Gli auguri a Giorgia Meloni, non li faccio.
Sarah Bistocchi, Pd, li faccio invece al Paese
Gli auguri a Giorgia Meloni – E se vi sembra sibillino, basta leggere. È lungo, ma non ipocrita. Siccome leggo di improvvise lezioni di femminismo da parte di chi, nella migliore delle ipotesi, non l’ha mai inserito nella sua agenda politica, e in quella peggiore, ha portato avanti politiche contro le donne, dico anche io la mia non richiesta su Giorgia Meloni prima donna Presidente del Consiglio in Italia. Perché lezioni di femminismo io non ne do, ma vorrei anche non riceverne.
Parto dal fondo. E allora il PD???
Il PD ad oggi ha collezionato molti problemi, ma non con le pari opportunità e con il promuovere donne in ruoli chiave. Il problema del PD, casomai, è l’attuale classe dirigente nazionale.
Partito Democratico Perugia
Ho trovato un errore grave da parte di Enrico Letta aver riconfermato le due capigruppo alla Camera e al Senato. Sono due donne, che di certo si sono spese in pochi anni per le pari opportunità molto più di quanto abbia fatto Giorgia Meloni in tutta la sua vita.
Significa non aver capito niente
Eppure, secondo me, non andavano riconfermate. Perché riconfermare l’attuale classe dirigente romana significa non aver capito niente di quello che è successo il 25 settembre. Oppure, il che sarebbe peggio, averlo capito ma far finta di niente.
[su_panel color=”#000000″ border=”3px solid #dcd9d9″ padding=”10″ shadow=”1px 1px 5px #babab6″ radius=”16″ text_align=”center”]Sul PD mi fermo qui, perché vorrei prima esprimermi internamente, ma il punto è che di per sé, una donna in un ruolo chiave, di potere, di governo, non è necessariamente una buona notizia, non è per forza un elemento positivo.[/su_panel]
E se non lo è in riferimento a Serracchiani e Malpezzi, ma figuratevi quanto non lo sia quando la donna in questione si chiama Giorgia Meloni. Veniamo a lei.
Ho visto donne di sinistra
Ho visto donne di sinistra, sicuramente in buona fede, che si sono sentite in dovere di fare gli auguri di buon lavoro a Giorgia Meloni. Scusate se ve lo dico, ma questo è un altro retaggio maschile.
Vediamo di venirne fuori. Io gli auguri di buon lavoro alla Meloni li faccio perché augurare a lei buon lavoro significa augurare il bene al Paese. Basta, fermiamoci qui. Perché non si è sentita l’esigenza di fare gli auguri a Matteo Salvini, a Giuseppe Conte, a Matteo Renzi, a Mario Draghi?
Perché ci sentiamo in dovere di fare auguri
Perché ci sentiamo in dovere di fare auguri di buon lavoro ad una premier perché donna, e agli uomini no? Perché pensiamo che una donna può essere tendenzialmente meno capace, e quindi ha bisogno dei nostri auguri, del nostro supporto, se non politico almeno morale?
[su_panel color=”#000000″ border=”3px solid #dcd9d9″ padding=”10″ shadow=”1px 1px 5px #babab6″ radius=”16″ text_align=”center”]Fare gli auguri alla Meloni in quanto donna, è sbagliato. Punto. Questo lo dico alle tante donne, che soprattutto da sinistra, si sono preoccupate e affrettate a farle gli auguri. Attenzione al retaggio del patriarcato.[/su_panel]
Invece, a chi pensa di cogliere in flagrante il femminismo, ma sapendo ben poco dello stesso, fondamentalmente perché di destra, vorrei spiegare una cosa ancora più semplice.
Non basta essere una donna per portare avanti, promuovere, e mettere in campo azioni a favore delle donne.
Basta vedere che ha combinato Donatella Tesei, Presidente donna della Regione Umbria, che ha provato a smantellare, con gli strumenti a disposizione del suo ruolo, quei diritti delle donne che sono essenziali, fondamentali, sacrosanti.
Parlo del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, che la Tesei ha provato in tutti modi a minare. C’è voluta un’interrogazione parlamentare (e di una parlamentare romana per giunta) per far ritirare alla Tesei quella vergognosa delibera di giunta.
Quindi, una donna, ma che porta avanti azioni contro le donne. Come vedete, può accadere, è già accaduto. Perciò, io mi auguro che Giorgia Meloni porterà avanti politiche femministe, ma qualcosa – giusto qualcosina: la sua storia, le sue posizioni, le sue (non) parole – qualcosa mi dice che non lo farà. E francamente, per dircela tutta, forse anche a ragione.
[su_panel color=”#000000″ border=”3px solid #dcd9d9″ padding=”10″ shadow=”1px 1px 5px #babab6″ radius=”16″ text_align=”center”]Perché far ricredere una come me probabilmente significherebbe deludere quell’enorme mole di elettorato di centro destra che ha votato per la Meloni, per le sue idee e per le sue posizioni. E anche questo non sarebbe giusto.[/su_panel]
Giorgia Meloni è la prima donna Presidente del Consiglio in Italia, e questo è un fatto storico. Politicamente, io mi preparo a fare opposizione a una ex missina, sempre ambigua e mai netta sui temi del fascismo, con cui non ha mai reciso il cordone ombelicale, perché lì c’è sia il suo elettorato che, peggio ancora, il suo cuore, e che non ha mai portato avanti una politica che fosse una, a favore e a tutela delle donne.
A me, il dovere di ricredermi oppure di fare opposizione. A Fratelli d’Italia e a questo centro destra a trazione così estrema, l’onere e l’onore di governare secondo i loro valori e le loro idee.
Al Partito democratico, il suono della campanella. Presto un congresso, perché a tirare una riga non può essere chi ha tenuto la matita in mano fino a questo momento.

Signora Sarah Bistocchi, lei non può lontanamente immaginare quanto la Premier Meloni sia dispiaciuta, o addirittura disperata, perchè lei non le fa gli auguri. Se ne faccia una ragione Signora Bistocchi, alla Premier degli auguri suoi e di quelle o quelli come lei sono certo che non gliene può interessare nulla. Siete voi che vi “rodete dentro” per il fatto che una donna, e per di più di destra, abbia raggiunto un tale traguardo.
dice di no , ma è piena di acredine