Dehors centro storico per ristoro, Consiglio Perugia approva regolamento

Dehors centro storico per ristoro, Consiglio Perugia approva regolamento

Dehors centro storico per ristoro, Consiglio Perugia approva regolamento

Il Consiglio ha approvato con 19 voti a favore (maggioranza) e 4 astenuti (Vignaroli, Casaioli, Morbello e Mori) le modifiche al regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche del centro storico per ristoro all’aperto (Dehors) e per l’utilizzo dell’immagine della città di Perugia.

Le modifiche riguardano l’articolo 6 (criteri generali di collocazione) e l’articolo 19 (sanzioni e misure ripristinatorie); le stesse sono state definitivamente formulate accogliendo alcuni suggerimenti delle associazioni di categoria tramite specifici emendamenti approvati in Commissione Affari Istituzionali. Gli emendamenti accolti in commissione sono stati proposti da Croce, Renda (che ha fatto proprie le richieste avanzate dall’esecutivo) e Casaioli.

La prima modifica concerne l’art. 6 comma 5.

Qui si stabilisce che: “La superficie massima concedibile per l’occupazione di suolo pubblico è pari a mq 60 per la collocazione di dehors prospicienti il tratto di facciata interessato dall’attività. Qualora il pubblico esercizio abbia una superficie interna di somministrazione superiore a mq 100, la superficie massima concedibile è aumentata a mq 70”.

Nel medesimo comma è stato accolto l’emendamento proposto da Casaioli, in base al quale “i metri lineari dell’area di occupazione non potranno superare il fronte del pubblico esercizio qualora lo stesso sia adiacente ad altri pubblici esercizi”.

Al punto 6.5.1. Viene dettata una specifica disciplina per i pubblici esercizi aventi sede nei vicoli che confluiscono nelle vie principali:

“Le istanze di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico dei pubblici esercizi che hanno sede nei vicoli che confluiscono in arterie pedonali centrali sulle quali richiedono di occupare, saranno prese in considerazione in subordine rispetto a quelle relative agli esercizi direttamente collocati nelle vie centrali.

I pubblici esercizi che hanno sede nei vicoli che confluiscono in arterie pedonali centrali e che hanno una superficie interna di somministrazione pari o superiore a 50 mq, possono richiedere un’occupazione di suolo pubblico sulla via principale non superiore a mq 40. Qualora il pubblico esercizio abbia una superficie interna di somministrazione inferiore a mq 50, la superficie massima concedibile è pari a mq 16. Non è autorizzabile la collocazione di dehors ad una distanza superiore a mt. 50 dall’attività; la distanza è riferita al percorso pedonale e calcolata dall’ingresso dell’attività all’area di occupazione nella via principale più vicina. In deroga alla predetta distanza può essere autorizzata l’occupazione al pubblico esercizio al quale sia stata rilasciata per 5 anni consecutivi con la medesima ragione sociale e che abbia una superficie interna di somministrazione pari o superiore a mq 50.

L’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, rilasciata ai pubblici esercizi che hanno sede nei vicoli e che, data la conformazione degli stessi, hanno la possibilità di occupare nelle immediate vicinanze del locale, verrà concessa tenendo conto della conformazione del vicolo e dello spazio massimo occupabile.

A tutte le attività che non hanno l’affaccio diretto sull’area di occupazione è fatto obbligo di coprire i piatti contenenti le pietanze, nel rispetto delle vigenti normative igienico – sanitarie (emendamento Croce).

L’obiettivo di queste modifiche è, da un lato, di non penalizzare gli esercizi commerciali aventi sedi nei vicoli con impossibilità di occupare aree nelle vicinanze del locale, ma dall’altro di non concedere occupazioni sulle vie principali (per attività presenti nei vicoli) ad una distanza eccessiva dal locale. Infine con le modifiche si è inteso valorizzare l’impegno delle attività aventi superfici di somministrazione interne estese, in ragione dell’investimento operato, riconoscendo loro la possibilità di ottenere dehors più ampi (70 mq invece che 60).

