Diritto allo studio: l’appello di Perugia per gli alluvionati

Diritto allo studio: l'appello di Perugia per gli alluvionati

SOS diritto allo studio: azione universitaria scrive a Perugia

PERUGIA, 28 gennaio 2026 – Le cicatrici lasciate dal recente ciclone che ha devastato Sicilia, Sardegna e Calabria arrivano fino alle scrivanie del rettorato umbro. Attraverso una missiva dai toni urgenti e accorati, la delegazione di Azione Universitaria Perugia ha formalmente richiesto al Magnifico Rettore un intervento straordinario per tutelare la popolazione studentesca fuori sede. Il fango e le esondazioni, infatti, non hanno colpito solo le infrastrutture fisiche del Mezzogiorno, ma rischiano di travolgere anche i percorsi accademici di centinaia di giovani. Molti iscritti si trovano attualmente bloccati nelle proprie città d’origine, alle prese con abitazioni inagibili e collegamenti stradali o ferroviari completamente interrotti, fatturi che rendono materialmente impossibile il rientro nel capoluogo umbro per la frequenza delle lezioni e il superamento degli esami.

Il cuore della proposta avanzata dal presidente di ateneo Luca Stemperini risiede nella flessibilità tecnologica. L’associazione chiede l’attivazione immediata della didattica in modalità mista per tutti i corsi coinvolti. Questa misura consentirebbe a chi è rimasto isolato nelle zone rosse del maltempo di partecipare alle attività formative in diretta streaming, annullando lo svantaggio geografico causato dalla calamità naturale. Parallelamente, viene sollecitata la possibilità di sostenere gli esami di profitto attraverso piattaforme telematiche, laddove la natura della prova lo permetta. Per le facoltà in cui la presenza fisica è ritenuta indispensabile, l’istanza suggerisce lo slittamento delle date o l’indizione di appelli di recupero speciali, garantendo che nessuno studente resti indietro per cause di forza maggiore totalmente indipendenti dalla propria volontà.

Oltre alla continuità didattica, l’attenzione si sposta sul fronte della sostenibilità economica per le famiglie colpite dal disastro ambientale. Azione Universitaria propone una misura drastica e concreta: la sospensione o l’esenzione totale dal pagamento della rata universitaria prevista per il mese di aprile. Un aiuto diretto a chi oggi deve affrontare spese impreviste per il ripristino della propria sicurezza abitativa. Questo intervento di welfare accademico rappresenterebbe un segnale tangibile di vicinanza istituzionale, trasformando il concetto di “diritto allo studio” da astratto principio burocratico a reale scudo sociale contro le avversità. La richiesta è chiara: l’Ateneo deve farsi carico delle fragilità dei propri iscritti, evitando che le difficoltà finanziarie derivanti dall’alluvione costringano qualcuno all’abbandono degli studi.

L’iniziativa accende un riflettore più ampio sulla gestione delle crisi da parte delle grandi istituzioni formative italiane, come riporta la lettera di Luca Stemperini, Presidente di Ateneo di Azione Universitaria Perugia. La resilienza di un’università si misura anche nella sua capacità di adattare i regolamenti a scenari eccezionali, garantendo equità e pari opportunità in ogni circostanza. Il messaggio inviato da Stemperini e dai suoi collaboratori punta a stimolare una risposta che superi la rigidità dei calendari standard. Si chiede una responsabilità collettiva che riconosca lo studente non come un semplice numero di matricola, ma come parte di una comunità che soffre e reagisce. La speranza dei rappresentanti è che il Rettore accolga queste istanze con la sensibilità necessaria a mantenere alto il prestigio e l’umanità dell’Ateneo perugino, garantendo che la cultura non si fermi neanche davanti alla violenza della natura.

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