Elezioni comunale a Perugia, tre nomi per il centrodestra
In vista delle elezioni primaverili che coinvolgeranno diversi comuni, tra cui Perugia, la coalizione di centrodestra si prepara a scegliere il proprio candidato sindaco. La scelta avverrà in un tavolo comunale che coinvolgerà i partiti del centrodestra, insieme ai partner della coalizione di governo, tra cui Progetto Perugia, Civitas e Umbria Civica. Il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Alessandro Antonini oggi scrive di questo.
La designazione finale del candidato sindaco, che sarà confermata dal direttivo nazionale, vede attualmente Margherita Scoccia, come candidata in pole position. L’attuale assessore all’urbanistica di Fratelli d’Italia (FdI), avrebbe la meglio sui colleghi di giunta Edi Cicchi per Progetto Perugia e Luca Merli per la Lega, ma è tutto è da vedere.
Nonostante ci sia una forte preferenza per Scoccia, c’è spazio per altri nomi nella lista dei potenziali candidati. In caso di mancata intesa con le liste civiche, il presidente del consiglio regionale Marco Squarta, anch’esso membro di FdI, potrebbe entrare in gioco. Progetto Perugia sembra resistente all’idea di Scoccia come candidata, a meno che non venga garantita una significativa presenza delle liste civiche nella giunta.
La Lega ha pianificato di mantenere i comuni di Foligno con Stefano Zuccarini e Marsciano con Francesca Mele. Corrado Belloni è la scelta preferita per San Giustino. Inoltre, si attende una possibile candidatura di Donatella Tesei per un secondo mandato in Regione, ma questa decisione deve ancora ottenere il via libera dal tavolo nazionale. Forza Italia terrà i comuni di Todi, Torgiano, Gualdo Cattaneo e Amelia.
L’opzione di modificare la legge elettorale regionale è stata discussa, ma richiederà tempo per essere approvata. La proposta prevede l’istituzione di due circoscrizioni, Perugia e Terni, ciascuna con due liste provinciali e un totale di 20 eletti, oltre al presidente. Alcuni dei punti salienti della proposta includono la soglia di sbarramento al 3%, la doppia preferenza di genere e l’equiparazione delle indennità tra consiglieri e assessori. La proposta era stata inizialmente osteggiata da M5S e Patto Civico ma sta comunque procedendo verso una possibile modifica delle regole elettorali regionali.

OK, è già cominciato il “teatrino delle poltrone”. Spero solo che gli elettori (sia per le Regionali che per le Comunali) votino per i candidati che ritengono essere amministratori CAPACI e non solo in base al partito di appartenenza. Sono elezioni amministrative, non politiche. Purtroppo, i partiti, che partecipano al banchetto, si sono però già spartiti i posti a tavola. E la “giostra” continua.