Patrimonio archeologia industriale, approvata relazione per valorizzazione

 
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Patrimonio archeologia industriale, approvata relazione per valorizzazione
attilio solinas

Patrimonio archeologia industriale, approvata relazione per valorizzazione

La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha approvato all’unanimità la relazione sulla legge regionale per la valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale. Designato il consigliere Silvano Rometti (Socialisti) per l’illustrazione in Aula. É stato il consigliere Gianfranco Chiacchieroni (Pd), promotore della legge “5/2013”, a illustrare la relazione per il 2017 e a riferire sul lavoro svolto dal Comitato di controllo dell’Assemblea legislativa presieduto da Roberto Morroni, che ha rimesso il documento alla commissione competente:

“É stato fatto un censimento importante sui siti di archeologia industriale umbri – ha detto – e non solo su quelli più grandi e visibili, come a Terni e Foligno, ma anche sulle preziose risorse costituite dai mulini, per il loro valore storico e la loro importanza anche ai fini della valorizzazione dei centri storici, come a Bevagna. Tutte le attività dismesse hanno un valore storico come impianti e come organizzazioni produttive. Oltre agli elenchi abbiamo la mappatura dei musei umbri, con materiali che sono sia di proprietà pubblica che di privati.

Al lavoro di catalogazione, coordinato dal professor Renato Covino dell’Università di Perugia e per conto di Aipai (Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale), devono seguire il recupero, la promozione e la valorizzazione dei siti e dei materiali, anche con un’adeguata segnaletica stradale, andando a incidere sia sul turismo che sullo sviluppo economico. Servono dei progetti, da finanziare con fondi europei, per valorizzare singole iniziative su obiettivi simbolo dei territori”.

La relazione contiene le schede catalografiche sui beni localizzati: 329 in provincia di Perugia e 204 in provincia di Terni. É il Comune di Terni quello in cui si concentra il maggior numero di schede con la localizzazione, la tipologia e il settore produttivo dei beni, in tutto 187, pari al 35 per cento del totale.

Il secondo Comune è Foligno, con 131 schede, pari al 24 per cento del totale. Poi Spoleto con 52 e Perugia con 38. Nella maggior parte dei casi si riferiscono a complessi e aree industriali dove venivano fabbricati prodotti elettrochimici o elettrotermici. Considerevole il numero di attività legate ai mulini per la produzione di olio o granaglie e di quelle relative a impianti di produzione e distribuzione di energia elettrica, fabbricazione di mattoni e altri prodotti per l’edilizia, l’estrazione di lignite, siderurgici, di preparazione e filatura di fibre tessili e altro.

Ad illustrare la relazione in Aula sarà il consigliere Silvano Rometti (Socialisti) il quale ha rimarcato che “per valorizzare era necessario conoscere cosa c’è sul territorio, quindi il lavoro fatto è importante.

L’Umbria ha optato per una scelta culturale unica nel panorama nazionale, realizzando musei nei luoghi dei ritrovamenti, mentre nelle altre regioni tutte le opere sono concentrate in pochi musei. In Umbria ci sono 170 musei, una scelta felice perché sono attività attrattive. Importante investire su questo patrimonio i fondi europei”.

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