Placement ricercatori PNRR, imprese e università in dialogo
Il confronto tra accademia e mondo produttivo ha trovato un momento di sintesi a Padova, il 1° dicembre 2025, con il Focus “Il placement dei ricercatori dopo il PNRR”. L’iniziativa, ospitata alla Scuola della Carità e promossa dalla Borsa del Placement, ha messo al centro le esperienze di chi, negli ultimi due anni, ha vissuto in prima persona i programmi di inserimento professionale avviati grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il tema dominante è stato chiaro: senza azioni mirate di placement, capaci di creare un ponte concreto tra profili altamente specializzati e aziende, il rischio è disperdere un patrimonio di competenze costruito con investimenti pubblici di grande portata. A questo si aggiunge la necessità di percorsi di orientamento all’auto-imprenditorialità, per offrire ai giovani ricercatori la possibilità di trasformare idee e know-how in nuove iniziative imprenditoriali.
Tra le testimonianze, ha avuto particolare rilievo la case history del progetto “Vitality – Ecosistema dell’Innovazione”, nato dall’intuizione dei Rettori di L’Aquila, Ancona e Perugia e oggi esteso a nove università delle regioni Abruzzo, Marche e Umbria. Il Rettore dell’Università dell’Aquila e Presidente della Fondazione Vitality, Fabio Graziosi, ha sottolineato come il progetto sia radicato nel territorio e coerente con le strategie di specializzazione intelligente 2021-2027. Vitality si articola in dieci Spoke tematici, ciascuno dedicato a settori di ricerca in linea con le vocazioni industriali locali. Grazie a questo ecosistema, sono stati reclutati oltre 200 ricercatori – tra RTDA, dottorandi, tecnologi, assegnisti e borsisti – con l’obiettivo di valorizzarne le competenze non solo all’interno delle università, ma soprattutto nel tessuto imprenditoriale e industriale. Il “PNRR Placement Program” ha rappresentato lo strumento per favorire l’assorbimento di queste figure, mettendo a sistema conoscenze scientifiche e bisogni delle imprese.
La tavola rotonda di Padova ha presentato i risultati di un sondaggio condotto tra dottorandi e ricercatori coinvolti nei Placement Program ideati da Fondazione Emblema tra il 2024 e il 2025. Ne è emerso un quadro ricco di spunti: entusiasmo per le opportunità di contatto con le aziende, ma anche la consapevolezza che serve continuità e un supporto strutturato per trasformare l’esperienza in occupazione stabile.
Gli interventi hanno visto protagonisti Rosario Rizzuto, Presidente di Fondazione RNA&GeneTherapy, e Tommaso Aiello, Presidente di Fondazione Emblema, seguiti da rappresentanti di grandi realtà come Sanofi, PharmaTech Academy e Intesa Sanpaolo. A portare ulteriori contributi sono stati Loredana Luzzi di Mnesys, Daniela Pinto di Giuliani Spa, Marta Rapallini per Fondazione FAIR, Michele Detomaso per Croce Rossa Italiana, Marco Romano della Fondazione Grins ed Elena Quagliato della Fondazione RNA&GeneTherapy.
Il filo conduttore degli interventi è stato la necessità di consolidare un modello di placement che non si limiti a un passaggio temporaneo, ma diventi parte integrante delle politiche di sviluppo territoriale. Le aziende hanno ribadito l’interesse a intercettare competenze di alto livello, mentre i ricercatori hanno espresso il bisogno di strumenti concreti per orientarsi, costruire reti e, in alcuni casi, avviare percorsi imprenditoriali.
La dimensione umana è stata evidente nelle testimonianze: giovani ricercatori che raccontano la difficoltà di trasformare anni di studio e specializzazione in un lavoro stabile, ma anche la gratitudine per programmi che hanno aperto porte prima impensabili. Alcuni hanno sottolineato come il contatto diretto con le imprese abbia permesso di comprendere meglio le esigenze del mercato e di adattare le proprie competenze a contesti applicativi reali.
Il progetto Vitality, con il suo radicamento territoriale e la capacità di mettere in rete università e imprese, è stato indicato come esempio virtuoso. La sfida ora è garantire che i risultati non restino confinati a esperienze isolate, ma diventino patrimonio comune e replicabile. Il Focus di Padova ha dunque rappresentato non solo un momento di bilancio, ma anche un’occasione per guardare avanti. Le istituzioni accademiche e le fondazioni coinvolte hanno ribadito l’impegno a proseguire su questa strada, consapevoli che il successo del PNRR non si misura solo in progetti avviati, ma nella capacità di trasformarli in opportunità di lavoro, innovazione e crescita per i territori.
