Palazzi della vergogna a San Sisto, presentata interrogazione parlamentare

Palazzi della vergogna a San Sisto, presentata interrogazione parlamentare

Palazzi della vergogna a San Sisto, presentata interrogazione parlamentare Dopo aver depositato l’esposto in Procura, per eventuali inadempienza è responsabilità da parte sia  del Comune di Perugia che dell’Inail; dopo aver verificato l’iniziativa dell’Inail, che attraverso un bando, pubblicato successivamente alla mia denuncia, cerca la disponibilità di qualche privato  che a spese proprie ripristini i 140 appartamenti,  pagando all’Ente come canone di locazione circa 200.000,00 Euro all’anno, sembra evidente che se il bando dovesse andare deserto, permarrebbero le responsabilità di chi ha permesso tale declino e questo non servirebbe a diminuire le eventuali responsabilità di chi ha lasciato al netto abbandono i 4 Palazzo di San Sisto e non assolverebbe nemmeno l’Amministrazione comunale che non si è mai interessato della vicenda.  A tal proposito a rafforzare l’iniziativa del sottoscritto,  sono intervenuti due deputati del movimento 5 Stelle eletti a Perugia, che con grande senso di responsabilità, hanno depositato  una interrogazione parlamentare.

GALLINELLA e CIPRINI. — Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Al Ministro dell’Economia e Finanze. — Per sapere – premesso che:

con la legge n. 270 del 1997 è stato istituito il piano degli interventi di interesse nazionale relativi al Giubileo del 2000, in località al di fuori del Lazio;

tali interventi, secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 3, della legge citata, dovevano riguardare esclusivamente i settori dell’accoglienza, della ricettività a basso costo o in comunità religiose e dei relativi servizi, comprese le aree accessorie di pertinenza, le soluzioni atte a favorire gli accessi e la mobilità dei disabili e delle persone non autosufficienti e l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, nonché i beni culturali e di carattere religioso, in modo da assicurare la piena rispondenza alle finalità dei pellegrinaggi giubilari;

la legge ha stabilito inoltre, all’articolo 1, comma 4, che i finanziamenti per tali interventi sono stati assegnati anche in rapporto all’utilizzo, successivo al Giubileo del 2000, delle opere previste dagli interventi stessi;

anche il comune di Perugia era coinvolto in questo piano e, per tramite dell’Inail – individuato come soggetto attuatore – ha realizzato alcune strutture ricettive; furono, in particolare, acquistati uno stabile in via Pontani e quattro stabili in Via Liberati a San Sisto;

dopo il periodo del Giubileo, l’Inail ha assegnato l’edificio di Via Pontani al Sodalizio di San Martino (attualmente una residenza per anziani), mentre i quattro stabili di San Sisto furono assegnati ad una società che successivamente li trasformò in un albergo;

diverse complicazioni giudiziarie – ad esempio l’arresto nel 2002 del direttore generale dell’Inail o il fallimento dell’impresa che aveva in gestione l’albergo – hanno condotto all’attuale completo abbandono delle palazzine, con 140 appartamenti che di fatto da anni sono in decadimento;

nel 2015, il consiglio comunale di Perugia aveva avviato una discussione per valutare la possibilità di affidamento delle palazzine all’Adisu, Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria ma, dopo diverse riunioni e dopo la nomina formale di un tavolo tecnico formato da consiglieri comunali, Inail e Adisu, il progetto venne bloccato dalla giunta del comune di Perugia che ne reclamava la competenza;

proprio nel 2015, quelle stesse palazzine sono state in parte danneggiate da un devastante incendio le cui cause non sono ancora chiare;

le condizioni in cui ormai versano gli appartamenti stanno compromettendo la vita e il benessere del quartiere perugino, già segnato da una forte crisi economica che ne rende difficile la rinascita;

il 2 luglio 2018 il comune di Perugia ha respinto un ordine del giorno che lo impegnava ad attivarsi al fine di rivendicare, come previsto dalla legge n. 270 del 1997, l’utilizzo degli immobili in questione a fini sociali, assegnando successivamente, attraverso l’Adisu, gli appartamenti di San Sisto, agli studenti che frequentano l’università di Perugia, ed in particolar modo la facoltà di medicina –:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non ritenga opportuno assumere iniziative, per quanto di competenza, per verificare la compatibilità dell’attuale situazione degli edifici citati in parola con quanto previsto dalla legge n. 270 del 1997, in particolare in riferimento al comma 4 dell’articolo 1;

di quali elementi disponga, per quanto di competenza, circa la destinazione prevista per gli immobili di cui in premessa, considerato che secondo quanto stabilito dal già citato articolo 4, comma 1, della legge n. 270 del 1997, essa è un requisito per l’erogazione del finanziamento previsto dalla legge stessa.
(5-00668)

 

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