pazienti supera costantemente la capacità del reparto, mentre il personale, già ridotto, è costretto a turni massacranti per evitare che il sistema ceda definitivamente. Azione parla di una trincea quotidiana, dove la professionalità dei sanitari supplisce a carenze strutturali che la politica non affronta.
La situazione non migliora spostandosi nell’Orvietano. L’assenza della radiologia H24 nell’ospedale di Orvieto viene interpretata come una scelta incomprensibile, che mette a rischio la gestione dell’emergenza e crea disparità territoriali che una regione piccola come l’Umbria non può permettersi. Azione denuncia una strategia che definisce “distorta”, incapace di garantire equità e sicurezza.
Il partito avverte che questa combinazione di promesse mancate, servizi ridotti e sacrifici economici imposti rischia di alimentare una rabbia sociale difficile da contenere. Una rabbia che, secondo Azione, potrebbe trasformarsi in terreno fertile per derive populiste. Per questo l’appello ai consiglieri regionali della maggioranza ternana è diretto e senza filtri: basta accontentarsi di rassicurazioni, è il momento di pretendere atti concreti.
Azione chiude con un messaggio che suona come un ultimatum politico: senza strutture funzionanti, senza servizi reali, senza investimenti immediati, i sacrifici chiesti agli umbri non hanno alcuna giustificazione. E la responsabilità, avvertono, ricadrà interamente su chi oggi governa e continua a rinviare decisioni che non possono più attendere.

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