L’ultimo modifica, ex legge, riguarda il comma 1 dell’art. 19 sulle sanzioni che sono state rimodulate nei casi di violazione da un minimo di 75 euro ad un massimo di 500 (in precedenza 77,50 e 624).

Nel corso della passata legislatura – ha spiegato l’assessore Pastorelli – era stato svolto un intenso lavoro che aveva portato nel mese di aprile 2019 alla modifica del regolamento con introduzione di nuove regole finalizzate a sostenere l’impegno degli esercenti, ma anche per rendere più vivibile ed ordinata l’acropoli. Ciò anche alla luce della precedente liberalizzazione con conseguente proliferazione delle aperture di attività di food, con significative ricadute sul decoro del centro storico.

Per questo – ha continuato l’assessore – abbiamo inteso effettuare un’ulteriore valutazione complessiva della situazione ed, alla luce di specifiche proiezioni, si è deciso di apportare ulteriori, leggere modifiche al regolamento. “Sappiamo bene, infatti, che il centro storico è in continua evoluzione e richiede, per l’effetto, costanti aggiornamenti”.

Nel caso di specie si è intervenuto su due fronti: nel primo caso sono stati introdotti dei criteri più equi rispetto a quelli precedentemente in vigore. Da una ricognizione della situazione vigente, infatti, era emerso che sussisteva una disparità di trattamento tra chi ha occupazioni minimali nei vicoli di pertinenza e tutti gli altri. In secondo luogosi è inteso riconoscere il particolare impegno economico che mettono in campo tutte quelle attività che hanno locali piuttosto grandi (superiori ai 100 mq) riconoscendo loro la possibilità di avere dehors più ampi.

DIBATTITO

Aprendo il dibattito la consigliera Cristiana Casaioli (Progetto Perugia) ha spiegato che effettivamente le modifiche apportate ad aprile del 2019 erano state frutto di un duro e dettagliato lavoro, giunto al termine di un’ampia fase di concertazione con le categorie interessate. La consigliera ha quindi espresso disappunto per la scelta, operata dall’esecutivo, di dar corso ad ulteriori modifiche senza alcun confronto.

Proprio questa mancanza di confronto – ha spiegato Casaioli – ha reso necessario presentare alcuni emendamenti, finalizzati a favorire la valorizzazione dei vicoli, evitando di far confluire tutti i dehors nelle vie principali ed in particolare in Corso Vannucci.

Pur comprendendo infine la decisione della giunta di introdurre un limite massimo di 50 metri tra l’attività ed il dehors, la consigliera ha espresso forti perplessità per la mancata e piena tutela delle situazioni preesistenti, ritenendo che non sia corretto imporre alle attività poste nei vincoli un doppio limite (50 metri dal dehors ed una superficie interna minima di 50 mq).

Francesco Zuccherini (PD) ha parlato di un tema importante e sentito nel centro storico. Nel merito ha sottolineato che le modifiche proposte presentano delle luci ma anche molte ombre, ma soprattutto ha posto l’accento sulla necessità di procedere ad una revisione generale dell’intero regolamento, visto che vi sono molteplici articoli meritevoli di una riscrittura. Il consigliere ha poi denunciato l’iter, definito non corretto, seguito dalla pratica, contraddistinta da una concertazione inadeguata e frettolosa e dal ritiro di una sua prima versione perché priva della dovuta partecipazione.

