Consiglio telematico a Perugia, Romizi, obbligo mascherina, valuteremo

serve una terapia d’urto importante con risorse da immetter

 
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Consiglio telematico Perugia, Romizi, obbligo mascherina, valuteremo

Consiglio telematico Perugia, Romizi, obbligo mascherina, valuteremo

Il Consiglio comunale di Perugia si è riunito questa mattina in via telematica per fare il punto della situazione sull’emergenza Covid-19 nel comune.

In avvio dell’assise il Presidente Arcudi ha ribadito la vicinanza e l’affetto da parte del  Sindaco e dell’intero consiglio comunale alla consigliera Renda che ha perso la mamma nei giorni scorsi. Ha, quindi, ringraziato anche gli uffici per il lavoro svolto in questi giorni al fine di gestire la procedura di lavoro agile per tantissimi dipendenti del comune e per permettere la ripresa in videoconferenza dell’attività di tutti gli organi istituzionali dell’ente, dimostrando una capacità di risposta importante.

RELAZIONE DEL SINDACO ANDREA ROMIZI – A relazionare è stato, dunque, il Sindaco Andrea Romizi, che ha ricordato le tappe salienti dell’evoluzione della pandemia, partita con la comparsa, nel mese di dicembre 2019, del Coronavirus a Wuhan, l’individuazione  di un nuovo tipo di virus, chiamato “2019-nCoV” a inizio gennaio 2020, fino alla dichiarazione dell’emergenza sanitaria globale da parte dell’OMS il 30 gennaio, giorno peraltro, nel quale, sono registrati anche i primi due casi accertati di Coronavirus in Italia, con il ricovero di due turisti cinesi all’ospedale Spallanzani. Il 31 gennaio il Consiglio dei ministri decreta lo stato d’emergenza per il rischio sanitario legato al coronavirus per 6 mesi. Stanziati 5 milioni di euro.

“A fine febbraio – ha ricordato, quindi, il Primo cittadino- sembra accadere qualcosa che non è più sotto controllo e si rendono necessari una serie di decreti, emanati tra il 23 e il 25 febbraio, per contrastare la trasmissione del Coronavirus nelle regione di Lombardia e Veneto. In Umbria, intanto, il 24 febbraio si riunisce il comitato per l’ordine e la sicurezza e il centro coordinamento soccorsi presso la Prefettura, nonché il Cor a Foligno. Una task force della regione si era già costituita a inizio febbraio. In questa fase  -ha spiegato- si pone l’attenzione nel verificare se vi erano soggetti provenienti dalle aree a rischio e vengono messi in campo una serie di primi interventi come l’emanazione di protocolli per la profilassi, da parte della stessa Regione Umbria. In questo contesto -spiega ancora Romizi- si inserisce anche l’ordinanza sindacale 190 del 26 febbraio per l’attivazione del Coc presso la sede della protezione civile e delle varie funzioni necessarie individuate dal Piano multirischi dell’ente.”

A far seguito è, quindi la prima deliberazione della giunta comunale -la n. 49 del 28 febbraio-relativa all’integrazione di 50mila euro degli stanziamenti di spesa del bilancio provvisorio 2020, con il relativo storno dal fondo di riserva (ai sensi dell’art. 8 del Regolamento di contabilità), per finanziare, nell’immediato, gli acquisti di materiali e di beni di consumo (ad es. saponi, mascherine, guanti, etc.) per fronteggiare e prevenire l’emergenza sanitaria.

Si arriva, dunque, al DPCM di inizio marzo che stabilisce la chiusura delle scuole e università. Intanto, anche la giunta regionale sospende le attività didattiche e di ricevimento del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali e del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, dopo che è stato riscontrato il caso di positività di una persona del Dipartimento di Scienze Agrarie.

