Elezioni 2019, Giubilei, sindaco uscente chiede di firmare una cambiale in bianco

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Tanto rumore per nulla. Hanno tappezzato la città di manifesti 6×3 per annunciare la Conferenza programmatica (era dagli ’80 che non si sentiva questo termine) della lista Romizi. Sembrava un impegno ambizioso, ma che messaggio è arrivato da Montemorcino? Che se dovesse vincere, la prossima Giunta Romizi per la città farà quello che ha fatto in questi cinque anni: niente. Non c’è un progetto, un’idea di città, un’indicazione di come debba essere una Perugia del futuro. Solo la promessa – una promessa non si nega a nessuno – di una diminuzione delle tasse e l’impegno a migliorare i servizi. E per questo basta poco visto come sono scadenti.

Che cosa farà Romizi per l’ambiente, per contrastare il consumo di suolo, per i giovani che si sentono “estranei e respinti” dalla città (parole degli stessi studenti di Perugia), per gli anziani, per riqualificare i quartieri più in difficoltà? Niente, nemmeno una parola concreta.

Che ne sarà del progetto del Turreno, dell’ex Mercato coperto, delle misure per ridare vita al centro storico? Mistero. Delle politiche per la cultura e il turismo, dell’emergenza lavoro (Perugia in picchiata), della sicurezza? Bisognerà aspettare un’altra occasione per saperlo.

Solo su due temi il sindaco ha speso qualche parola in più e guarda caso sono due argomenti presi (legittimo, per carità…) dal nostro programma. Dopo aver convinto i perugini che possono andare a prendere il caffè da Sandri con la macchina come nei favolosi anni ‘60 ora il sindaco scopre la mobilità alternativa e con un progetto la cui fattibilità e sostenibilità sono tutte da verificare. Noi parliamo da mesi di trasporto su ferro, di mezzi elettrici, di mobilità sostenibile, di parcheggi e di tariffe. Va benissimo la conversione, ma a Romizi fa un po’ difetto la credibilità.

Dell’altro tema invece siamo un po’ gelosi. È la partecipazione. Anche questa è una scoperta recente dell’attuale Giunta, perché per cinque anni il termine è scomparso dai radar. Andare nei quartieri più lontani dal centro per verificare… Noi invece – e anche questo non lo diciamo da oggi – daremo vita a Consigli territoriali elettivi (naturalmente senza alcun gettone) che ristabiliranno un dialogo tra Palazzo dei Priori e territori.

Insomma, a parte progetti dell’ultim’ora, Romizi e la lista che lo sostiene per Perugia non sanno e forse non vogliono andare oltre il piccolo mediocre cabotaggio con cui hanno amministrato la città in questi anni. Ma la nostra città ha bisogno di qualcosa di più, di un progetto che abbia l’ambizione di immaginare una Perugia che guardi al suo futuro e che si riprenda lo spazio e il ruolo che gli spetta come guida della comunità regionale e come modello da seguire per molte città italiane.

E tutto questo senza contare il peso delle brutte compagnie che sostengono Romizi nel suo tentativo di bissare i cinque anni in Comune. Ma le persone – e in questi giorni ci sono molti segnali che stanno a testimoniarlo: dalla straordinaria manifestazione di Milano alla grande partecipazione alle primarie del Partito democratico – stanno voltando pagina.

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