Non aumentano tasse, bilancio in equilibrio, Marini presenta manovra
Malgrado i tagli della legge di stabilità 2016 e i vincoli derivati dal rispetto del pareggio di bilancio, la Regione Umbria mantiene gli equilibri di bilancio e l’affidabilità dei conti, all’interno di una invarianza della pressione fiscale. Il bilancio regionale 2016, che ammonta a 2 miliardi 940 milioni di euro di cui un miliardo e 809 milioni per la sanità, punta a garantire in toto il cofinanziamento dei programmi comunitari, a non ridurre le politiche di welfare e di coesione che sono alla base della nostra idea di sviluppo, a fare scelte importanti nel settore dei trasporti, e in quello del turismo e delle politiche culturali”. È quanto ha detto la presidente della Giunta Regionale, Catiuscia Marini, illustrando la manovra di bilancio in Prima Commissione, presieduta Andrea Smacchi. La Commissione tornerà a riunirsi martedì 28 marzo per l’esame degli emendamenti e mercoledì 30 per l’approvazione della manovra, che verrà portata in Aula il 4 e 5 aprile.
I CONTENUTI E LE SCELTE “La Regione Umbria – ha proseguito la presidente Marini – presenta una situazione di complessiva SOLIDITÀ FINANZIARIA, frutto di scelte orientate alla prudenza, rafforzata dal significativo margine di potenzialità fiscale disponibile.
La Regione ha sempre rispettato il patto di stabilità interno, ha utilizzato la propria capacità di indebitamento al di sotto del limite consentito dalla legge, non ha mai fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria, non è stata mai sottoposta ai piani di rientro in sanità, non è mai stata mai stata destinataria di segnalazioni della Corte dei Conti per squilibri di bilancio, presenta una situazione di tesoreria priva di criticità, rendiconti regionali sempre parificati.
La Regione non ha mai agito sulla LEVA FISCALE, tanto che la pressione fiscale regionale è rimasta di fatto inalterata nell’ultimo decennio. Infatti abbiamo cancellato tutte le tasse di concessione, ad eccezione di caccia, pesca e raccolta tartufi; non abbiamo mai applicato l’imposta regionale sulle emissione sonora degli aerei; non abbiamo aumentato la tassa automobilistica; abbiamo applicato al minimo di legge l’addizionale regionale al gas metano; abbiamo ridotto in maniera selettiva l’Irap.
Anche per la MANOVRA DI BILANCIO 2016-2018 le linee di indirizzo prevedono l’invarianza di tutte le aliquote dei tributi propri regionali; l’ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore; non agiamo sulla parte di bilancio che riguarda la tutela della coesione e della qualità sociale, con la salvaguardia delle fasce deboli della popolazione; si conferma il finanziamento delle spese di natura obbligatoria e inderogabile; ulteriore razionalizzazione delle spese di funzionamento dell’ente, e sono così quattro anni che facciamo azioni consistenti in questo senso, pur tenendo conto quest’anno dell’impatto della riforma delle province; prosecuzione del percorso di miglioramento dell’efficienza dei processi di accertamento e riscossione delle entrate, e il bilancio sano nasce anche da questo, con particolare riferimento alla tassa automobilistica; confermiamo il cofinanziamento della nuova programmazione comunitaria; ricorso al mercato per specifici investimenti settoriali; equilibrio in sanità.
Nella manovra c’è la CONFERMA DELLE AGEVOLAZIONI E ESENZIONI con la soppressione dell’imposta regionale sulla benzina di 2,5 centesimi il litro per finanziare la ricostruzione del sisma di Marsciano; manteniamo la riduzione del 50 per cento dell’Irap per le cooperative sociali di tipo A e l’esenzione totale per quelle di tipo B; riduzione del 10 per cento della tassa auto per i vicoli storici. I 10 milioni di INVESTIMENTI, con ricorso al mercato, servono per 2,1 milioni all’acquisto e manutenzione dei beni immobili, in particolare per quelli per il diritto alla studio di Perugia, 3 milioni per le infrastrutture per la mobilità e trasporto; 2,2 milioni per la forestazione e l’economia montana; 500mila euro per l’impiantistica sportiva, 500mila per il sistema museale; 1,7 milioni per il cofinanziamento del programma di investimenti.
Quindi le SCELTE DI BILANCIO dimostrano che il cuore centrale è il cofinanziamento della programmazione comunitaria, visto che le risorse per l’intera programmazione 2014/2020 sono di 1,471 miliardi di euro di cui 239 milioni a carico della Regione. Da segnalare l’impatto del bilancio regionale determinato dalla riforma delle Province che ha un costo totale solo per il personale di 8,9 milioni di euro, di cui 7,4 a carico del bilancio della Regione, a cui vanno sommate le spese di natura indiretta per circa un milione e mezzo di euro. Senza considerare il personale arrivato dalle Province, la spesa per il personale della Regione è di 58,2 milioni di euro nel 2016, in costante diminuzione negli ultimi anni”.

Commenta per primo