“Fin qui -precisa ancora il Sindaco- abbiamo quella che potremmo definire la prima fase dell’emergenza sanitaria. A partire dall’8 marzo, interviene una prima svolta con il provvedimento del governo che allarga la zona rossa a tutta la regione Lombardia più 14 province di altre regioni italiane: la situazione assume un’altra dimensione. Ricordiamo che in quel momento è iniziata anche la fuga di molte persone dal nord verso il centro e il sud Italia che ha contribuito a complicare la situazione. Così il 9 marzo si cerca di correre ai ripari facendo di tutta l’Italia zona rossa e tutte le misure già prese nel DPCM del giorno prima sono estese a tutto il territorio nazionale. Altro momento importante -prosegue- è l’11 marzo, con un ulteriore decreto del governo che va a sospendere le attività commerciali. Intanto in Umbria viene attuata in Umbria una riduzione del servizio di trasporto pubblico su ferro prima e su gomma poi, con varie ordinanze del 13 e 18 marzo, prorogate poi con successivi atti fino al 13 aprile. In questa fase si inseriscono quindi una serie di ordinanze sindacali che sono andate ad integrare e puntualizzare quanto previsto dai DPCM dell’8, 9 e 11 marzo anche anticipando le decisioni di altre istituzioni.”

Le ordinanze in questione sono la n. 232 dell’11 marzo, che prevede la sospensione dello svolgimento dei mercati comunali e delle attività commerciali su aree pubbliche, vista l’impossibilità di garantire le condizioni organizzative strutturali per il mantenimento della distanza di sicurezza prescritta e gli assembramenti. Lo stesso giorno la giunta comunale adotta le linee guida urgenti per l’attivazione all’interno del Comune di Perugia del cosiddetto “smart-working” o “lavoro-agile”. L’iniziativa sarà in vigore fino alla vigenza dei decreti ministeriali e, dunque, fino al 3 aprile 2020, salvo diverse ulteriori previsioni.

A questo proposito, il sindaco ha voluto sottolineare come il Comune di Perugia avesse, fino a febbraio, solo 3 dipendenti in modalità di lavoro agile, passati in quindici giorni a 420. “Grazie alle sponsorizzazioni -ha detto ancora Romizi- dovremmo arrivare a 550 dipendenti in grado di lavorare da remoto entro questa settimana. Uno sforzo importante che ha prodotto importanti risultati, grazie al lavoro dell’assessorato alla digitalizzazione guidato dall’assessore Giottoli e dell’area Smart city dell’ing. De Micheli con lo staff di informatici, che prontamente si sono attivati per l’applicazione dello smart working nel più breve tempo possibile, attraverso regole semplici e immediate ma in tutta sicurezza, così che il lavoro agile è diventata la prima modalità di lavoro dell’ente. Il progetto della Perugia Ultra digitale -ha aggiunto- ha reso possibile tutto questo grazie alle connessioni veloci. Il costo sostenuto per queste azioni dal comune è stato di circa 50mila euro, mentre il valore delle donazioni e sponsorizzazioni è stato pari a 16mila euro. Anche la Giunta comunale si è attivata in via smart, grazie anche alla collaborazione con Cisco, e lo stesso Consiglio comunale, attraverso una piattaforma di voto integrata da un sistema di video conferenza libero da licenza.”

Quindi il 12 marzo vengono emanate le ordinanze 250 e 251. L’ordinanza sindacale 250 prevede la sospensione delle attività artigianali di pizzerie al taglio, kebab, piadinerie, paninoteche, nonché la vendita di bevande connesse alle predette attività presenti su tutto il territorio comunale, consentendo la possibilità di effettuare la vendita con consegna al domicilio, mentre l’ordinanza 251 prevede la chiusura dei pubblici esercizi nelle aree di servizio e rifornimento carburante. “Integriamo e puntualizziamo quanto previsto dal DPCM dell’11 marzo -ha spiegato Romizi- assimilando agli esercizi di ristorazione anche quelli artigianali ed estendendo anche alle attività suddette le disposizioni già in essere. Anche l’ordinanza 251 anticipa l’ordinanza del Ministero della Salute per la sospensione dei pubblici esercizi presso le stazioni di rifornimento e carburante anche per evitare il rischio di assembramento in quei luoghi data la chiusura di tutti gli altri esercizi.”

Il 16 marzo fanno seguito quindi le ordinanze 262 per la sospensione del servizio del Minimetrò e la chiusura anticipata delle scale mobili e la 263 per il blocco e la disattivazione di slot machine, giochi e televisori all’interno delle tabaccherie, al fine di impedire la permanenza di avventori all’interno dei locali; mentre il 17 viene pubblicata l’ordinanza sindacale 264 per  l’apertura della ZTL dalle 7 alle 13.00 fino al 25 marzo e la sospensione del pagamento della sosta sulle aeree delimitate dalle strisce blu.Sempre il 17 marzo interviene l’ordinanza 265 di chiusura dei parchi cittadini, a seguito di segnalazioni di assembramenti, che vieta anche l’utilizzo delle aree attrezzate con strutture ludiche nonché dell’impiantistica sportiva a libera fruizione presenti all’interno di tutti i parchi ed aree verdi comunali, anticipando anche il questo caso l’ordinanza del Ministero della Salute che sarà emanata il 20 marzo.

