Provincia Perugia, consiglio adotta il bilancio di previsione

Provincia Perugia, consiglio adotta il bilancio di previsione

Via libero definitivo da parte del Consiglio provinciale di Perugia al bilancio di previsione 2022-2024. Nella seduta odierna, preceduta dall’Assemblea dei sindaci chiamati ad esprimere il parere sul documento contabile, l’Assemblea di Piazza Italia, con sette voti favorevoli e sei contrari, ha votato l’approvazione del documento unico di programmazione e del bilancio di previsione 2022/24.

“Un bilancio in equilibrio, approvato nel rispetto dei termini di legge, che risente di una serie di marcate criticità, prime tra tutte la riduzione delle entrate e i problemi legati alle funzioni delegate e mai finanziate dalla Regione. Ma che presenta anche delle note positive, come la voce legata agli investimenti in edilizia scolastica, mai stati così importanti”. Questa la fotografia scattata dalla presidente Stefania Proietti, che confida nella riforma del Tuel e in particolare della legge 56 “affinchè la Provincia recuperi piena dignità e torni ad essere un Ente forte nell’interesse delle comunità, e torni ad essere un vero Ente di area vasta, luogo di opportunità istituzionali per tutti i 59 comuni del territorio provinciale”. Comuni che hanno risposto in maniera incisiva alla convocazione dell’Assemblea dei Sindaci, propedeutica alla approvazione del bilancio, con punte di oltre il 93% dei territori rappresentati nell’assise.

Per l’anno 2022 il bilancio di previsione ha un valore pari a 328.282.744 euro. Come illustrato in aula dalla consigliera delegata Erika Borghesi, il perdurare della crisi pandemica alla quale si è aggiunta la crisi politica internazionale, ha portato a una riduzione delle entrate dell’Ente pari a 4 milioni circa, e ad un incremento dei costi legati ai consumi energetici (500.000 euro circa).

A questo si va ad aggiungere il mancato riscontro da parte della Regione Umbria alle pressanti richieste della Provincia di finanziare le funzioni regionali trasferite (strade regionali) che comportano all’Ente un onere di circa 5 milioni di euro all’anno. Ammanco – è stato spiegato – interamente accantonato nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità”.

La chiusura del bilancio, a fronte di tali criticità, è stata possibile grazie alla riduzione del contributo di finanza pubblica (pari a 900.000 euro) che la Provincia deve pagare allo Stato, al differimento delle rate dei mutui sospesi in essere con la Cassa Depositi e Prestiti e al cosiddetto “Fondo Covid”, volto a contrastare le rilevanti perdite del gettito, che per il periodo 2021-2023 è di poco meno di due milioni di euro.

Come detto, il passaggio finale in Consiglio del bilancio di previsione, insieme al Documento Unico di Programmazione 2022-2024, è stato preceduto dalla seduta dell’Assemblea dei sindaci, che è tornata a riunirsi dopo due anni di stop a causa delle restrizioni pandemiche.

Al voto hanno preso parte 42 Comuni, in rappresentanza (al momento del voto) dell’87,6% della popolazione provinciale. “Registro con piacere una grande partecipazione – ha osservato la presidente Proietti -: è per noi un importante momento di confronto che abbiamo intenzione di massimizzare per un maggiore coinvolgimento dei territori”. Si sono espressi a favore del bilancio 26 amministratori comunali, corrispondenti al 38,63% della popolazione.

GLI INTERVENTI DEI SINDACI

Per il sindaco di Norcia Nicola Alemanno il documento contabile è “solo un libro dei sogni, che non esprime un cambio di passo anche se le condizioni ci sarebbero tutte. Nè si intravede una riorganizzazione dei servizi, “nonostante l’arrivo di ingenti risorse”.

“E’ stato fatto uno sforzo enorme”, ha invece dichiarato Cristian Betti (Corciano). “La nostra è una delle poche Province che non è mai stata in dissesto – ha sostenuto -: questo è un bilancio in equilibrio che però ha anche una visione capace di futuro”.

Un richiamo al senso di responsabilità istituzionale è giunto da Massimiliano Presciutti (Gualdo Tadino) che ha auspicato una maggiore collaborazione e oggettività di valutazione nell’interesse dei cittadini.
Il primo cittadino di Spoleto, Andrea Sisti, ha invece spostato l’attenzione sull’importanza della viabilità dolce in Umbria e su come sia necessario un gestore che la valorizzi.

Di altro tenore l’intervento di Francesca Mele (Marsciano) secondo la quale “il bilancio fotografa una situazione disastrosa che parte da lontano. Il contenzioso con la Regione – ha detto – è diventato un comodo alibi”.
Al contrario per Moreno Landrini (Spello) si tratta di una gestione saggia, diversamente da quanto accade in altri enti. “Per la prima volta – ha aggiunto – arrivano risorse significative da più canali per i territori che abbiamo modo di comunicare nei nostri incontri con le amministrazioni comunali”.

Di “Provincia sotto attacco dal 2010”, ha parlato Giampiero Fugnanesi (Sigillo) ricordando come l’Ente sia stato sottoposto a ripetuti tagli finanziari, mentre Jacopo Barbarito (Giano dell’Umbria) ha sostenuto che “i problemi della Provincia non possono essere ricondotti solo ai rapporti con la Regione accusata di essere l’origine di tutti i mali”.

Dello stesso avviso Giovanni Dominici (Umbertide) che ha chiesto piuttosto “quale sia la ragione per cui progetti già finanziati per 42 milioni di euro siano ancora fermi”. A questo ha fatto riferimento nel suo intervento anche la consigliera provinciale Catia Degli Esposti.

 

 

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