Marinelli si dimette da Afas: incarico durato 7 mesi

Marinelli si dimette da Afas: incarico durato 7 mesi

Tensioni interne e lavoro alla base della decisione

Damiano Marinelli ha lasciato la guida di Afas dopo meno di sette mesi dall’insediamento. L’imprenditore perugino, nominato lo scorso dicembre alla presidenza dell’Azienda speciale delle farmacie comunali di Perugia, ha rassegnato le dimissioni, aprendo un nuovo fronte di difficoltà per la sindaca Vittoria Ferdinandi, che dovrà ora procedere alla sostituzione.

Il suo addio – come M.N. su La Nazione – rappresenta un passaggio delicato per l’amministrazione comunale, che solo pochi mesi fa aveva affidato a Marinelli la direzione dell’ente, dopo un avviso pubblico pubblicato a novembre. Le motivazioni ufficiali dietro l’uscita anticipata fanno riferimento a nuovi impegni professionali, ma non mancano segnali di un clima interno complicato che avrebbe inciso sulla scelta.

Secondo quanto emerso, la gestione di Marinelli non è mai stata completamente serena. Fin dal suo arrivo, il rapporto con la dirigenza dell’azienda sarebbe stato caratterizzato da incomprensioni e contrasti, in particolare riguardo alla riorganizzazione degli incarichi apicali. Un confronto interno difficile, acuito da una certa rigidità nei rapporti interpersonali e da visioni diverse sulla direzione strategica da imprimere all’ente.

Marinelli, che lavora da anni nel settore farmaceutico attraverso la sua impresa “Farmamico”, attiva fuori regione, era subentrato a Francesco Diotallevi, presidente nominato durante la precedente amministrazione. La sua candidatura, scelta tra quelle pervenute al Comune, aveva suscitato alcune perplessità, soprattutto tra i consiglieri di opposizione, per un possibile conflitto d’interessi legato alla sua attività nel comparto. Tuttavia, nessuna violazione normativa è stata riscontrata, anche perché l’azienda privata non opera nel territorio umbro.

Con alle spalle una solida esperienza nella logistica e nella gestione operativa delle farmacie, Marinelli aveva tentato di imprimere un cambio di passo all’interno dell’Afas, cercando di rivedere alcuni assetti manageriali, ma il tentativo si è scontrato con una struttura già consolidata. Il progressivo logoramento del clima interno e la pressione degli impegni lavorativi esterni hanno quindi determinato una decisione inevitabile.

Il suo abbandono arriva in un momento cruciale per l’azienda, che gestisce un servizio pubblico essenziale sul territorio. Ora toccherà all’amministrazione comunale procedere con un nuovo avviso pubblico per individuare un successore in grado di garantire stabilità e continuità.

La vicenda si traduce in una complicazione per la giunta comunale, che puntava su Marinelli per rilanciare l’attività dell’Afas. La gestione delle farmacie comunali rappresenta un punto sensibile, non solo sotto il profilo sanitario, ma anche economico e sociale. La scelta del prossimo presidente dovrà quindi rispondere a criteri di solidità professionale e capacità di mediazione, elementi che in questo frangente sono apparsi determinanti.

Alla luce degli sviluppi, l’uscita di scena del presidente dimissionario apre interrogativi anche sull’effettiva sostenibilità dei modelli gestionali all’interno dell’ente. I contrasti interni e la difficoltà nel portare avanti cambiamenti strategici pongono infatti l’accento sulla necessità di una riflessione più ampia, che coinvolga anche i rapporti tra politica e governance tecnica.

Nel frattempo, Afas continuerà la sua attività sotto la guida dei vertici attualmente in carica, in attesa della nomina del nuovo presidente. La vicenda Marinelli lascia un segnale chiaro: l’Azienda speciale necessita di un equilibrio interno più solido per affrontare le sfide future.

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