Nel frattempo sono cominciati i servizi di consegna a domicilio dei farmaci e della spesa per anziani e persone impossibilitate ad uscire di casa, attivati grazie alla collaborazione con Federfarma Perugia, Afas e con Confcommercio Perugia.

In particolare, per la spesa, grazie alla cooperativa B+, già affidataria del servizio di refezione scolastica, ad oggi sono state effettuate 805 consegne per un costo di 9.870 euro, ma il servizio sta proseguendo con successo. Dal 12 marzo fino ad oggi la CRI ha effettuato anche 230 consegne di farmaci, ovvero circa 10 consegne al giorno, attraverso 12 volontari dalle 8 alle 20 con un impegno complessivo di più di 300 volontari. Sono intervenuti anche i volontari del Sovrano Militare Ordine di Malta, che hanno effettuato oltre 90 consegne. Il Sindaco ha espresso al riguardo la soddisfazione dell’amministrazione dal momento che i servizi sono evidentemente utili ai cittadini, che ne hanno fatto un importante utilizzo.

Nel frattempo, il 16 marzo, Il 16 marzo viene approvato anche il decreto cd CuraItalia, recante le nuove misure a sostegno di famiglie.

Il 18 marzo arriva la deliberazione della giunta comunale che approva la campagna benefica a favore dell’Ospedale di Perugia, alla quale il Comune ha aderito, e l’attivazione di una installazione luminosa, proposta dall’azienda Elettrica Valeri peer l’illuminazione tricolore della Torre degli Sciri a sostegno della stessa campagna.

“Dopo questa seconda fase -ha detto il Sindaco- un’ulteriore svolta si è avuta con il DPCM del 22 marzo, con cui sono state chiuse le attività produttive non essenziali e strategiche e con l’ordinanza che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Quindi -è sempre Romizi a spiegare- arriva il decreto del 28 marzo, relativo alla solidarietà alimentare. Un provvedimento che disciplina la ripartizione del fondo di solidarietà comunale per il 2020, finanziato dai comuni stessi con l’Imu, fondo che per il comune di Perugia era pari a oltre 25 milioni di euro e di cui il DPCM prevede l’erogazione in due rate: il 66% entro maggio e il saldo entro ottobre 2020. Non si tratta dunque di risorse aggiuntive per il contenimento dell’emergenza ed inoltre anche se il decreto accelera le procedure per la liquidità delle casse comunali dobbiamo precisare che nel 2019, in situazione ordinaria, erano già state rese disponibili le risorse del fondo di solidarietà. Quello che noi comuni chiediamo tramite ANCI è altro: chiediamo misure per agevolare l’approvazione del bilancio di previsione, l’eliminazione dei vincoli, il rinvio degli interessi passivi, misure per sostenere la liquidità delle casse comunali, misure per far ripartire l’economia e gli investimenti locali.”

Il Comune di Perugia ha avuto anche 876mila euro per far fronte al blocco delle attività. “Ci si è subito attivati per disciplinare e pubblicare l’avviso del bonus alimentare -ha spiegato Romizi- che si aggiunge a tutto ciò che il comune ha fatto nel tempo e che in questa situazione ha ulteriormente implementato, andando al di là degli utenti normalmente già in carico, perché la situazione ha messo in difficoltà categoria e famiglie che avevano un reddito seppur basso.”

Da subito il Comune si è anche attivato con l’ordinanza 294 del 22 marzo per garantire e implementare il ricovero e la somministrazione di pasti caldi e generi di conforto ai senza fissa dimora nelle due strutture comunali che si trovano presso il CVA e la palestra di Sant’Erminio. La gestione del servizio è garantita dal C.O.C. attraverso le funzioni Sanità Assistenza Sociale e Veterinaria, Volontariato e  Assistenza alla popolazione. Il 25 marzo è stata emanata l’ordinanza per l’individuazione dei servizi essenziali dell’ente e quelli da rendere in presenza con la chiusura al pubblico delle sedi comunali in cui non si rendono i suddetti servizi, mentre il 27 marzo con  l’ordinanza 304 si ordinala disinfezione frequente dei condomini e delle parti comuni delle abitazioni.