Le testimonianze dei ricercatori universitari
Durante il Focus di Padova, dedicato al placement dei ricercatori dopo il PNRR, sono state presentate esperienze dirette di chi ha partecipato al progetto Vitality – Ecosistema dell’Innovazione. Le voci dei protagonisti hanno raccontato come il PNRR Placement Program, ideato da Fondazione Emblema e attuato tra il 2024 e il 2025, abbia rappresentato un ponte concreto tra università e mondo del lavoro, favorendo l’inserimento professionale di dottori di ricerca e giovani studiosi. L’obiettivo è stato chiaro: valorizzare capitale umano altamente qualificato e metterlo a disposizione di imprese con forte vocazione alla ricerca e all’innovazione.
La Dott.ssa Tania Vanzolini, ricercatrice a tempo determinato (RTDa) presso l’Università di Urbino Carlo Bo nel settore delle Scienze Biomolecolari, ha raccontato la propria esperienza. Tra le iniziative più apprezzate ha citato i Recruiting Days, incontri diretti con HR Manager di aziende partner, e il Virtual Career Day, occasione di colloqui individuali online. Dopo aver inserito il proprio curriculum nell’Albo digitale di Vitality, Vanzolini è stata contattata da un’impresa interessata alle sue competenze nella produzione di proteine ricombinanti. “È la dimostrazione – ha spiegato – di come il placement generi vantaggi reciproci: il ricercatore viene individuato sulla base delle esigenze aziendali, mentre le imprese possono attingere a un database di profili altamente specializzati.” La ricercatrice ha inoltre sottolineato l’importanza della directory di autoimprenditorialità, un percorso formativo che ha permesso ai partecipanti di conoscere da vicino il mondo delle startup. Al termine, ciascuno ha presentato un progetto imprenditoriale: Vanzolini ha proposto “Yogutech”, soluzione basata su batteri ingegnerizzati per la produzione di proteine ricombinanti, rivolta a pazienti con carenze proteiche legate a malattie rare.
Il Dott. Gian Marco Elisi, RTDa in chimica farmaceutica presso la stessa università, ha evidenziato l’importanza della dimensione interdisciplinare del programma. Ha trovato particolarmente utile il training sul Team Management, che ha fornito strumenti per gestire il lavoro di squadra e sviluppare soft skills indispensabili per l’inserimento in contesti accademici e industriali. Elisi ha inoltre partecipato ai Contamination Lab, percorsi di sei tappe dedicati all’autoimprenditorialità. Qui ha approfondito temi come la formulazione del budget, la leadership e la capacità di presentare un progetto imprenditoriale. “Questi laboratori – ha spiegato – hanno offerto conoscenze teoriche e pratiche fondamentali, oltre a competenze trasversali utili per avviare startup di successo.”
Il Placement Program ha messo a disposizione una piattaforma digitale con un Albo consultabile online (https://placement.fondazionevitality.it), contenente i profili di ricercatori RTDA, PhD, Tecnologi, Assegnisti e Borsisti. L’Albo può essere aggiornato autonomamente dai ricercatori e rappresenta una risorsa gratuita per le aziende interessate. È inoltre attivo uno Sportello Virtuale, un desk di orientamento che offre consigli su curriculum, profilo LinkedIn e strategie di ricerca attiva del lavoro.
Il PNRR Placement Program nasce con l’intento di avvicinare università e ricerca al tessuto produttivo e imprenditoriale. È uno dei risultati concreti dell’Ecosistema Vitality, progetto finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU e sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito della Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Componente 2 “Dalla Ricerca all’Impresa”.
Vitality – Ecosistema dell’Innovazione è un progetto che coinvolge università, enti pubblici e privati delle regioni Abruzzo, Marche e Umbria, riunite nell’hub territoriale HAMU. L’obiettivo è creare sinergie tra ricerca e produzione, favorendo trasferimento tecnologico, digitalizzazione dei processi e sostenibilità economica e ambientale.
Il modello organizzativo è di tipo Hub & Spoke:
- Abruzzo: Università dell’Aquila, Gran Sasso Science Institute, Università di Teramo, Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
- Marche: Università Politecnica delle Marche, Università di Camerino, Università di Macerata, Università di Urbino Carlo Bo.
- Umbria: Università di Perugia.
A queste si affiancano soggetti affiliati pubblici e privati, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra ricerca e territorio.
Per maggiori informazioni: www.fondazionevitality.it

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