Emendamento bando periferie, lo hanno votato tutti, Liberati, sentenza Consulta da rispettare

Emendamento bando periferie, lo hanno votato tutti, Liberati, sentenza Consulta da rispettare
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Emendamento bando periferie, lo hanno votato tutti, Liberati, sentenza Corte Costituzionale Colpi di sole. Alla fine di questa giornata è bene ricordare – anzitutto alla presidente della Regione Umbria, così come a variopinti deputati, senatori, consiglieri e consigliori – che il noto emendamento al c.d. Bando Periferie è già stato unanimemente condiviso da tutti gli eletti umbri a Palazzo Madama, giacché ogni parte politica lo ha votato, salvo poi menare il can per l’aia nelle ore seguenti, alcuni di costoro sostenendo di non aver capito cosa stessero decidendo. Eppure è facile. Intanto, sul Bando Periferie, il Governo Conte ha salvato i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100: questi erano e restano immediatamente esecutivi.

Cosa era però successo? Gentiloni aveva finanziato il Bando per metà dell’importo complessivo: la norma in base alla quale sono state assegnate tali risorse (comma 140) è stata oggetto di pronuncia di illegittimità costituzionale (sentenza n. 74 del 2018).

Gran parte dei bandi finanziati e che hanno ottenuto punteggi anche molto bassi non sono infatti riqualificazioni, ma presentano forti carenze progettuali e programmatorie. Tantomeno sono esecutivi.

Il nuovo Governo ha perciò deciso, politicamente e giuridicamente, di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019, non solo per alcuni Enti locali, ma per tutti, con un criterio di premialità e di equità.

In ogni caso, il Bando periferie, tolti i 24 progetti immediatamente esecutivi, ferme restando le risorse complessivamente stanziate, viene solo posticipato, sottoponendo a verifica i progetti e prevedendo il rinnovo delle convenzioni. Tutto qui. Ecco perché certi colpi di sole somigliano più a colpi di coda del sistema che ad altro

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