Perugia, rendiconto 2019, Bertinelli: “Strada intrapresa era quella giusta”

 
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Perugia, rendiconto 2019, Bertinelli: “Strada intrapresa era quella giusta”

La II Commissione consiliare bilancio, presieduta da Alessio Fioroni, ha dedicato la seduta odierna all’illustrazione del rendiconto 2019. Il consuntivo 2019 evidenzia un risultato di amministrazione complessivo di 99.116.312 euro, il valore più alto registrato dal 2007.

“La gestione corrente del 2019 -ha spiegato l’assessore al Bilancio Cristina Bertinelli- ha evidenziato che le criticità iniziali trovate all’insediamento dall’Amministrazione Romizi, grazie al serio impegno profuso dal Sindaco e dalla Giunta Comunale nella manovra di bilancio 2019 e negli anni precedenti, sono state in gran parte superate. Dal 2014 a oggi – conclude l’assessore – c’è voluto del tempo, un lavoro certosino basato su una visione strategica, ma nel giro di cinque anni i risultati sono arrivati, confermando che la strada intrapresa era quella giusta.”

La difficile situazione di liquidità, che vedeva l’ente esposto per 40 milioni di euro alla fine del 2013, ha registrato -a fine 2019- un rientro totale dell’anticipazione di Tesoreria e utilizzo di fondi vincolati, registrando un saldo positivo di 1.779.074 euro.

Il disavanzo tecnico rilevato nel rendiconto 2014 di 34.648.000 euro, che con un’intensa attività politica si è riusciti a ripianare in 28 anni con un recupero di 1.237.000 euro all’anno, a fine 2019 ammonta a € 25.567.985 con un maggior recupero di circa 2,9 milioni rispetto a quanto preventivato.

Il fondo crediti di dubbia esigibilità, che a fine 2013 ammontava a 7.613.000 euro, registra a fine 2019 un valore di 103.893.203 euro. Ciò significa che il fondo stesso potrà offrire piena copertura al monte crediti di difficile esazione, contribuendo a rendere maggiormente solidi i conti del Comune di Perugia. Se poi si tiene conto anche degli altri stanziamenti prudenziali ai fondi rischi, la cifra a fine 2019 supera i 112 milioni di euro.

Anche i tempi di pagamento verso terzi sono decisamente migliorati: nel 2013 registravano mediamente circa 80 giorni di ritardo, oggi, invece, risultano pressoché tempestivi, con i conseguenti, innegabili benefici per gli operatori economici che lavorano con l’ente e con l’indotto che ne consegue.

L’indebitamento del Comune, che a fine 2013 superava i 133 milioni di euro, si assesta a fine 2019 a 97.874.180 euro, con un incidenza pro capite che si è quindi ridotta da 801 a 586 euro; tutto ciò nonostante i nuovi mutui contratti per sostenere le numerose manutenzioni straordinarie effettuate sulle strutture scolastiche e su altri beni pubblici.

Infine, sul lato della spesa corrente si evidenzia il costante e quotidiano lavoro posto in essere dall’Amministrazione comunale al fine di ridurre e contenere la spesa senza tuttavia incidere sul livello dei servizi offerti ai cittadini, ma anzi cercando di migliorarlo e renderlo più efficiente: la spesa corrente, infatti, a fine 2013 superava i 178 milioni di euro, mentre a fine 2019 la stessa espone un valore complessivo di € 156.514.424, con un risparmio di oltre 21 milioni di euro.

Il tutto, va rilevato, nonostante la drastica riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali che dall’anno 2014 ha fatto registrare un –53% (oltre 60% se si considerano anche le annualità precedenti). Basti pensare che nel 2014 i trasferimenti da parte dello Stato al Comune di Perugia ammontavano a 33.880.000 euro, mentre nel 2019 gli stessi sono stati di € 15.986.000.

Anche sul fronte degli investimenti il lavoro svolto dall’amministrazione Romizi a partire dall’anno 2014 è stato decisamente positivo, tenuto conto che a fine 2019 l’ammontare degli investimenti effettuati, in corso di realizzazione e comunque finanziati si aggira complessivamente intorno ai 110 milioni di euro.

Favorevole il parere dei revisori dei conti sulla manovra.

Il collegio, nelle conclusioni della lunga e dettagliata relazione, invita l’Amministrazione a proseguire nell’attuazione delle misure correttive adottate a seguito di pronuncia della Corte dei Conti, prendendo atto con favore di alcuni risultati ottenuti, tra cui la vendita del compendio immobiliare ad asl, il ripiano della gestione di cassa e l’utilizzo delle somme vincolate.

Altro giudizio favorevole, da parte dei Revisori, riguarda l’aumento degli accantonamenti nel fondo crediti di dubbia esigibilità e l’inserimento del fondo anticipazioni di liquidità in linea con le normative vigenti. Viene definito “ottimo” il lavoro svolto sulla riduzione degli squilibri finanziari e sull’accelerazione del recupero del disavanzo tecnico.

L’attuazione delle misure programmate con la corte dei conti, di fatto, ha consentito di azzerare l’anticipazione di tesoreria non restituita e di ricostituire fondi vincolati per esigenze di cassa corrente; situazioni queste che non si verificavano da oltre cinque anni.

