Giallorossi rischiano di perdere pure insieme, scrive Re su Libero

 
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Giallorossi rischiano di perdere pure insieme, scrive Re su Libero

Giallorossi rischiano di perdere pure insieme, scrive Re su Libero

Partito democratico e Movimento Cinque Stelle rischiano di perdere in Umbria anche correndo insieme. Il primo sondaggio in vista del voto regionale del 27 ottobre è una doccia fredda sulla coalizione di governo, che proprio nel cuore d’Italia si battezzerà davanti agli elettori. Secondo la rilevazione, fatta dall’istituto Quorum-YouTrend per l’agenzia Agi, la candidata del centrodestra (Lega-Forza Italia-FdI) Donatella Tesei è in testa col 47,2% delle intenzioni di voto, mentre Vincenzo Bianconi, alfiere dei giallorossi, insegue quattro punti più sotto, col 43,1%.

Claudio Ricci, che fu già candidato del centrodestra alla guida della regione nel 2015, raccoglie invece il 6,2%. Un risultato in linea con le indicazioni sui partiti.Le liste di centro destra totalizzano infatti il 47,8% delle intenzioni di voto nella regione, con la Lega primo partito al 34%, mentre Pd, M5S e sigle alleate si fermano poco sotto il 43%.

Il derby tra i due partiti di governo è vinto nettamente dai democratici, fotografati dal sondaggio sopra al 30% tre volte i voti dei pentastellati, fermi al 10%. Pure in Umbria,peraltro, Matteo Salvini risulta essere il leader nazionale con il maggior tasso di fiducia: il 41%. Il segretario dem Nicola Zingaretti deve invece accontentarsi del 32%, mentre Matteo Renzi mostra di avere un indice di fiducia molto basso, fermo addirittura al 15%. In difficoltà pure Luigi Di Maio: solo il 23% degli umbri sostiene di fidarsi di lui e persino tra chi vota Pd solo il 38% lo promuove.

Tra i leader locali spicca il dato negativo dell’ex presidente di regione Catiuscia Marini, alla quale va la fiducia di appena 13 umbri su cento. L’estrema impopolarità di costei potrebbe risultare un fattore chiave, se sarà usata in campagna elettorale come “arma” verso i candidati della coalizione di sinistra. Il sondaggio ha poi chiesto agli umbri se il loro voto potrà avere ripercussioni sulla tenuta del governo nazionale. Se il candidato espressione della neonata (ed inedita) maggioranza giallorossa dovesse essere sconfitto, l’esecutivo ne uscirà indebolito?

La pensa così, in realtà, solo il 28% dei rispondenti.

Gli elettori del centrodestra (e di Lega e Fratelli d’Italia, in particolare),però, sono convinti che ci sia un rapporto di consequenzialità tra la vittoria del loro candidato e le ripercussioni sul piano nazionale. Per loro, quindi, il voto avrà una doppia valenza: non solo per eleggere una nuova giunta regionale più vicina alle proprie posizioni,ma anche per dare un colpo al governo di Roma.

 

 

 

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