Perugia, spaccate in centro, PD, il solito ritornello

È tempo che i partiti di centrodestra oggi al governo della città si rendano conto di non essere più seduti sui banchi dell'opposizione

 
Chiama o scrivi in redazione


Perugia, spaccate in centro, PD Umbria, il solito ritornello

Perugia, spaccate in centro, PD, il solito ritornello

PERUGIA – “Insomma, il solito ritornello ‘è colpa di chi c’era prima’ continua ad essere l’evergreen della giunta Romizi di fronte alle difficoltà: facile, troppo facile. Ma falso. E, come abbiamo già avuto modo di ripetere, non diventerà vero per il solo fatto di ripeterlo alla nausea”.

Così, in una nota, segretario e segreteria del Pd di Perugia, che sottolineano: “Manca ormai poco al 2018, sono passati quasi quattro anni da quando il centrodestra ha vinto le elezioni ed è arrivato alla guida di palazzo dei Priori con promesse altisonanti e per la quasi totalità ancora disattese.

A questo punto, continuare a scaricare le responsabilità di quanto accade oggi, se da un lato è sempre meno credibile, dall’altro certifica un drammatico vuoto di contenuti e l’incapacità di questa giunta di migliorare le cose. Stavolta il riferimento è alle spaccate in centro e all’infelice uscita dell’assessore Prisco, ma vale per qualunque occasione in cui la maggioranza non ha esitato a chiamare in causa le precedenti amministrazioni per pulirsi la coscienza di fronte alle difficoltà.

Lo troviamo imbarazzante, ma soprattutto irrispettoso nei confronti dei cittadini che chiedono risposte e soluzioni ai loro problemi. Sarebbe forse più opportuno e più corretto nei confronti dell’opinione pubblica assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, assolvendo il proprio ruolo e non riciclando gli stessi temi di quando si era all’opposizione, mettere al centro della discussione progetti e prospettive, aggredire il problema piuttosto che aggirarlo.

Quali sono, ad esempio, le proposte della giunta rispetto ai temi della socialità e del presidio del territorio, non inteso come presenza di uomini armati ma di vita e di attività; cosa si intende fare per rimettere al centro le esigenze delle periferie insieme alla necessità di rivitalizzare il centro storico non solo ‘commerciando’ e aprendo al traffico delle auto, ma sostenendo la residenzialità, i servizi, le attività, la presenza culturale.

Con un po’ di serenità – infine – si potrebbe perfino riconoscere che il governo, con in testa il ministro Madia, è al lavoro per adeguare i salari dei lavoratori del comparto, o addirittura ricordare che il Patto per Perugia sicura, recentemente rinnovato in Prefettura con strascico di commenti entusiastici, è stato sottoscritto per la prima volta nel 2008, o che l’allora amministrazione si è costituita parte civile nei processi per droga o legati alla prostituzione e che è stato impegnato su progetti che togliessero spazi all’abbandono per restituirli alla socialità.

Perché non abbiamo certo bisogno di sceriffi ma di una comunità attiva e presente. Governare è un compito ben più complicato che gestire l’ordinario guardando alla resa elettorale senza una visione di lungo periodo, e richiede di andare oltre alla buona comunicazione caricandosi le proprie responsabilità e non nascondendo la polvere sotto al tappeto.

È tempo che i partiti di centrodestra oggi al governo della città si rendano conto di non essere più seduti sui banchi dell’opposizione e che richiamare ogni volta scelte di altri non aiuterà Perugia a risolvere i suoi problemi e a riconquistare il ruolo che merita”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*