Una cura immediata per la ripresa economica dell’Italia, ecco come

 
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Una cura immediata per la ripresa economica dell’Italia, ecco come

Una cura immediata per la ripresa economica dell’Italia, ecco come

“Una cura immediata per la ripresa economica dell’Italia può arrivare dal più grande cantiere d’Europa, già finanziato, la ricostruzione post-terremoto 2016”. Si dice convinto di ciò Vincenzo Bianconi, consigliere regionale dell’Umbria che si definisce “imprenditore prestato alla politica”. Il consigliere annuncia la presentazione di una mozione in cui propone “una misura a basso costo e fortissimo impatto occupazionale e sociale”. “Ieri – spiega Bianconi in una nota – abbiamo discusso di questi temi in un dibattito aperto sui social a confronto sul tema con massimi esperti della materia come il presidente dell’Ance Umbria, Stefano Pallotta, il segretario generale della Fillea Cgil Umbria, Augusto Paolucci, l’architetto ed esperto Urbanista Diego Zurli i quali hanno concordato sull’urgenza delle misure proposte ritenendo che l’edilizia può rappresentare la spinta reale per la ripresa economica a patto che, insieme al potenziamento delle risorse umane, si avvii un percorso reale di semplificazione burocratica”.

Rivolgendosi ai presidenti delle quattro Regioni colpite dal terremoto nel 2016, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e al Commissario straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, Bianconi spiega: “Abbiamo nelle nostre mani una grande occasione da sfruttare: sbloccare, con pochi efficaci provvedimenti, i cantieri per generare in 3 anni circa 2,6 miliardi di euro di fatturato potenziale, al quale andrebbe aggiunto l’indotto ed il beneficio sui consumi indiretti in tutti i settori”. Il dettaglio della proposta di Bianconi: negli uffici della ricostruzione regionale ciascun istruttore di pratiche, ogni anno, mediamente autorizza cantieri e contributi per circa 4-5 milioni di euro. Il costo medio lordo annuale per istruttore è di circa 40-45 mila euro. Un investimento per Regione di 1milione di euro l’anno per tre anni farebbe assumere circa 22 nuovi istruttori.

Un investimento di 3milioni di euro per 3 anni genererebbe un fatturato nel settore dell’edilizia di circa 330 milioni di euro per Regione. Se la cifra fosse raddoppiata – spiega il consigliere regionale, ripartendola in parti uguali tra Regioni e Stato, si arriverebbe a 24 milioni di euro di investimenti per l’assunzione di 571 istruttori, i quali genererebbero in 3 anni circa 2.640 milioni di euro di fatturato. Considerando poi che il Commissario starebbe lavorando alla messa a punto di una nuova ordinanza che potrebbe semplificare l’iter burocratico di approvazione e concessione del contributo per alcuni progetti sotto certe soglie, il ritorno di un eventuale investimento fatto da Stato e Regioni potrebbe diventare ulteriormente performante.

Si potrebbe azzardare – afferma Bianconi- una previsione di un +132% come beneficio generato da un investimento di 24 milioni in 3 anni che produrrebbe per l’economia reale diretta circa 3.168 milioni di euro”. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Cgil Fillea sulle costruzioni (studio 2018), spiega nella nota Bianconi, il processo moltiplicativo legato ai nuovi investimenti è particolarmente significativo nel comparto dell’edilizia. L’investimento di 1miliardo di euro produrrebbe un incremento di circa 15-18 mila unità di lavoro nette di cui 10-12 mila direttamente nel settore delle costruzioni e il restante nei comparti collegati. È da notare che se si considera l’indotto complessivo attivato, oltre quello diretto dei beni e servizi collegati al settore costruzioni, alcuni studi (Federcostruzioni, 2016) stimano un ulteriore incremento dell’occupazione tra i 14 mila e 30 mila nuovi occupati, con un effetto cumulato complessivo intersettoriale che può raggiungere le 45-50 mila unità”.

“Gli investimenti nel settore delle costruzioni – prosegue Bianconi – genererebbero un positivo riscontro sotto il profilo dell’ampiezza dei soggetti interessati e dei differenti settori merceologici, coinvolgendo, a fianco di imprese edili, una numerosa platea di soggetti professionali. Potrebbe bastare anche soltanto questo intervento per dare una positiva spinta alla nostra economia ma, se si volesse fare un ulteriore passo in avanti, si può aggiungere un’ulteriore azione: attivare una temporanea sospensione del Codice dei Contratti Pubblici e il contemporaneo utilizzo delle normative e dei principi generali dell’ordinamento europeo, al fine di garantire la legalità, per accelerare lo sblocco dei grandi progetti e cantieri nelle aree del cratere e, perché no, magari di tutto il Paese”. “Sono convinto che il tempo sia un fattore cruciale per il successo – conclude Bianconi – Altri settori purtroppo sono condizionati da dinamiche ancora tutte da decodificare e fuori dalla sfera di influenza o dal nostro raggio di azione. Per altri ci vorranno diversi anni. Per l’intervento che proponiamo al contrario non avremmo nessuna interferenza ne’ condizionamento esterno. Questa “partita” sarebbe tutta nelle nostre mani. Dobbiamo per questo agire immediatamente e in modo coordinato, ad ogni livello di governo, superando inutili strumentalizzazioni partitiche, nell’interesse esclusivo del Paese”.

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