L’iniziativa vuole unire la ricerca scientifica alla quotidianità
A fine settembre, l’Università degli Studi di Perugia diventerà il centro pulsante della conoscenza e del dialogo scientifico, ospitando per la tredicesima volta SHARPER, la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici. L’evento, promosso dall’impresa sociale Psiquadro, mira a portare la scienza fuori dai laboratori e renderla accessibile a tutti, trasformando strade e piazze in luoghi di scoperta. Questo appuntamento annuale, atteso da un vasto pubblico, rappresenta un momento cruciale per la divulgazione e il dibattito culturale.
La presentazione di questa edizione, che si terrà il prossimo 26 settembre, ha avuto luogo nella suggestiva Sala del Dottorato di Palazzo Murena, sede del Rettorato. A prendere la parola sono stati i principali protagonisti di questa iniziativa: il Rettore Maurizio Oliviero, la Direttrice Generale Anna Vivolo, l’assessore comunale Andrea Stafisso, il Delegato per la sede di Terni Stefano Brancorsini, i docenti Stefano Capomaccio e Paola De Salvo, membri del Comitato tecnico-scientifico, e Leonardo Alfonsi, coordinatore del progetto SHARPER. L’obiettivo è chiaro: accendere i riflettori sulla professione del ricercatore e sul suo ruolo nel delineare il futuro della società, un ruolo che affonda le radici in un’indagine rigorosa dei fatti e delle osservazioni, ma che richiede anche un’acuta capacità di leggere e interpretare le complesse dinamiche sociali e culturali.
Nel suo intervento, il Rettore Maurizio Oliviero ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento come espressione della vitalità dell’Ateneo perugino. La ricerca, ha affermato, non è solo una visione del futuro, ma un potente strumento di giustizia sociale. Ha voluto ringraziare in particolare il Dottor Leonardo Alfonsi e tutto il team di Psiquadro per il loro impegno instancabile, che ha reso possibile la realizzazione di questa edizione. Il Magnifico Rettore ha voluto evidenziare come l’evento sia il frutto del lavoro corale di un’intera comunità, spesso composta da figure che agiscono dietro le quinte. A Perugia sono in programma ben 70 appuntamenti che coinvolgeranno circa 300 ricercatori, a dimostrazione di come la scienza sappia raccontare il mondo in modo profondo e multidisciplinare.
Oliviero ha inoltre espresso l’auspicio che la rete di SHARPER possa compiere un ulteriore salto di qualità, diventando un punto di riferimento non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Ha poi voluto dedicare un momento al progetto IUPALS e ai Corridoi Universitari con Gaza, ribadendo l’impegno dell’Ateneo nel coordinare una rete di solidarietà nazionale che ha già attivato 150 borse di studio per studenti palestinesi. Un’iniziativa che, come ha spiegato, è in procinto di veder nascere un vero e proprio corridoio umanitario per consentire a un primo gruppo di giovani di lasciare Gaza e proseguire gli studi in Italia.
La responsabilità sociale della ricerca è stata un concetto chiave anche nell’intervento della Direttrice Generale Anna Vivolo, che ha definito SHARPER come un’opportunità per l’Università di restituire alla collettività ciò che viene costruito ogni giorno nei laboratori e nelle aule. Anche l’assessore Andrea Stafisso ha lodato la capacità dell’Università di Perugia di integrarsi con il tessuto cittadino e le istituzioni locali, sottolineando che la ricerca è un motivo di orgoglio e un elemento fondamentale per costruire ponti e rafforzare il senso di comunità. A Terni, come ha ricordato il professor Stefano Brancorsini, l’evento è un’occasione preziosa per valorizzare il metodo scientifico e far conoscere la ricerca condotta nei dipartimenti del polo ternano.