Lucia Maddoli (Idee, persone, Perugia) ha chiarito preliminarmente quanto il proprio gruppo tenga al tema del rilancio del centro storico e ad una doverosa razionalizzazione dell’esistente. Entrando nel merito del dibattito in commissione, Maddoli ha espresso un senso di imbarazzo per quanto accaduto, dal momento che alcuni emendamenti presentati da un consigliere di maggioranza (Casaioli) sono stati respinti dalla stessa coalizione di appartenenza. Eppure – ha continuato – tali emendamenti erano in larga parte condivisibili in quanto finalizzati, ad esempio, a valorizzare i vicoli del centro, evitando l’affollamento delle vie principali. Il timore, invece, con le modifiche proposte dalla giunta è che si assista ad un proliferare di piccole attività che nascono in angusti locali, salvo poi aprire ampi dehors lungo corso Vannucci. Da qui la decisione di non partecipare al voto.

Il capogruppo di Progetto Perugia Francesco Vignaroli ha parlato di una vicenda non gestita bene per le motivazioni già illustrate da altri. Una vicenda, dunque, che è in grado di fornire un paio di insegnamenti utili per il prosieguo dell’attività soprattutto in termini di metodo.

Il primo insegnamento – ha continuato Vignaroli – porta a ricordare che nella passata legislatura a fronte di una situazione nuova ed emergenziale (conti fuori controllo, composizione del Consiglio comunale anomala, prima esperienza del centro-destra al governo) era stato necessario adottare uno specifico sistema: “la giunta presenta, la maggioranza approva”. Ora che ci si trova in una situazione normale, è opportuno che si segua un sistema normale secondo il principio: “la giunta propone, il Consiglio valuta”, perché il confronto diventa basilare.

Il secondo insegnamento, invece, porta a sottolineare l’importanza dei rapporti umani; sarebbe bene, cioè, che la giunta tenesse conto di chi ha di fronte e di quali competenze sono presenti in Consiglio.

Nel merito della pratica, il capogruppo ha sostenuto che è fondamentale tutelare gli imprenditori che investono sul centro storico, ma è altrettanto determinante tutelare il decoro dell’acropoli.

Michele Nannarone (fdi) anche nella sua qualità di Presidente della I commissione, ha sottolineato l’ampio approfondimento che è stato riservato alla preconsiliare, peraltro attraverso uno specifico confronto con i rappresentanti delle categorie interessate.

Ha quindi proposto un emendamento (poi accolto dal Consiglio) relativo al richiamo di alcuni articoli modificati.

Secondo Giuliano Giubilei anche da una questione come quella in esame si può valutare l’idea che la maggioranza ha di Perugia e del suo futuro. Ebbene per Giubilei, la vicenda fa emergere la mancanza da parte della giunta di un’idea di sviluppo nel lungo periodo.

Ritiene l’istante che, pur essendo condivisibile la tutela e valorizzazione delle attività commerciali dell’acropoli, il problema principale resti quello della qualità dell’offerta; il timore, in quest’ottica, è che le modifiche al regolamento favoriscano la trasformazione di corso Vannucci in una sorta di “suk” con proliferare di attività di somministrazione.

Giubilei ha poi posto l’accento su quelle che ha definito “fratture” in seno alla maggioranza sul tema in dibattito, ed ha chiesto in conclusione alla giunta una maggior attenzione sul tema del decoro urbano.

Secondo Erika Borghesi (PD) il regolamento in oggetto rappresenta uno degli atti più importanti per valorizzare il centro storico. Proprio per questo motivo l’iter seguito dalla pratica è apparso sbagliato in quanto contraddistinto da eccessiva fretta, mancanza di partecipazione e confronto. Tanto è vero che un primo atto, datato 11 dicembre 2019 e già messo in calendario in prima commissione, è stato poi ritirato in fretta e furia per dar corso ad una partecipazione, peraltro mal riuscita.

Infine Borghesi ha fatto notare, in ciò supportata dal parere del segretario generale, che le modifiche al regolamento non entreranno in vigore prima di 15 giorni dalla pubblicazione. Ciò significa che le nuove regole andranno in vigore dopo la scadenza del termine per presentare le domande di occupazione (31 gennaio). Questo conferma che non vi era alcuna urgenza di istruire e votare l’atto con fretta.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*