Clandestini in territorio italiano, pesa il silenzio del Capo dello Stato

Clandestini in territorio italiano, pesa su questo il silenzio del Capo dello Stato

Clandestini in territorio italiano, pesa il silenzio del Capo dello Stato

Sullo scarico dei migranti clandestini in territorio italiano da parte di agenti francesi, è già stato fatto notare l’inaccettabile silenzio del capo dello Stato. Il quale lo ricordo, Costituzione alla mano, risulta essere il capo delle Forze Armate. E mi pare che la violazione dei confini da parte di personale di sicurezza armato straniero non autorizzato, possa essere assimilata a un’intrusione ostile certamente premeditata, men che mai erronea. In altri tempi sarebbe stato un atto di guerra.

Oggi però viviamo tempi moderati e coscienze flaccide. Non si tratta infatti di commercianti o falegnami. Stiamo parlando di Polizia e Corpi Speciali. Anche perché diversi cittadini hanno riferito di aver incontrato in sentieri boschivi nei pressi del confine, in territorio italiano, personale francese in tuta mimetica militare. Con tanto di copertura simil fangosa sulla sulla faccia.

Ma al di là delle considerazioni su Mattarella, gravissime oltre ogni misura, anche perché il capo dello Stato sembra essere attento a tutto, affermando di voler tutelare le nostre istituzioni, tranne a ciò che ha a che fare con la nostra sovranità, fatto più unico che raro, c’è da denunciare l’annichilente assenza del presidente del consiglio Conte.

E dei suoi due carcerieri vicepremier, senza i quali non attraversa nemmeno la strada. Finora ho assistito solo a tanti annunci e a qualche dichiarazione a effetto. Nessun fatto concreto. Conte ha fatto sapere che chiederà conto dell’accaduto a Macron.

Non mi pare che ciò sia al momento avvenuto ufficialmente. Visto che è stato L’Eliseo ad anticipare le mosse con una dichiarazione di comodo per pararsi la faccia, pronunciando l’esigenza di mettere in piedi una maggiore coordinazione delle sue forze di confine con Roma.

Di Maio non sembra essere nemmeno al corrente dei fatti. Mentre Salvini dopo aver postato su Twitter i filmati che ritraggono gli sconfinamenti dei francesi in territorio italiano, mentre scaricano i migranti a casa nostra, non mi pare abbia fatto seguire granché di ufficiale. Come se fosse un’attivista social e basta.

Il primo passaggio doveroso da compiere, ancora prima di interpellare l’Eliseo, sarebbe toccato a Moavero, vale a dire richiamare immediatamente dalla Farnesina a Roma l’ambasciatore italiano a Parigi, per urgenti consultazioni. Parimenti Conte avrebbe dovuto convocare l’ambasciatore francese a Roma presso Palazzo Chigi, per riferire.

Queste due doverose mosse istituzionali avrebbero mandato due precisi messaggi. Uno a livello internazionale, oltreché a Parigi, per rendere l’idea della gravità della faccenda e di come Roma la percepisse, non essendo intenzionata a minimizzarla. E Uno ai cittadini italiani. Per infonder loro un maggiore senso di appartenenza e orgoglio. Niente di trascendentale mi pare. E pure siamo ancora in attesa di una reazione formale extra social degna di questo nome.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*