PD Perugia chiede ancora le dimissioni di Arcudi, intervento di Bistocchi

 
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PD Perugia chiede ancora le dimissioni di Arcudi, intervento di Bistocchi

PD Perugia chiede ancora le dimissioni di Arcudi, intervento di Bistocchi

«Quanto sta emergendo negli ultimi giorni, nell’ambito della maxi operazione antimafia, condotta dalla Polizia di Stato, e coordinata dalle Procure di Catanzaro e Reggio Calabria, obbliga la società umbra e ancor più le sue istituzioni a prenderne consapevolezza, a porvi resistenza, e a mettere in campo tutte le azioni possibili per difendere il presente e per salvaguardare il futuro». E’ quanto ha detto la consigliera comunale del PD, Sarah Bistocchi, nel suo intervento della seduta di oggi.

«Abbiamo appreso con un certo allarme dai media locali e nazionali – ha spiegato – la notizia dello svolgimento di questa operazione, e soprattutto dei numerosi arresti legati a reati di mafia. In Umbria, e perfino a Perugia. E non è tutto: le mafie pare siano riuscite a penetrare non solo nel tessuto economico e sociale, ma perfino nel drappo politico e istituzionale.  Accanto, infatti, alle consuete attività illecite legate al riciclaggio di denaro a cui le cosche sono dedite, assistiamo con preoccupazione ad un nuovo tentativo: quello di influenzare la politica locale, indirizzare le intenzioni di voto, entrare in contatto con le cariche politiche e istituzionali».

E ancora: «E allora è il caso di alzare questo velo di ipocrisia. Perché io continuo a sentir dire che la nostra terra, e chi la abita, ha gli anticorpi necessari per contrastare la corruzione, l’illegalità e il malaffare. Ecco, io questo lo prendo come un invito. Come un impegno. Il buon proposito per il 2020 e per gli anni a venire. Perché i fatti oggi ci dicono altro. Ci parlano di una società che non è stata capace di prevenire, in campo economico, sociale, politico e culturale, il diffondersi di questa piaga. Ma noi possiamo fare qualcosa, come cittadini. Come amministratori invece, la facoltà diventa obbligo. Non basta venire in aula e dire che la mafia fa schifo. La reazione delle Istituzioni deve essere immediata e compatta, la condanna forte e chiara. Come rappresentanti dei cittadini abbiamo una grande responsabilità, rispetto alla quale nessuno può venir meno: noi qui non rappresentiamo lo Stato, noi siamo lo Stato. Nessun umbro a cui questa regione abbia dato natali o accoglienza, nessun perugino, d’origine o d’adozione, deve avere il minimo dubbio sul fatto che le istituzioni stiano mettendo in campo tutte le azioni di monitoraggio e contrasto a questi fenomeni».

«Dalle intercettazioni effettuate emerge – aggiunge – anche il nome di Nilo Arcudi, Presidente del Consiglio Comunale, seconda carica istituzionale del Comune, che, ai sensi del Regolamento del Consiglio Comunale, rappresenta l’intero Consiglio Comunale e ne tutela la dignità del ruolo. Riteniamo che il Presidente Arcudi metterà maggiormente in sicurezza se stesso, l’intero Consiglio, e dunque la città tutta, se farà un passo indietro rispetto alla carica attualmente da lui ricoperta. Gli è già stato chiesto, una settimana fa, in occasione dello scorso Consiglio; gli è stato chiesto di farlo in modo spontaneo, responsabile, convinto; gli è stato chiesto prima che glielo chiedesse qualcun altro. Ma, non avendo avuto ancora risposta, noi siamo costretti, ai sensi dell’art. 21 comma 1 del Regolamento del Consiglio Comunale, a chiedere la revoca del Presidente del Consiglio Comunale Nilo Arcudi».

E infine: «I perugini non hanno bisogno di essere rassicurati; hanno bisogno però di essere sicuri che ognuno stia facendo la sua parte nella conduzione di una battaglia giusta che è prima di tutto culturale, e hanno bisogno di essere messi in sicurezza rispetto ai rischi che stiamo correndo o che ci stanno facendo correre. Da qui, la richiesta di revoca, Presidente. Sono un po’ in difficoltà nel rivolgermi a lei Presidente, e al contempo nel chiederle un passo indietro: ma vede, questo è il motivo per cui è bene che lei faccia un passo indietro: è una questione di opportunità politica, che riguarda in primis proprio lei, come atto di garanzia istituzionale per tutti».

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