Il professor Stefano Capomaccio ha usato una metafora suggestiva per descrivere la crescita di SHARPER, paragonandola al salto con l’asta: ogni anno l’asticella si alza di un centimetro e l’evento riesce a stupire con iniziative sempre nuove. Ha svelato alcune delle novità di questa edizione, tra cui un palco dedicato a performance e dimostrazioni dal vivo, esperienze immersive con i visori, e il progetto “Ricercando me”, un laboratorio di scrittura autobiografica che racconterà la dimensione umana e psicologica di chi fa ricerca. L’inclusione è un tema centrale, con collaborazioni che coinvolgono realtà diverse per far capire come la scienza possa essere a servizio di tutti.
Anche la valutazione dell’impatto dell’evento è una parte fondamentale del lavoro, come ha spiegato la professoressa Paola De Salvo, che ha sottolineato l’importanza di raccogliere dati per comprendere e migliorare le attività future. L’obiettivo è rafforzare il senso di comunità e appartenenza all’Ateneo.
Leonardo Alfonsi di Psiquadro, visibilmente emozionato, ha celebrato il ventennale della Notte Europea dei Ricercatori, sottolineando come l’iniziativa abbia saputo far crescere la cultura scientifica. La ricerca, ha detto, è un antidoto alla violenza e alla mistificazione, un motore di futuro e speranza. Un tema ripreso anche da altre figure.
Il programma di Perugia prevede un ricchissimo ventaglio di eventi che si svolgeranno tra Palazzo Murena e i Dipartimenti della zona della Conca, dalle ore 16 alle 24. Ci sarà lo SHARPER Stage, un palco per performance e giochi scientifici, e SHARPER Chef, una sfida culinaria tra studenti dell’IIS Patrizi-Baldelli-Cavallotti, guidati da ricercatori dell’Università degli Studi di Perugia. Il cibo, in questo contesto, diventa un punto d’incontro tra scienza e inclusione.
Tra le numerose collaborazioni con altre istituzioni, si segnalano quelle con l’Università per Stranieri di Perugia, il Perugia Social Film Festival – PERSO e l’Istituto di Istruzione Superiore Patrizi Baldelli Cavallotti. Inoltre, ci saranno eventi con l’ISTAT, la onlus Avanti Tutta, il CICAP e la Polizia scientifica.
Il coinvolgimento della comunità scolastica è una parte fondamentale del progetto, come dimostra Researchers@School, che ha già coinvolto oltre 10.000 studenti. A fine settembre, il Teatro del Pavone sarà teatro di un evento di rilievo: la Final Four nazionale di Sumo Science, un torneo che vede protagonisti i giovani comunicatori scientifici. Lo stesso teatro ospiterà anche la Final Four europea, riservata ai titolari delle borse Marie Curie, e la finale italiana di FameLab, un talent internazionale per la comunicazione scientifica. Questo appuntamento celebra i vent’anni del format ideato dal Cheltenham Science Festival e i quindici finalisti italiani si contenderanno un posto nella finale mondiale al CERN.
SHARPER non si limita agli eventi in presenza, ma sfrutta anche il potenziale del digitale. Il canale SHARPER, nato nel 2024, si arricchirà nel 2025 con nuovi brevi documentari dalle città che fanno parte della rete, un’evoluzione della Maratona e dell’Ultramaratona che dal 2020 hanno dato voce online a ricercatori e ricercatrici, unendo l’Italia della ricerca. Il progetto è sostenuto dalla Commissione Europea nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie.
L’Università degli Studi di Perugia è uno dei principali partner dell’iniziativa, coordinata dall’impresa sociale Psiquadro, che lavora in un consorzio che include, tra gli altri, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il centro della scienza Immaginario Scientifico, l’associazione Observa Science in Society e altre università italiane. Inoltre, oltre 200 istituzioni, partner culturali e atenei contribuiscono a rafforzare la rete nazionale.
Il programma completo delle iniziative perugine è disponibile sul sito ufficiale dell’evento. La notizia è stata diffusa dall’ufficio stampa dell’Università degli Studi di Perugia, che ha fornito un quadro dettagliato degli eventi in programma.

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