Intanto, il 30 marzo giunge l’ordinanza della regione per disciplinare i rifiuti delle persone positive al Covid, a cui Gesenu si adegua tempestivamente e il 1 aprile il DPCM che proroga tutte le misure restrittive fino al 13 aprile.

Altre azioni sono state messe in campo, come la spesa sospesa in collaborazione con CRI e Plurima, l’ esonero dal pagamento delle tariffe delle rette dei servizi educativi per la prima infanzia, del trasporto scolastico e della refezione scolastica per tutto il periodo della sospensione dell’attività dovuta all’emergenza sanitaria nazionale da Covid-19, la sospensione del pagamento parcheggi su aree blu in tutta la città, per la Tari, Imposta comunale sulla pubblicità e Tosap possibilità di pagamenti posticipati senza nessuna sanzione e interessi anche se, anche al fine di garantire il servizio, si invitano in ogni caso aziende e famiglie che sono nella possibilità, a provvedere al pagamento per la scadenza prevista, anche come forma di solidarietà nei confronti di chi è in difficoltà.

“Altri servizi, molto apprezzati dal pubblico sono stati messi in campo dai servizi educativi, dalle biblioteche e dall’assessorato alla cultura -ha aggiunto Romizi- così come devo sottolineare la grande generosità della nostra città con donazioni da parte di aziende  per la didattica a distanza di ragazzi che non hanno la possibilità o di dispositivi per vincere la solitudine dei pazienti Covid ricoverati. Un momento particolarmente toccante per me -ha ricordato- è stato anche quando siamo stati contattati dai carabinieri di Bergamo per verificare la disponibilità all’utilizzo del nostro forno crematorio, data la difficoltà di cremare tutte le vittime Covid 2019. Così il 26 marzo l’Amministrazione comunale ha messo a disposizione il forno crematorio del cimitero monumentale per far fronte all’anomala domanda di cremazioni dovuta al Covid 19, aderendo alla richiesta dell’associazione di settore Sefit Utilitalia e della Protezione Civile Nazionale, attraverso il portale dedicato https://www.cup-crematori.it.”

“Una delle attività che ci ha occupato maggiormente -ha concluso il Sindaco- è stata quella dei controlli, che ha visto in campo 19 pattuglie delle forze dell’ordine e 10 di Protezione civile. Anche nella nostra città, su previsione del Prefetto in attuazione dei decreti legge nazionali, è stato attivato l’esercito. Come Polizia locale le persone controllate sono state 2.698, 8 quelle denunciate e 18  le sanzioni; 221 gli esercizi commerciali controllati e 3 titolari denunciati.  La maggioranza dei cittadini ha compreso la necessità di rispettare le restrizioni e li ringrazio, ma sollecitiamo tutti a proseguire per non vanificare gli sforzi fatti finora.”

Infine, il Sindaco ha illustrato la situazione ad oggi a Perugia a livello sanitario. “Abbiamo  un’interlocuzione quotidiana con l’azienda ospedaliera e il commissario straordinario Onnis  -ha precisato- con una collaborazione proficua che ancora prosegue. I dati forniti dall’azienda ospedaliera alle ore 9,00 del 6 aprile per Perugia parlano di 3.095 tamponi eseguiti che hanno interessato 1.996 cittadini. I tamponi positivi sono stati 377 (per 297 pazienti positivi), i ricoverati sono 26 e i sospetti covid 57. 1.665 i soggetti in isolamento, 63 le persone clinicamente guarite e 21 i soggetti guariti ufficialmente, mentre i deceduti in città 6. In questa fase -ha detto il sindaco di Perugia, Andrea Romizi – sembra esserci una stabilizzazione della curva che consente agli ospedali di riprendere fiato dopo una fase particolarmente convulsa ma l’allarme non è affatto rientrato e non possiamo che rimarcare anche al fine di non vanificare i sacrifici fatti, di osservare le misure date. C’è una discussione molto complessa rispetto a quello che sarà finita l’emergenza. -ha concluso- Dovremo trovare un modo per convivere almeno per un certo periodo di tempo con il virus almeno finché non saremo riusciti a debellarlo. Da qui alcune scelte adottate in alcune regioni come la Lombardia e la Toscana che hanno implementato l’obbligo della mascherina. È una valutazione che faremo anche noi in questa prospettiva. Il tema che ci preoccupa tutti è quello del dopo, serve una terapia d’urto importante con risorse da immettere in tempi rapidi. Sappiamo che c’è una discussione a livello europeo su questo tema, da qui comprenderemo se l’Europa esiste o meno. L’Europa deve battere un colpo.”

