Studentato San Valentino, polemica sulla chiusura

Studentato San Valentino, polemica sulla chiusura

Comune e Adisu divisi: Pd contro la scelta di Bandecchi

Studentato San Valentino – È scontro aperto a Terni sul destino dello studentato universitario di San Valentino, dopo la decisione del Comune di non rinnovare il contratto di locazione con Adisu. L’edificio, che da oltre vent’anni ospita quaranta studenti universitari, è al centro di una disputa tra l’amministrazione comunale e l’Agenzia per il diritto allo studio, che aveva chiesto la proroga dell’accordo in scadenza entro la fine dell’anno. Palazzo Spada ha invece optato per un cambiamento di rotta, puntando su un modello diffuso che prevede l’utilizzo di alloggi sfitti di edilizia popolare nel centro cittadino.

La nuova linea dell’amministrazione prevede, tra le alternative, anche la possibilità di adattare l’oratorio di San Francesco come struttura di accoglienza per gli studenti universitari. La scelta ha sollevato critiche dal Partito Democratico, che considera l’abbandono dello studentato un danno per il quartiere e per l’intero sistema universitario ternano. Secondo Alberto Pileri, scrive oggi Sergio Capotosti su Il Messaggero, la giunta starebbe smantellando un’esperienza costruita nel corso di venticinque anni, privilegiando logiche di tipo urbanistico rispetto a una visione culturale e accademica.

La questione sarà uno dei temi centrali nell’incontro previsto per mercoledì 29 maggio, quando i cinque candidati alla carica di rettore dell’Università degli Studi di Perugia si confronteranno con la comunità accademica ternana. Il faccia a faccia si svolgerà nella sede del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, e sarà l’occasione per discutere non solo della gestione degli alloggi, ma anche del futuro dell’intero sistema universitario a Terni.

I candidati rettore – Paolo Carbone, Luca Gammaitoni, Massimiliano Marianelli, Daniele Porena e Marcello Signorelli – dovranno confrontarsi su più fronti, tra cui il ruolo del nuovo campus di Pentima, il possibile Dipartimento interfacoltà, le prospettive per la ricerca scientifica e l’ormai attesa convenzione tra Ateneo e Regione per la gestione della sanità regionale, che non ha ancora ricevuto una firma definitiva.

Nel dibattito è intervenuto anche l’assessore Sergio Cardinali, che ha giustificato la scelta del Comune di distribuire gli alloggi per studenti nel centro cittadino, collegando tale scelta a una strategia di valorizzazione urbana e turistica. La posizione è stata contestata dal Pd, che teme una perdita d’identità per l’università e un indebolimento dei servizi per gli studenti. Pileri ha anche sollevato il tema del trasferimento dei corsi di Economia, attualmente ospitati a San Valentino, verso l’ex Cmm, e lo spostamento dei servizi di accoglienza agli studenti presso i Salesiani: operazioni che, a suo giudizio, rischiano di indebolire il presidio universitario esistente.

Il confronto si inserisce in un quadro di tensioni più ampie tra il Comune e le istituzioni accademiche. Secondo il Pd, dietro l’operazione di riorganizzazione degli spazi si celerebbe un conflitto d’interessi legato alla figura del sindaco Stefano Bandecchi, che mantiene un rapporto diretto con l’università Unicusano, istituzione telematica da lui fondata. Il tema, seppure non affrontato direttamente nei documenti ufficiali, viene indicato come uno degli elementi che alimentano la sfiducia nei confronti delle scelte amministrative in campo universitario.

Lo studentato di San Valentino, che ha rappresentato per anni un punto di riferimento per studenti fuori sede, si è progressivamente integrato con il tessuto urbano e sociale del quartiere. La sua chiusura rappresenterebbe non solo un cambiamento logistico, ma anche un’interruzione rispetto a una presenza stabile che ha contribuito a caratterizzare l’area come polo universitario. La soluzione alternativa proposta dal Comune, che prevede il ricorso a immobili del centro finora inutilizzati, non convince una parte della cittadinanza e dei rappresentanti politici, che sottolineano il rischio di frammentazione della vita studentesca.

Resta da vedere se e come il nuovo rettore vorrà e potrà intervenire su questi aspetti, ridefinendo i rapporti tra Ateneo, Comune e Regione. Il 29 maggio diventa così una data chiave non solo per i candidati alla guida dell’università, ma per l’intero futuro del sistema universitario a Terni. La gestione degli spazi, l’offerta formativa, il rapporto con il territorio e con le istituzioni politiche saranno al centro del dibattito. Le decisioni che seguiranno potrebbero avere effetti duraturi sulla permanenza degli studenti, sulla loro qualità della vita e sulla capacità attrattiva della città.

In attesa dell’incontro, le posizioni restano distanti. Da un lato, la giunta comunale sostiene l’innovazione urbanistica e il recupero del centro storico. Dall’altro, opposizione e operatori del settore universitario chiedono di salvaguardare un’esperienza consolidata e strategica. Il caso dello studentato di San Valentino, al di là delle polemiche, rappresenta un banco di prova per valutare le reali intenzioni delle istituzioni locali sul futuro della presenza accademica a Terni.

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