Candiani, gestione servizi pubblici in Umbria e malavita appalti

Candiani, gestione servizi pubblici in Umbria e malavita appalti

PERUGIA – Città destrutturate e da riordinare dopo la gestione scriteriata dell’immigrazione clandestina; sistema degli appalti pubblici da rivedere perché foriero di infiltrazioni malavitose e ricostruzione da tenere sotto controllo.

Non usa mezzi termini il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani commentando gli ultimi dati sui delitti in Umbria che vedono una leggera flessione rispetto al 2017 e puntando il dito sulla politica della sinistra.

Stefano Candiani, con la sua intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria – pubblicata oggi – ha scatenato un mezzo putiferio.

“Va ripristinato un sistema di sanzioni penali più severo”. Candiani parla anche, incalzato da Marina Rosati, della differenza che c’è tra sicurezza reale e quella percepita in Umbria.

Quello che ha scatenato l’inferno però, cui hanno già replicato Donatella Porzi e Fabio Paparelli, rispettivamente presidente dell’Assemblea regionale dell’Umbria e vicepresidente della Regione, è quando parla dei «’I padrini dell’Umbria’ che già da anni ha puntualmente sollevato il velo sui rapporti criminali nel territorio». Mette sotto accusa la gestione di alcuni servizi pubblici, in particolare i rifiuti che “ha aperto le strade alla malavita negli appalti, come poi sanzionato dalle recenti interdittive antimafia”.

Non risparmia, insomma, un settore il vice del Ministro Matteo Salvini. Ha parlato anche del caso del bambino di Foligno, rispedendo al mittente le accuse mosse al Governo di cui fa parte di fomentare odio e razzismo.

«L’immigrazione – ha detto al Corriere dell’Umbria –  come qualsiasi altra circostanza estranea rispetto a una comunità, deve essere gestita. Negare che in questi anni l’immigrazione incontrollata abbia creato tensioni nelle nostre comunità vuol dire fallire nella propria azione politica. Ed è una responsabilità in capo a tutta la sinistra».


Terni Industry, assessore Paparelli chiede convocazione a ministro Di Maio
fabio paparelli

Fabio Paparelli replica così:

CANDIANI USA ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA
La strategia della Lega Umbra volta a nascondere il fallimento del governo locale e nazionale è di antica memoria e ricorda il ricorso alle cosiddette “armi di distrazione di massa” con evidenti complicità mediatiche, usate nella prima Repubblica per occultare il fallimento politico.

Cosa c’è di meglio, per evitare di parlare dell’uscita dalla Lega del consigliere regionale e comunale Emanuele Fiorini, (di cui apprezzo il coraggio, nonostante le distanze), fotografia del fallimento del governo di Terni (dopo soli 10 mesi, persi 4 consiglieri di maggioranza, 10 inquisiti per falso, assessori che si registrano tra di loro e con l’assenza di una minima visione e capacità di governo), dove la Lega si è affidata a vecchi arnesi della politica con i risultati sotto gli occhi di tutti?

Cosa c’è di meglio per nascondere le divisioni di Bastia, di Orvieto o l’incapacità di agire sui temi della sicurezza a Perugia?

Ci pensa il sottosegretario Candiani, con un spot elettorale fake ed insultante per la dignità degli Umbri, proponendo come fosse un opinionista anziché un membro di governo che deve dare risposte concrete ai bisogni dei nostri concittadini, mere analisi strumentali.

La buona politica esige politici che forniscano soluzioni: Candiani lei che governa da 1 anno, oltre che perpetrare un “furto” nei confronti degli Umbri spostando al Nord le risorse per la riqualificazione di periferie come Terni Est, oltre che depauperare ed indebolire le nostre questure, oltre che votare un decreto che produrrà insicurezza, oltre che sbandierare come trofeo qualche centinaio di richiedenti asilo e smantellare il tessuto associazionistico e volontaristico dell’Umbria e del Paese, che garantiva il rispetto dei valori della costituzione, cosa ha fatto per l’Umbria?
NULLA


Disegno legge Giunta regionale su ricostruzione rinviato in commissione
Donatella Porzi

La presidente Porzi contro Candiani: “Gravi, irresponsabili e inaccettabili le dichiarazioni del sottosegretario”

PERUGIA – “Le dichiarazioni del sottosegretario all’Interno Stefano Candiani sono gravi, inaccettabili e assolutamente fuori luogo per un rappresentante del Governo Risentono evidentemente più della necessità di animare la polemica politico-elettorale piuttosto che dell’esigenza di contribuire, con l’indispensabile concorso di tutti i livelli istituzionali, alla prevenzione e al contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata”.

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, anche nel suo ruolo di coordinatrice delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità della Conferenza dei Consigli regionali, interviene sulle dichiarazioni del sottosegretario Candiani pubblicate oggi da Il corriere dell’Umbria.

“La lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto socio-economico dei territori regionali – sostiene Porzi – necessita dell’impegno serio e solidale di tutte le istanze istituzionali del nostro Paese. E questo è stato ribadito con forza, da parte di tutte le componenti politiche, nella recente riunione del Tavolo nazionale del Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata, alla presenza del Procuratore nazionale Antimafia Francesco Cafiero De Raho. Questa ferma convinzione è stata inoltre ribadita, e condivisa, anche nel recente incontro con il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra”.

Quanto affermato dal Sottosegretario Candiani appare come un atto irresponsabile

Secondo la presidente Porzi “quanto affermato dal Sottosegretario Candiani appare come un atto irresponsabile, compiuto perdipiù da chi ricopre un ruolo di alta responsabilità nell’Esecutivo sulla materia della legalità e della sicurezza. Un atto – aggiunge – determinato da un’incessante volontà di alimentare una sterile polemica politico-elettorale, che non aiuta certo quell’esigenza di tutte le istituzioni di fare fronte comune contro la criminalità e l’illegalità.

Una volontà testimoniata peraltro – sottolinea Porzi – dagli atti legislativi approvati in questi anni dalle autonomie locali, per rendere più efficaci le normative in tema di appalti pubblici e trasparenza. E la Regione Umbria su questi temi non è stata seconda a nessuno, e anche adesso lo è, con il proficuo lavoro della Commissione contro le infiltrazioni criminali che ha prodotto una proposta di legge organica in tal senso”.

“Quanto poi affermato da Candiani sui rischi di infiltrazione nella ricostruzione – aggiunge – appare poi quantomeno bizzarro considerato che, ad oggi, l’unico intervento del governo è rivolto ad una ‘semplificazione’ che se non bene articolata rischia di abbassare il livello stesso dei controlli tesi ad evitare quei rischi ”.

La presidente Porzi ha poi annunciato che il 22 marzo prossimo a Palazzo Cesaroni avrà luogo uno degli incontri programmati a livello nazionale del Coordinamento delle Commissioni e degli Osservatori sul contrasto della criminalità organizzata e la promozione della legalità della Conferenza dei Consigli regionali.


 

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