Perugia Trasparente critica Fiorini su “non recupero” ex carcere Piazza Partigiani

Perugia Trasparente critica Fiorini su "non recupero" ex carcere Piazza Partigiani

Perugia Trasparente critica Fiorini su “non recupero” ex carcere Piazza Partigiani

Apprendiamo dalla stampa che il consigliere regionale Fiorini si è espresso sull’intervento al Senato del ministro Bonafede in merito alla realizzazione di una nuova cittadella giudiziaria a Perugia presso l’ex carcere di Piazza Partigiani e che invece il nostro vedrebbe meglio presso Capanne.

Ciò che ci spinge ad intervenire sulla questione è quanto il consigliere avrebbe affermato su un argomento così delicato, affermando che il ministro “non avrebbe ben chiaro cosa possa comportare realizzare una cittadella giudiziaria recuperando il vecchio carcere” e ancora: “il ministro non immagina i costi a cui potrebbe ammontare l’operazione” e ancora: “è il momento di pensare meglio, al fine di non sperperare i soldi dei cittadini e per scongiurare il pericolo di possibili speculazioni”.

Se la questione è di vagliare tutti gli aspetti correlati alle varie opzioni, ovviamente è la speranza e l’auspicio di qualsiasi cittadino, ma ciò che ci preoccupa è la semplificazione della problematica laddove si fa appello al bene pubblico per giustificare lo sradicamento di una realtà dal Centro cittadino per ricollocarla in un’area che al momento, fatta eccezione per la Casa Circondariale, è a destinazione agricola e in una delle poche direttrici del comune dove il paesaggio non sia stato ancora intaccato dalla mano dell’uomo.

Il progetto di collocare la cittadella giudiziaria in un’area priva di servizi e agglomerati urbani comporterebbe indubbiamente di ripensare il piano urbanistico di quella zona e veramente andrebbe a suscitare gli appetiti degli speculatori. La cittadella giudiziaria infatti diventerebbe un nuovo polo di attrazione e andrebbe dotata di servizi, infrastrutture, offerta di superfici per studi professionali e forse anche residenziali, commerciali,…verrebbe da credere che col tempo Capanne si delineerebbe come un nuovo centro abitato. Questo è il piano?

Quanto ai costi ci chiediamo se veramente un progetto di recupero edilizio di un monumento come l’ex carcere, che non si può verosimilmente pensare venga abbandonato per sempre all’incuria, può essere considerato uno spreco a fronte di uno stravolgimento completo di un’area lontana dalla città e “vuota” come Capanne.

Resta il dubbio di cosa se ne farebbe poi dell’ex carcere: se lo si immagina destinato ad uso pubblico comunque gli investimenti sarebbero cospicui e non si vede un’altra funzione possibile che dia senso ad una superficie così importante, che ricordiamo confina con un’altra area pubblica pressoché abbandonata come quella di via Fiorenzo di Lorenzo. Se al contrario si volesse destinare l’ex carcere ad uso privato ci sembra evidente che le speculazioni a quel punto le avremmo su entrambi i fronti, Capanne e Centro cittadino.

Le parole del consigliere Fiorini sono inquietanti e contrastano apertamente con la vocazione che Perugia e l’Umbria dovrebbe avere: da un lato tutela del paesaggio riallacciandosi alla vocazione di “cuore verde d’Italia” che la nostra regione ha sempre avuto e dall’altro una visione all’avanguardia del paesaggio urbano che in Italia e in Europa mira al recupero edilizio, al ripopolamento e alla cura dei Centri storici come cuore pulsante della nostra economia che dovrebbe puntare univocamente e decisamente verso il turismo e non verso il mattone.

Questa è una battaglia che non abbandoneremo mai e non spinti dalla preoccupazione di commercianti, visto che qualsiasi progetto si decida di abbracciare non potrà portare benefici nell’arco di tempo della nostra vita aziendale, ma come cittadini perché siamo stufi di assistere impotenti a scelte che ci rubano il futuro, violentano il nostro territorio a beneficio di pochi e con conseguenze che neppure i più pessimisti possono ancora immaginare.

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