Romizi ha quindi ringraziato tutti coloro che sono in prima linea, dagli operatori sanitari agli operatori di Genesu, ai volontari e ai tecnici dell’ente. Ha ringraziato anche gli assessori e i consiglieri, che ha invitato a lavorare per un fine comune, apprezzando la collaborazione dell’opposizione che si è messa a disposizione con una partecipazione fatta di idee e proposte in uno spirito di unità e collaborazione, dando prova di grande reattività e compattezza per far fronte alla situazione.

DIBATTITO– All’intervento del sindaco ha, quindi, fatto seguito il dibattito tra le forze politiche in consiglio comunale. Ad aprirlo la consigliera Cristiana Casaioli (Progetto Perugia) che ha ringraziato il Sindaco e l’amministrazione tutta per aver reagito in maniera importante a questa emergenza che ha coinvolto il paese. Ha invitato a continuare con Anci per proseguire nel sostegno ai comuni, che sono il primo front office sul territorio. “Fondamentale -ha detto- è il sostegno alle imprese che sono in grande difficoltà a seguito dell’emergenza, è necessario che si intervenga per aiutarle in questa fase di stop, ma nche nella fase di ripartenza, dando liquidità senza aggravi. Sono necessari interventi ancora più profondi di quelli fatti per cui chiedo al sindaco di farsi carico di sollecitarle presso altri enti superiori.” Casaioli ha anche ringraziato Confcommercio Perugia che ha messo a disposizione personale e mezzi per il progetto Spesa a casa. “Il servizio -ha detto- sta funzionando bene con tutti gli accorgimenti di sicurezza in tema di sanità pubblica. Il personale che fa le consegne è dotato di DPI e di furgoni idonei alla consegna di alimenti. Attraverso questo servizio soprattutto gli anziani si sentono più sicuri.”

La capogruppo Pd Sarah Bistocchi ha sottolineato l’atteggiamento collaborativo dell’opposizione a Palazzo dei priori di fronte ad un’emergenza “che ora è sanitaria -ha detto- ma sarà anche economica e sociale. Non ci rappresenta il modo di fare opposizione a livello nazionale, tant’è che noi abbiamo scelto un altro modo di fare opposizione fondato sulla proposta.” Ha ricordato il pacchetto di proposte per sgravare le famiglie e le imprese presentato dall’opposizione di centro sinistra, in parte accolte dall’amministrazione. Ha sollecitato il controllo della situazione nelle strutture che si occupano dei senza fissa dimora in questo periodo di emergenza ed ha evidenziato un problema sul modulo di richiesta del bonus alimentare, sottolineato da più parti, che nel caso dei cittadini stranieri vincola al possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo. “È vero che valgono i requisiti del bando e della delibera -ha precisato- ma se il modulo è sbagliato va modificato modificarlo per evitare di disincentivare i cittadini a fare la richiesta. In un momento drammatico come questo abbiamo tutti il dovere di fare il possibile per aiutare chi si trova in difficoltà e discriminare i residenti in base al periodo di permanenza significa che la Lega è riuscita ad avere la meglio sulla lunga storia della città di Perugia.”

