Ho.re.ca, un comparto che rischia di non farcela

 
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Paola Fioroni

Ho.re.ca, un comparto che rischia di non farcela

“‘Risorgiamo Italia’, il manifesto di protesta degli imprenditori del settore HO.RE.CA. è il silenzioso grido di dolore di un comparto che rischia di non farcela. Imprenditori che ieri sera potrebbero aver alzato per l’ultima volta le loro saracinesche”. È quanto il consigliere regionale della Lega Paola Fioroni (vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria), sottolineando come alla protesta “a cui hanno aderito gli imprenditori delle strutture legate all’ospitalità, dalla ristorazione ai pubblici esercizi come bar, pub, pizzerie, pasticcerie, B&b, hotel e centri termali”.

“Una civile protesta – spiega Fioroni – avviata ieri sera alle 21 quando, per la prima volta dopo quasi due mesi di chiusura forzata, i ristoranti italiani hanno alzato le loro saracinesche, acceso le luci e apparecchiato un tavolo di fronte alle loro insegne per dimostrare che la ristorazione italiana è viva e vuole continuare a vivere. Protesta che prosegue oggi con la consegna simbolica delle chiavi ai sindaci delle proprie città in segno di richiesta di aiuto. Il comparto HO.RE.CA. comprende 350mila aziende che nel 2019 hanno fatturato per 87miliardi e dato lavoro a 1,2 milioni di persone. Un comparto che rischia ora una perdita del fatturato superiore al 70 per cento con un decremento occupazionale che potrebbe superare le 420mila persone: stime drammatiche che meritano sostegno e certezze da questo Governo”.

“Mi impegnerò – prosegue Fioroni – a raccogliere il loro segnale di malessere e la loro richiesta di aiuto perché le istanze degli imprenditori di questo strategico settore, fondamentale dal punto di vista turistico, siano ascoltate dalla Giunta regionale. Ma – – conclude -, senza l’intervento e il supporto concreto, reale e immediato del Governo, attraverso liquidità, specifiche misure, fondi mutualistici co-finanziati dall’Unione Europea ed un quadro normativo certo nella sua ragionevolezza, questo settore rischia il collasso, e si trascinerà dietro un prezioso patrimonio imprenditoriale su cui si regge un importante segmento della nostra economia regionale e nazionale”.

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