Terzo anno da sisma, vergogna, il comitato rinascita Norcia scrive a Mattarella

Terzo anno da sisma, vergogna, il comitato rinascita Norcia scrive a Mattarella

Nella ricorrenza del terzo anniversario del drammatico terremoto del 24 agosto 2016 e nel valutare l’impegno delle Istituzioni per la rinascita dei nostri centri montani ubicati nell’epicentro sismico, vogliamo usare il termine che qualche cittadino ha voluto apporre sulle transenne del perenne cantiere della Basilica di San Benedetto a Norcia, e cioè “VERGOGNA”.

Un termine che il Comitato condivide poiché esprime la rabbia dei cittadini verso i ritardi nell’opera di ricostruzione, di rinascita ma anche per denunciare lo scarso impegno e le incapacità dimostrate dai soggetti preposti ad aiutare i terremotati. Una situazione che fa dire ad alcuni che siamo “figli di un Dio minore” visto che a Genova, patria di Grillo e roccaforte della Lega, dopo 1 anno sono già partiti i lavori di ricostruzione del Ponte Morandi.

Come si fa a non dire “vergogna” se dopo 3 anni a Norcia opere pubbliche, sicuramente meno complesse da ricostruire ma indispensabili per la città come l’Ospedale, le Scuole, la Casa di Riposo, il Distretto Sanitario, la Caserma, il Museo della Castellina, l’Antiquarium, la sede dell’Archivio Storico, la Biblioteca, il Teatro, le porte, le mura urbiche, le torri e i castelli non solo non si stanno ricostruendo, ma non se ne conosce neanche il progetto di ristrutturazione???

Per non parlare delle 81 chiese nel Comune, non una di queste è stata riaperta al culto e più i paesi sono danneggiati più le loro chiese sono state lasciate nel più completo stato di abbandono, neanche messe in sicurezza (San Pellegrino, Castelluccio, Nottoria, Frascaro, Ancarano, Campi, Ocricchio, Casali di Serravalle). Il Sindaco, che riteniamo in questa situazione drammatica dovrebbe stare dalla parte dei cittadini, definisce “atto vandalico” scrivere “vergogna” su un pannello di cantiere e non spende una parola per denunciare i ritardi negli interventi di recupero di questi beni culturali. Fà un atto vandalico chi lascia in questi anni all’intemperie la Basilica di San Benedetto, dove sotto uno strato di macerie vi sono ancora dipinti significativi della vita del nostro Patrono e probabilmente qualche altare miracolosamente salvo.

Nella Cattedrale di Santa Maria Argentea, sotto le macerie, ci sono ancora l’organo antico del 700, varie opere d’arte, un coro ligneo e altari. Nell’Oratorio di Sant’Agostinuccio, dove i teli provvisori di copertura del tetto sono venuti via, nessuno prende provvedimenti e le infiltrazioni stanno rovinando il prezioso soffitto a cassettoni. Per non parlare degli affreschi e degli altari in molte Chiese delle frazioni non tutelati, come quelli di San Pellegrino, Ancarano, Campi, Castelluccio, Nottoria.

Tutto ciò mentre in località distanti dal cratere si stanno ricostruendo chiese con i fondi del sisma. “Vergogna”, perché a 3 anni dal sisma molte strade sono da ristrutturare e perché si parla nuovamente di chiudere la Galleria di Forca Canapine. Il Sindaco dice che la scritta e i lenzuoli bianchi di denuncia promossi dal nostro Comitato danneggiano il turismo, perché danno una cattiva immagine.

Il Comune, a proposito d’immagine, potrebbe sicuramente pulire meglio le strade, ripulirle dalle erbacce, dalle foglie, pulire le chiaviche otturate, fare bagni pubblici funzionali, realizzare parcheggi ecc. Riteniamo che il danno per il turismo sia in primis dovuto alla mancata ricostruzione delle case, delle infrastrutture, dei beni culturali e degli alberghi, che mostrano una città né sicura, né attraente e potrebbero causare anche la fuga degli operatori turistici verso altre zone.

