Polizia e studenti uniti contro bullismo e cyberbullismo

Polizia e studenti uniti contro bullismo e cyberbullismo

Incontri a Orvieto e Baschi per educare alla legalità

La Polizia di Stato ha incontrato gli studenti delle scuole medie di Orvieto e Baschi per affrontare con loro i temi delicati del bullismo e del cyberbullismo, in due appuntamenti promossi dall’Istituto Comprensivo Orvieto-Baschi. A rappresentare il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Orvieto è stato il Commissario Capo Filippo Girella, intervenuto come relatore.

Gli incontri si sono inseriti nel quadro delle iniziative di prevenzione e sensibilizzazione che la Polizia porta avanti per promuovere tra i giovani il rispetto delle regole e la consapevolezza dei rischi legati a comportamenti aggressivi, sia online che nella vita quotidiana. L’obiettivo è stato quello di stimolare il pensiero critico e incoraggiare una maggiore responsabilità individuale, attraverso un dialogo diretto con gli operatori di polizia.

Gli studenti hanno dimostrato partecipazione attiva, intervenendo con domande, racconti personali e riflessioni che hanno arricchito il confronto. L’atmosfera è stata quella di un incontro autentico, dove la voce dei ragazzi ha trovato spazio e ascolto.

Il Questore Abenante, intervenuto a margine dell’iniziativa, ha sottolineato l’importanza di questi momenti di scambio: “Solo attraverso la conoscenza e la consapevolezza si possono prevenire comportamenti che, pur sembrando innocui, possono avere ripercussioni profonde sulla vita delle persone”.

La Polizia di Stato conferma così il proprio impegno al fianco delle scuole, con l’intento di costruire relazioni di fiducia e offrire strumenti concreti per affrontare le sfide educative contemporanee. Il bullismo, in tutte le sue forme, rappresenta una minaccia alla crescita sana dei giovani, e solo un’azione condivisa tra istituzioni, famiglie e scuola può contrastarlo efficacemente.

Il Commissariato di Orvieto proseguirà con ulteriori incontri sul territorio, coinvolgendo altri istituti scolastici e promuovendo una cultura del rispetto che metta al centro la persona e i suoi diritti. L’iniziativa ha ricevuto apprezzamento da parte dei docenti, che ne hanno riconosciuto il valore formativo e il contributo alla crescita civile degli studenti.

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