Dal canto suo la capogruppo M5S Francesca Tizi ha tenuto a sottolineare l ’importanza  di camminare insieme per cercare di attenuare a livello cittadino le problematiche che stiamo vivendo, che avranno conseguenze inevitabili sulla futura qualità della vita della città. “Ho contratto i Sindaco -ha spiegato- riportando le segnalazioni dei cittadini. Alcune proposte sono state accettate. Il nostro vuole essere un ulteriore impulso delle minoranze alla giunta per rafforzarne il lavoro.” A proposito delle mascherine, Tizi ha sollecitato la possibilità di prevedere che nei supermercati si possa entrare con appositi dispositivi. “Ho altresì redatto un odg per prevenire l’esenzione della tariffe sugli spazi e aree pubbliche per l’anno 2020, invitando l’amministrazione a verificarne la fattibilità al fine di aiutare la ripresa economica di bar, ristoranti, e esercizi commerciali, con misure per attività che hanno spazi all’aperto in centro storico come in altre aree della città. Sarebbe un segnale importante -a concluso- oltre che un investimento per il futuro e dare a tutti la percettibile sensazione che lo stato c’è e nessuno viene lasciato indietro.”

Il consigliere Paciotti (Pd) ha ribadito quanto già detto dalla sua capogruppo e, esprimendo il favore rispetto alle azioni messe in campo dal comune, ha invitato a aumentare l’azione sul territorio soprattutto a favore delle categorie più in difficoltà. “C’è necessità -ha detto- di tutelare chi si trova in prima linea, chi garantisce servizi essenziali. Mi auguro che ci si attivi per quanto riguarda i servizi postali, soprattutto per le zone periferiche del comune, invito l’amministrazione ad intervenite in maniera più puntuale in alcune situazioni che non sono finora state affrontate in maniera sufficiente.”

Dal canto suo anche la capogruppo di Italia Viva Emanuela Mori ha ricordato quanto difficile sia il momento che stiamo attraversando: 15.900 morti nel paese, con le loro storie e le famiglie che non possano neanche salutarli. “La scienza vincerà contro il virus e dovremo ricostruire il futuro se oggi sappiamo fare le scelte giuste. -ha detto- Dobbiamo superare l’emergenza sanitaria ma anche sostenere l’economia, le imprese e il lavoro. Come Italia Viva invitiamo ad adottare misure a favore di professionisti e partite iva, del nostro sistema produttivo chiamato a uno sforzo senza precedenti. Chiedo al sindaco di studiare e adottare misure per aiutare la ripresa economica, che siano attivate il più velocemente possibile, per artigiani commercianti e PMI che rappresentano il motore della nostra economia.”

Il forzista Cagnoli ha anch’egli ricordato che ci apprestiamo a vivere la fase dell’emergenza economica, che sarà difficile quanto l’emergenza sanitaria e forse a tratti più difficile. “Oggi  -ha annunciato- ho voluto presentare una mozione con carattere d’urgenza per dare un indirizzo politico al sindaco e alla giunta rimarcando la necessità di sostenere chi ad oggi è in prima linea come gli operatori sanitari. Impegno l’amministrazione a farsi promotore con le istituzioni competenti per la promozione della campagna di tutela di tutto il comparto sanitario. Siamo arrivati a 87 vittime la maggior parte medici di famiglie, le persone più esposte, che si sono prese carico degli altri anche nei momenti di maggior incertezza.” Cagnoli ha anche chiesto di poter discutere nel corso della seduta la mozione, ma dopo alcuni interventi dei consiglieri di opposizione si è concordato di discuterlo in una successiva seduta del consiglio da convocare prima di Pasqua, presumibilmente nella giornata di venerdì 10 aprile.

Nel corso della settimana peraltro saranno convocati anche i lavori delle commissioni per discutere gli altri ordini del giorno presentati dalle opposizioni.

La consigliera M5S Morbello ha chiesto all’amministrazione di verificare la possibilità di un esonero totale dalle imposte e tasse locali. “Non basta rinviare le tasse, -ha spiegato- bisogna non pagarle perché anche le istituzioni superiori capiscano ciò che è necessario fare. E il capoluogo di regione deve svolgere un ruolo propositivo sulle decisioni.”

“Il Covid -ha aggiunto- ha rimesso la morte nella dimensione pubblica, aperto un vulnus nella nostra interiorità come nella nostra società. Ha provocato una lesione di diritti che ritenevamo inalienabili. Esorto il comune a fare la sua parte non solo ora ma anche per il futuro. Su questo ho, infatti, presentato un atto il 3 marzo scorso in tal senso. Come segnalato da molte associazioni chiedo anche di estendere l’erogazione dei buoni spesa a tutti coloro che ne hanno bisogno senza discriminazioni. Infine, sulla base del decreto CuraItalia che prevede la rinegoziazione dei contratti per causa di forza maggiore invito il comune ad approfittarne per rivedere il costo dei parcheggi con l’attuale gestore.”

