Udu, no alla sospensione della consulta studentesca
Oggi 26 giugno si è svolta una seduta del Consiglio Comunale alla quale abbiamo partecipato come sindacati studenteschi UDU Perugia e Rete degli Studenti Medi, per esprimerci in merito alla soppressione della Consulta studentesca, votata nella I^ Commissione consiliare permanente per gli Affari istituzionali, nonostante la netta contrarietà delle opposizioni.
“Come sindacati studenteschi siamo profondamente contrariati dalla proposta di soppressione della Consulta studentesca.” Ha affermato Nicholas Radicchi, coordinatore della Sinistra Universitaria – UDU Perugia. “Innanzitutto vorrei sottolineare che tale Consulta non sia mai stata convocata dalla Giunta comunale. Come se questo non bastasse, nella I^ Commissione ne è stata votata la soppressione. Oggi siamo stati auditi dal Consiglio grazie al sostegno delle opposizioni, le quali sin dall’inizio si sono opposte con forza alla proposta. Dopo aver insistito sull’importanza dell’organo, che rappresenta l’unico spazio di confronto con il Comune per gli oltre 40mila studenti che vivono e studiano a Perugia, siamo riusciti a rimandare la questione alla I^ Commissione, dove verremo nuovamente ascoltati. Non sono state fornite spiegazioni convincenti sul motivo per cui la maggioranza voglia cancellare la Consulta studentesca, in favore della più annacquata Consulta giovanile, che non prevede criteri d’accesso democratici che rispettino la rappresentatività delle figure che la compongono. Il dubbio è che la maggioranza di destra stia tentando di sopprimere quei contenitori che non incontrano il suo favore, infatti la componente studentesca è largamente rappresentata da associazioni di sinistra. Tale atteggiamento, se confermato, risulterebbe molto grave e antidemocratico.”
“Come rappresentanti degli studenti abbiamo sempre faticato ad instaurare un dialogo con il governo comunale e a sottoporgli le nostre istanze” ha affermato Matias Cravero, Presidente del Consiglio degli Studenti di UniPg, “perciò chiediamo che questa consulta non solo non venga soppressa, ma che sia attivata come si deve, affinché possa svolgere la funzione di spazio istituzionale in cui studenti e Comune possano discutere e confrontarsi sulle questioni che ci stanno più a cuore. Ci auguriamo che la maggioranza faccia un passo indietro su questa scelta incomprensibile e ingiustificabile.”

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