Umbria Jazz Spring successo artistico incoraggianti le presenze

 
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Umbria Jazz Spring successo artistico incoraggianti le presenze

Umbria Jazz Spring successo artistico incoraggianti le presenze Si è conclusa a Terni  la prima edizione di Umbria Jazz Spring , dopo il numero zero sperimentale realizzato lo scorso anno. Un’edizione che nel 2018 ottiene un chiaro successo dal punto di vista musicale, che consolida l’impegno comune della Fondazione Umbria Jazz e dei soggetti promotori ternani e che registra un risultato incoraggiante di pubblico, non ancora sufficiente, ma che può e deve essere ulteriormente migliorato, soprattutto in termini di spettatori paganti. UJ Spring ha proposto, in questi giorni, all’interno di un cartellone di assoluto livello due produzioni originali : “Two Island”, una sinergia tra Umbria Jazz e gli Amici della Musica di Perugia, con  Paolo Fresu, Giovanni Sollima  e l’Orchestra da Camera di Perugia e “The Beatles Project”,  affidato a Gil Goldstein, storico braccio destro di Gil Evans, una produzione di altissima qualità di cui  è stato registrato il live  e che verrà riproposta nelle prossime edizioni di UJ. 

Il Festival ha ospitato, inoltre, musicisti di  assoluto rilievo come il duo Barron-Moroni, Fabrizio Bosso, Wilson-Nash, lo stesso Fresu con il Devil Quartet e il duo con Daniele Di Bonaventura, Maria Pia De Vito. E ancora, musica brasiliana con Yamandu Costa e Guto Wirtti, Claudio De Rosa jr., Huntertones, Cory Henry & The Funk Apostels. I Funk Off, infine, hanno, come sempre, creato un clima di festa per le strade della città, con il pubblico che ha particolarmente apprezzato le incursioni alla Cascata delle Marmore in uno scenario naturale unico e anche quella nel corteo del Cantamaggio..

Un insieme di risultati che rafforza la volontà di tutti nel continuare l’esperienza e propone una serie di  riflessioni che ora dovranno essere sviluppate con calma per dare alla città un evento sempre più importante e di successo.

Va sicuramente verificata la miglior scelta per quanto riguarda la data, ma va probabilmente migliorato anche il format, rendendolo sempre più aderente alle caratteristiche e alle esigenze della città e va infine considerata la necessità di un maggiore e più coerente investimento sul versante della comunicazione in modo da aumentare il radicamento della manifestazione e il suo riscontro di pubblico cittadino ed extracittadino.

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Un lavoro di aggiustamento, insomma, che deve essere condotto in sintonia con tutte le componenti cittadine in modo che Terni si appropri sempre più di UJ Spring e ne faccia una grande opportunità culturale e di attrazione turistica.

Ora lo sforzo di tutti deve essere rivolto a fare di UJ Spring un vero e proprio Festival di livello nazionale e internazionale, sia pure di medie dimensioni, ritagliato sulle caratteristiche proprie della città. E’ un lavoro di grande interesse, che richiede tempo e convinzione. I risultati di Umbria Jazz Spring 2018 incoraggiano e  motivano tutti i soggetti promotori a procedere in questa direzione positiva.

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