Resta problematico, invece, secondo il collegio l’andamento degli incassi di alcune fattispecie  tra cui, in particolare, Tari, imu e multe da violazioni al codice della strada.

Permangono criticità anche nell’andamento dei residui.

Infine circa la gestione delle società partecipate, si ribadisce l’opportunità di realizzare la cessione delle quote della minimetrò, come previsto nella misura 4 dei correttivi approvati dalla corte dei conti.

Il dirigente Dante De Paolis ha fornito un quadro maggiormente dettagliato della situazione anche in confronto con gli anni precedenti. Il risultato di gestione – ha esordito – nel 2019 è pari a 20,1 milioni rispetto a 15,3 del 2014. Il risultato di amministrazione registra un avanzo di 99,1 milioni (nel 2014 era di 28,5) cui vanno detratti gli accantonamenti (-112 milioni), la parte vincolata (-10 milioni) e la parte investimenti (-2,2 milioni) per un saldo finale pari al disavanzo tecnico di 25,5 milioni che verrà ripianato, come noto, in 24 annualità.

Cresce il fondo crediti di dubbia esigibilità che passa dai 96,2 milioni del 1 gennaio 2019 ai 103,8 milioni del 31 dicembre 2019. La nota più rilevante dell’azione di governo riguarda però l’anticipazione di tesoreria: per la prima volta dal 2013, infatti, non vi è anticipazione che non sia stata restituita tanto che il saldo finale è positivo e si attesta su 1,7 milioni,. Nel 2015 le anticipazioni non restituite erano pari a 21,2 milioni.

Scendono i tempi di pagamento del Comune, dagli 83 giorni del 2015 agli 8 del 2019.

Per ciò che concerne le entrate, la parte principale (39,25%) è rappresentata dalle entrate tributarie; le entrate correnti sono principalmente quelle provenienti dai cittadini (163 milioni, di cui 138 di entrate tributarie e 25 di entrate extratributarie) mentre le entrate provenienti da altri enti si fermano a 17,4 milioni. Ne emerge che il Comune di Perugia ha un’autonomia finanziaria del 90,35%

Le entrate tributarie sono formate principalmente dalla Tari (34%) e poi dall’Imu (29%).

I contributi statali sono stati ridotti dal 2014 al 2019 di 17,8 milioni (meno 52%) passando da 33,8 milioni a 15,9 milioni.

Per ciò che concerne la spesa, complessivamente è pari a 331 milioni, di cui 156 di spesa corrente. La spesa corrente è costituita principalmente (63%) da acquisti di beni e servizi e poi da redditi da lavoro dipendente (26%).

Gli investimenti in conto capitale sono pari a 10,2 milioni.

Cala in modo significativo l’indebitamento che passa dai 175 milioni dei 2009 ai 97 del 2019 (meno 44%). Di conseguenza scende l’indebitamento pro capite, pari a 1052 euro nel 2009 ed a 586 euro al 31 dicembre 2019.

Il personale del Comune registra ancora un calo: a fine 2019 i dipendenti sono 1073, mentre nel 2009 erano 1394 (meno 23%). L’effetto è un forte calo della spesa per il personale: 54 milioni (lordi) nel 2011, 45 milioni (lordi) nel 2019.

Il rapporto dipendenti/cittadini è di uno ogni 160, ben al di sotto della media nazionale (uno ogni 116).

Per concludere la partita dei residui. Quelli attivi (crediti del Comune verso terzi) sono al 31 dicembre 2019 171 milioni (di cui 47,2 provenienti dall’anno 2019), quelli passivi (debiti dell’Ente) sono al 31 dicembre 2019 49 milioni di cui 39 generati nel 2019.

I residui attivi sono in diminuzione rispetto al 2018 quando erano pari a 179 milioni; lo stesso dicasi per quelli passivi che nel 2018 erano 70,5 milioni.

Il capogruppo di Progetto Perugia Francesco Vignaroli ha rivolto i propri complimenti all’assessore Bertinelli, al dirigente De Paolis ed agli uffici finanziari del Comune per l’impegno profuso in questi anni per ottenere risultati così importanti per la città.

Il bilancio – ha detto – è la materia più significativa su cui in 5 anni l’Amministrazione Romizi ha operato con effetti evidentemente positivi.

La consigliera Maria Cristina Morbello (M5S) ha chiesto di sapere se il Comune di Perugia effettua controlli sull’attività svolta da Dogre.

Su questo punto De Paolis ha riferito che Dogre è concessionaria per la gestione dell’imposta sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni. In tale veste agisce con autonomia, ma nel pieno rispetto della normativa nazionale e comunale.

Il Comune effettua controlli contabili ed amministrativi sulla rendicontazione mensile di Dogre, oltre ad un controllo sul rendiconto finale.

La consigliera Erika Borghesi (PD), prendendo spunto dall’intervento dell’assessore Bertinelli, ha rimarcato che si continua troppo spesso da parte della giunta a parlare di disavanzo proveniente da prima del 2014, dimenticandosi di dire che si tratta di un disavanzo tecnico e non reale. Di fatto è una sorta di disallineamento che interessa tutti gli enti locali. Evidenzia pertanto che un’Amministrazione dovrebbe saper governare adeguatamente il presente senza riferirsi sempre e solo al passato.

La prossima seduta, con votazione della preconsiliare, è prevista per il 29 aprile.

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