Marco Vinicio Guasticchi: “Non vado in pensione”

marco-vinicio-guasticchiLa Presidente Marini e’ stata chiara niente auto-candidatura per secondo mandato o richiesta primarie, riflessione seria sulla classe dirigente del Pd che dovra’ traghettare il partito verso le regionali: se ne riparlerà a settembre-ottobre? Cosa ne pensa? Sono d’accordo. Dopo la prima analisi dei risultati elettorali che tutti conosciamo, con tanto di legittime posizioni e posizionamenti, e’ giunto il momento per tutti noi che a vari livelli abbiamo responsablitica politico-istituzionali, di aprire un franco e serio dibattito prima nelle sedi competenti (bene se sara’ confermata assemblea regionale del 23 giugno prossimo) e poi all’esterno per elaborare fin da subito un progetto concreto di priorita’ e contenuti in vista delle prossime scadenze elettorali. A voi giornalisti, piace tanto il toto-candidato, ma credo, e sono in linea con la Presidente Marini, che per metodi e selezione delle eventuali candidature se ne dovra’ parlare subito dopo l’estate a progetto acquisito.

Crede che l’attuale classe dirigente del Pd sia all’altezza delle sfide elettorali? Dopo la batosta di Perugia e di Spoleto non ritiene necessario un cambio in corsa della squadra?

Indubbiamente non puo’ passare tutto in maniera indolore e tantomeno si puo’ scaricare sulle istituzioni responsabilità legate alla sfera politica. A parte la vicenda del comune di Spoleto dove il segretario provinciale del Pd, Dante Andrea Rossi e’ stato “costretto” a scendere in campo per “servizio” non certo per ambizione personale, non c’e’ livello politico che possa defilarsi dalle proprie responsabilta’. Certamente questa debacle elettorale ha fatto palesare che le segreterie dei vari organismi provinciali, regionali e comunali dovranno essere riviste perche’ ritengo anacronistico e perdente imbottire le stesse segreterie “degli amici degli amici” ovvero di “yes-man” spesso in difficoltà nell’affrontare con determinazione e autorevolezza situazioni a dir poco delicate e strategiche come quelle di Gubbio e Perugia. Cosi’ come i campanelli di allarme che sono suonati in altre aree della regione debbono far riflettere tutti noi sul clima che sta cambiando, sulla consapevolezza, per usare una recente dichiarazione di Matteo Renzi, che ormai non esistono piu’ “zoccoli duri” o posizioni di rendita che ci possano far dormire in futuro sonni tranquilli.  Da tempo sto dicendo queste cose: qualsiasi tentativo di rompere l’idea di intoccabilità di alcuni persoaggi politici ha generato sconfitte e mancanza di coraggio, determinando una crisi di credibilita’, che e’ l’aspetto più grave.

Si rottama dunque?

Piu che rottamare persone e decidere chi deve andare in pensione o restare al proprio posto (compito che spetta essenzialmente ai cittadini-elettori e non a ristretti caminetti o loft di giovani 30-40enni convinti che basta la “carta d’identità” per diventare buoni amministratori senza passare per il vaglio primarie ed elezioni) credo che si debba dare l’immagine e la sostanza di aver capito la lezione,  di rimboccarci le maniche per coinvolgere il piu’ possibile la gente sulle scelte. Ampliare la nostra base elettorale, uscire dalla logica autoreferenziale ed esclusiva dei circoli, utilizzare forme e linguaggi comprensibili, saper ascoltare, mettersi in discussione e soprattutto elaborare proposte credibili, credo che siano le priorita’ immediate non piu’ rinviabili. Subito dopo, ben vengano i nomi e le legittime aspirazioni di chi vorra’ mettersi a disposizione per ricoprire ruoli amministrativi futuri, tenendo presente un aspetto fondamentale che nulla e’ scontato. Non sono appassionato al dibattito fra “renziani della prima e seconda ora”. I cittadini e elettori sanno distinguere fra chi ha dimostrato sempre coerenza e chi forse per mero opportunismo e’ salito sul carro del vincitore. Questo tirar la giacca al segretario-premier Matteo Renzi, utilizzare un brand vincente buono per ogni occasione e convenienza, e’ gioco stucchevole che non mi coinvolge. Del resto, quatro anni fa quando per primo organizzai assieme ad alcuni amici, iscritti al Pd, la presentazione in Umbria del primo libro di Matteo Renzi, fui snobbato preso per “pazzo”. Il resto e’ storia che tutti conoscono.

 

Presidente Guasticchi quale sara’ il prossimo approdo istituzionale?

 

“Ho deciso assieme a tutti i componenti della giunta di proseguire gratuitamente l’attivita’ istituzionale, come previsto dal Decreto Del Rio, fino alla indizione delle nuove elezioni indirette che disegneranno il volto delle nuove province. Io del resto in questa legislatura, continuando a svolgere il mio lavoro di quadro direttivo di un istituto di credito, sono stato, conti alla mano, il Presidente di provincia “meno pagato d’Italia” (poco o piu’ di 1500 euro al mese tutto pubblicato sul portale dell’ente). Il senso di responsabilita’ e di appartenenza all’ente e ai dipendenti, che ringrazio per il lavoro e la collaborazione dimostrata, mi spinge anche in queste condizioni di volontariato a guidare la fase di passaggio dalla “vecchia” alla nuova “provincia” che non so quanto durera’.

 

E dopo?

 

Non ho intenzione di andare in “pensione”. Sono onorato di far parte (su indicazione del segretario del partito Matteo Renzi) della Assemblea e Direzionale Nazionale del Pd e di quella regionale, dove cerchero’ di impegnarmi al massimo per contribuire a cambiare verso ad ogni livello nel Pd sempre piu’ europeo (i dati record delle recenti elezioni ci consegnano questa responsabilità) riformista, pronto ad aprirsi al cambiamento. L’ho detto in conferenza stampa di fine legislatura, in riferimento alle regionali del prossimo anno, sono pronto a mettere a disposizione il mio impegno, le mie competenze

 

il mio entusiasmo per gli umbri e per l’Umbria: ma per questo credo che ci sara’ tempo e spazio per discuterne e decidere negli ambiti competenti. Il Partito Democratico, fortunatamente e’ una partito dove si discute, ci si divide, ma poi si decide e ci si ritrova tutti insieme pronti a remare per “cambiare verso

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