Per Maddoli (Idee Persone Perugia) stiamo vivendo una fase storica incredibile, che mai avremmo pensato di dover affrontare, che però ci offre anche delle opportunità di ripensamento delle priorità personale ma anche come collettività, soprattutto su tre temi importanti: tornare a fare grossi investimenti in sanità e ricerca, attenzionare la sostenibilità ambientale e il lavoro. Anche la consigliera Maddoli ha espresso preoccupazione rispetto alla clausola inserita nel modulo del bonus alimentare già esplicitato dalla consigliera Bistocchi. Ma su questo è intervenuto lo stesso Primo cittadino a precisare che si tratta di un errore nel modulo, non previsto né nell’avvio né nella relativa delibera di giunta, errore che si sta già correggendo da parte degli uffici. Romizi ha sottolineato come anche su questo fronte i comuni si siano mossi in maniera coordinata. Maddoli ha, quindi, chiesto un atto di coraggio da parte del comune a proposito della difficile situazione in cui versano le cooperative sociali, che svolgono tutti quei servizi alle persone rivolti proprio alle fasce più deboli per il pagamento del servizio in questo periodo di sospensione approvando il protocollo d’intesa proposto alla regione e all’Anci. “Vi è la necessità di salvaguardare questo sistema così importante per il benessere delle nostre comunità. -ha spiegato- Per questo chiedo che il comune di faccia promotore presso Anci della sottoscrizione del protocollo.

Per il consigliere Zuccherini (Pd)  c’è bisogno di azioni coraggiose, inevitabili. Come opposizione abbiamo appoggiato le azioni messe in campo dall’amministrazione, facendoci carico di tematiche importanti per i cittadini e per il territorio. Abbiamo chiesto lo spostamento della prima rata della Tari per dare modo alle attività di riprendere nei mesi successivi. Dobbiamo semmai pensare ad uno spostamento anche delle rate successive e ripensare le modalità di pagamento delle bollette di Umbra Acque soprattutto per chi oggi non lavora e quindi ha difficoltà a pagare le bollette. Chiedo, inoltre, che le risorse disponibili al bilancio siano destinate alle imprese e alle persone in difficoltà concentrandoci sull’emergenza.

Dello stesso avviso anche il consigliere Croce (Idee Persone Perugia) per il quale la ripresa porrà a chi governa le città la priorità per le azioni di sostegno all’economia e alle famiglie in difficoltà. “Ma è altrettanto importante -ha detto- comunicare a mettere in campo idee e proposte per il dopo, con strategie per far si che tutto il comparto della cultura, turismo e ricettività sia aiutato a riprendersi.

Ribadito l’appello di Maddoli anche dalla consigliera Pd Elena Ranfa, che ha anche chiesto al comune di verificare che gli operatori del terzo settore impegnati nell’emergenza possano lavorare in serenità e sicurezza avendo a disposizione i DPI necessari.

Un invito al sindaco ad avere coraggio è arrivato dal consigliere Vignaroli (Progetto Perugia) perché anche i sindaci in questo momento sono in prima linea. “Questa situazione  -ha aggiunto- mette in evidenza la grande irresponsabilità della classe politica negli ultimi vent’anni che ha guardato solo ai risultati elettorali. Il nostro paese ha accumulato il 130% del pil di debito pubblico e questo va oggi a scapito del nostro paese. La grande difficoltà che lo stato ha in questo momento ricade su chi non ha voluto mettere mano alle riforme strutturali necessarie in passato.”

Un invito a pensare anche a tutte quelle azioni di supporto per ripartire, per rimettere in moto la nostra economia e dare sostegno alle aziende e al lavoro è arrivato dalla consigliera Pd Borghesi. “Oggi sono chiuse il 60% delle attività artigianali, con 120 milioni di fatturato persi in un mese da parte di aziende piccole e medie, spesso familiari, che rappresentato il tessuto economico della nostra regione. È necessario che le imprese abbiano liquidità con provvedimenti strutturali, per questo invito il comune a fare la sua parte su questo, anche con un maggior coinvolgimento di tutti attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro al quale partecipino tutti coloro che possono dare un contributo.”