Chi fa impresa vuole i fatti, non le farse come quella di mettere una gru vicino ad un albergo la settimana prima delle elezioni per poi non iniziare a ricostruire. Riteniamo sia una “vergogna” che importanti imprese dell’agroalimentare siano in procinto di chiudere perché non sono state messe in condizione di ricostruire con rapidità la loro struttura.

Al Sindaco di Norcia vorremmo dire che a fronte di una preoccupante carenza di spazi per ospitare strutture sanitarie, sociali, culturali e centri di aggregazione, il comune non è riuscito a spendere milioni di euro generosamente donati dalla collettività nazionale ed internazionale; i fondi di solidarietà utilizzati per realizzare le strutture dell’emergenza, non hanno dato benefici alla comunità, perché poi sequestrati dalla magistratura (vedi Boeri).

Tutta questa situazione porta a ricercare le cause dei ritardi: la normativa sbagliata, troppo farraginosa e burocratica; la carenza di personale addetto al rilascio delle pratiche di ricostruzione; lo scarso impegno dimostrato dagli addetti alla ricostruzione verso i Comuni dell’epicentro sismico a favore di zone del cratere meno danneggiate.

Eclatanti sono i casi delle scuole di Perugia, Foligno e Giano dell’Umbria (fuori cratere), dove gli studenti potranno frequentare da settembre scuole completamente ricostruite con i fondi degli sms solidali mentre a Norcia, oltre a non esserci ancora il progetto del nuovo polo scolastico, ancora non sono pronti i moduli prefabbricati che avrebbero dovuto sostituire quelli della prima emergenza smantellati a giugno.

Quindi, i ragazzi delle superiori, dovranno essere ospitati in altri Container provvisori, ancora da riadattare. Molte delle opere pubbliche e chiese che verranno ricostruite, sono a chilometri di distanza dall’epicentro sismico, ai confini della Toscana o lungo l’ Adriatico. Si pone quindi il problema di dare priorità in questa fase alle pratiche dell’abitazioni e delle aziende presenti nell’epicentro sismico.

E’ necessario creare, come nel 1997, le precedenze per le zone più colpite; è una vergogna che l’Ufficio Speciale della Ricostruzione di Foligno, già carente di personale, venga impegnato per lo svolgimento delle pratiche fuori dal vero cratere, addirittura per smaltire le vecchie pratiche del sisma del 1997. Come è una “vergona” la non completa operatività dell’USR di Norcia, che dovrebbe snellire le pratiche della zona dell’epicentro, evitando a tecnici e cittadini di fare 150 chilometri ogni volta che devono visionare una pratica.

Al Governo che verrà, vorremmo chiedere di dare una risposta seria alla proroga e riduzione del rimborso della busta pesante, come fatto in altri sismi. La proroga fatta a giugno fino ad ottobre oltre ad essere una vergogna per come è stata prevista, sa tanto di presa in giro. Inoltre vorremmo chiedere al Governo di rendere realmente operativa ed efficiente la figura del Commissario Straordinario alla Ricostruzione.

E’ una vergogna che per fare un’ordinanza per la rimozione delle macerie ha impiegato otto mesi, senza prevedere poi, dove dovranno essere portate le macerie dei privati. Finalmente la stazione di smaltimento rifiuti è di nuovo operativa, ma vi è stata la beffa poiché sono stati riassunti solo gli operai di Foligno e Spoleto, escludendo quelli di Norcia.

Non è il primo caso di penalizzazione dei nostri concittadini visto che in Comune, durante l’emergenza, sono stati assunti giovani provenienti da tutta Italia, mentre i nostri giovani sono costretti ad andare via. La ricostruzione del Centro-Italia ha un suo fondamento se riesce a trattenere in loco i propri abitanti e operatori economici, altrimenti le case ricostruite saranno scatole vuote da utilizzare magari per la villeggiatura. Ciò sarebbe la morte di insediamenti umani, presenze storiche e culturali antiche di millenni.

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