Errori giudiziari, indennizzi e imprese al centro del dibattito
La Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni ha ospitato la “Giornata della Giustizia Negata”, promossa dalla segreteria provinciale di Forza Italia. Un incontro che ha messo in luce dati, storie personali e conseguenze economiche di un sistema giudiziario percepito come lento e spesso iniquo.
L’apertura è stata affidata all’avvocato Gabriele Magno, presidente dell’Associazione nazionale vittime degli errori giudiziari. Ha ricordato come nel 2024 le Corti d’Appello abbiano definito 1.293 procedimenti di riparazione, con 589 accoglimenti pari al 45,6%. Quasi 600 cittadini hanno dimostrato di essere stati privati della libertà senza motivo, con indennizzi complessivi di 26,9 milioni di euro. Ogni giorno di detenzione ingiusta vale mediamente 250 euro, ma restano fuori dai conteggi centinaia di persone che non riescono ad accedere al rimborso.
Il racconto personale di Lamberto Marcantonini, ex sindaco di Bettona, ha dato voce al peso umano di processi conclusi con assoluzione ma senza risarcimento: quattro procedimenti, spese legali a carico e conseguenze sulla salute dal 2012.
Sul piano tecnico, l’avvocato Simone Pasqualoni ha descritto la lunga trafila tra sentenza e pagamento: da 12 mesi a oltre 2 anni e mezzo. Nel 2024, su 589 accoglimenti, solo 552 liquidazioni sono state effettuate; 37 persone attendono ancora. Dal 2018 al 2024 si contano 4.920 casi e oltre 220 milioni di euro spesi, con tempi definiti “eterni”.
Il segretario regionale dei giovani di FI, Edoardo Pannacci, ha posto l’accento sugli effetti economici: liquidità bloccate, credito più difficile, tassi bancari più alti e investimenti frenati. Ha ricordato che la durata media di un processo civile in Italia è di 2000 giorni, con il primo grado che richiede circa 488 giorni.
La giornata, coordinata da Fiammetta Modena, ha richiamato anche il valore simbolico del 21 novembre 1994, quando l’avviso di garanzia a Silvio Berlusconi segnò un passaggio cruciale. Per Forza Italia, la “Giustizia Giusta” resta un principio fondante, perché chiunque può diventare vittima di un errore giudiziario.
La Corte d’Appello di Perugia ha registrato nel 2024 9 nuovi procedimenti per ingiusta detenzione e ne ha definiti 23. Numeri che, dietro le statistiche, raccontano vite sospese e fiducia incrinata.

Commenta per primo