In contraddittorio con la consigliera Bistocchi il capogruppo della Lega Mattioni ha invitato l’amministrazione a non correggere il modulo di richiesta, “perché -ha detto- ritengo che il bonus deve essere dato ai nuovi poveri e non a chi campa di espedienti.” Anche a lui il Sindaco ha ulteriormente specificato che Perugia ha assunto una linea identica a quella di tanti altri comuni. “Se avessimo ragionato di scelte politiche -ha spiegato- l’avremmo ragionate con tutti i gruppi di maggioranza e le decisioni sarebbero state riportate negli atti pubblici. Non si tratta di un passo indietro ma di una correzione di un errore materiale. Non è in capo ai comuni la scelta di un dato normativo generale.”

Per il capogruppo di Forza Italia Michele Cesaro sarà la tempestività a fare la differenza. “Ci attende una fase due che tutti ci auguriamo inizi presto, nella quale dovremo convivere con il virus, ma anche nella quale dobbiamo essere pronti e il modo in cui daremo le risposte farà la differenza. Se riusciamo ad agire in tempi certi e contenuti avremo la responsabilità di ridurre la fascia di coloro che hanno oggi bisogno di supporto economico. Interroghiamoci su come sburocratizzare in tutti i settori, es. settore dell’edilizia che deve continuare ad essere uno dei motori dell’economia e proseguire con l’implementazione della digitalizzazione.” La consigliera leghista Ricci ha espresso da un lato preoccupazione per le utenze aziendali sollecitando il sindaco ma anche le opposizioni perché in tal senso siano prese disposizioni a livello locale e nazionale. Dall’altro lato ha sottolineato come alcuni cittadini abbiano pagato regolarmente la Tari, dimostrando senso di responsabilità.

Il capogruppo Giubilei si è associato all’esortazione di Vignaroli al Sindaco ad avere coraggio, “perché i sindaci sono anch’essi in prima linea nella gestione di questa emergenza” ha detto. E ha insistito sulla questione delle cooperative sociali, dicendosi infine in totale disaccordo con l’idea dell’esenzione totale delle tasse “perché ritengo -ha spiegato- che chi può pagare le tasse oggi le debba pagare perché anche questa è una forma di aiuto nei confronti di chi non può permetterselo.”

“Il sistema pubblico della sanità, quello umbro compreso, ha retto, il tasso di letalità dell’Umbria è il più basso d’Italia, 3% circa. Per la ripartenza, sono d’accordo col Sindaco sulla terapia d’urto e sulla necessità di rimettere liquidità nelle tasche degli italiani. Potremmo pensare anche per la nostra città di creare una specie di Task Force, una cabina di regia, che individui le priorità, di cui debbano far parte il comune, le imprese, i sindacati, le università e altri soggetti in grado di contribuire.”

Per il leghista Valigi è necessario che vengano prese misure urgenti per tutti i lavoratori autonomi, le aziende che rischiano di non riaprire la propria attività. L’auspicio è che il sindaco solleciti il governo centrale in questo senso per dare risposte a tutti quegli operatori che costituiscono il tessuto fondamentale del nostro sistema economico.

Anche per il consigliere Puletti, in virtù della diffusa fragilità che questa emergenza ha causato, ogni iniziativa non può che partire dai soggetti più deboli, che hanno meno voce addivenendo a un sistema più giusto ed equo.

Infine, il capogruppo FDI Mencaglia ha sottolineato come a sconfiggere il virus sarà la scienza non la politica e alla scienza la politica si deve affidare per superare questa fase ma anche per affrontare le fasi successive di ripresa. “Si dovrà programmare ma solo dopo aver conosciuto meglio il virus, perché sennò il rischio è di studiare misure che poi non sono applicabili.”

Le conclusioni quindi sono spettate al Sindaco Romizi che si è detto d’accordo sul fatto che la differenza la farà l’umanità di ognuno di noi più che la politica. “Ho preso nota dei numerosi spunti che sono sortiti da questa seduta -ha sottolineato- e sono convinto che anche nella fase due questo ragionamento proseguirà coinvolgendo la città le sue componenti, che avranno un ruolo insostituibile. Auspico una discussione anche sugli altri argomenti sollecitati dai consiglieri che hanno a che vedere con il bilancio nella consapevolezza che anche su questo sarà utile che in tempi molto rapidi un confronto.

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