Crisi Treofan, Trafomec e Sangemini, Giunta si è già attivata

 
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Crisi Treofan, Trafomec e Sangemini, Giunta si è già attivata

Nella parte ‘Question time’ della seduta di oggi dell’Assemblea legislativa, il consiglieri Simona Meloni e Fabio Paparelli (Pd) hanno presentato l’interrogazione con cui chiedono “quali azioni la Regione intende intraprendere, in sinergia con il ministero dello Sviluppo Economico e le istituzioni locali, per garantire la continuità produttiva dello stabilimento Treofan di Terni, per tutelare l’occupazione dei lavoratori degli stabilimenti San Gemini e Amerino del gruppo Acque minerali d’Italia e di quelli della Trafomec, alla luce della costituzione della nuova società controllata ‘Trafomec Europe Tecnologies srl’, su cui confluirà anche il ramo d’azienda di Tavernelle”.

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Illustrando l’atto ispettivo, Meloni ha evidenziato che “la situazione della Treofan, storico stabilimento chimico di Terni, ed i gravi ed irrispettosi comportamenti tenuti dalla proprietà, il gruppo indiano Jindal, che dopo anni in cui ha tenuto sotto scacco lavoratori, sindacati ed istituzioni avanzando promesse sul rilancio del sito di Terni, ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento, dimostrando di aver compiuto un’azione meramente speculativa ai danni dei 150 lavoratori e del territorio. Servirebbero misure per bloccare chi arriva nel nostro Paese solo per prelevare know how e competenze senza lasciare nulla sui territori.

La crisi del gruppo Acque minerali d’Italia (Ami), che comprende anche i siti di San Gemini e Acquasparta, è una vicenda da cui dipende il futuro di circa 85 lavoratori. Nel 2014 la Sangemini fu acquistata dai Pessina, l’azienda impiegava 130 persone, fatturava 16milioni di euro e imbottigliava quasi 200milioni di litri di acqua all’anno. Il primo bilancio passivo nel 2018, anno in cui avvenne la fusione tra la Sangemini spa con la Norda spa e la Monticchio-Gaudianello spa e la creazione del gruppo Acque minerali italiane. Attualmente gli 85 lavoratori sono soggetti a rotazioni di turni di cassa integrazione, con tagli evidenti sui salari e gli stipendi.

Da luglio la società, che ha debiti totali per circa 175 milioni (70 dei quali verso le banche), è finita in concordato preventivo e ora si attende entro fine anno la presentazione di un piano concordatario al Tribunale di Milano, in attesa del quale la società AMI ha annunciato ristrutturazioni aziendali per tutti i siti del centro-sud. Inoltre è già arrivata una formale manifestazione d’interesse per acquisire il marchio San Gemini-Amerino, da parte di una holding romana. In merito alla Trafomec di Tavernelle si è aperta invece da qualche giorno una nuova fase nella vertenza dell’azienda che conta circa 100 lavoratori nel settore manifatturiero, specializzato in trasformatori.

Dopo le numerose iniziative di mobilitazione messe in campo dai lavoratori, il 20 ottobre, a seguito di un incontro presenziato dal presidente della società Xiangxiong Cao e i sindacati, è stata annunciata la notizia della costituzione di una nuova società controllata, di diritto italiano, dal nome ‘Trafomec Europe Tecnologies Srl’, che sarà presieduta da Giancarlo Elia Valori, noto dirigente industriale già alla guida, tra le altre cose, di Autostrade per l’Italia. All’interno di questa nuova società confluirà anche il ramo d’azienda che include il sito di Tavernelle. Intanto i sindacati hanno rassicurato i lavoratori sul pagamento degli ultimi tre stipendi arretrati entro la fine dell’anno”.

L’assessore Michele Fioroni ha risposto che “l’Umbria è molto esposta per fattori di debolezza infrastrutturale. Il caso Treofan è un atto di pirateria di una azienda che ha tenuto un atteggiamento irrispettoso verso lo Stato Italiano e la Regione Umbria.

L’azienda, dopo aver firmato un accordo al ministero, decide di liquidare uno stabilimento a causa di una trimestrale di cassa in rosso. Stiamo valutando come procedere a livello legale verso un’azienda che ha usufruito di benefici finanziari europei. Il commissario liquidatore ha già inviato le lettere di licenziamento a 143 operai ma questa non è una vertenza locale quanto nazionale.

La sfida del polo di Terni è quella chiave, da cui ripartire. Stiamo lavorando su un acceleratore sui biomateriali a Terni, per generare nuove competenze sulla chimica verde. E bisognerebbe puntare anche sul settore del magnetico, legato a comunque a quello dei trasformatori. Serve una scelta di prospettiva, per arrivare ad una specializzazione che consenta di creare un nuovo paradigma per questa regione. La Sangemini ha una situazione debitoria drammatica ed ha presentato una richiesta di concordato in bianco.

La Regione ha chiesto la convocazione di tavoli nazionali e stiamo cercando di intercettare tutte i possibili interessi imprenditoriali, ma gli spazi di manovra sono molto limitati. La tensione sociale è rilevante ed abbiamo chiesto alla proprietà di ascoltare le istanze di un gruppo di lavoratori che ha a cuore il marchio e l’azienda. Sulla Trafomec, la Regione è stata impegnata fin dall’inizio, da quando emerse un problema per il pagamento delle tredicesime. Abbiamo avuto interlocuzioni con il nuovo assetto societario, basato su un capitale di oltre un milione di euro. Nella nuova società non confluirà solo il sito di Tavernelle”.

Fabio Paparelli ha replicato dicendosi “parzialmente soddisfatto sulle scelte operate dalla Giunta per Treofan, dove bisogna costringere l’azienda a vendere e restituire il marchio. Nel Ternano c’è da attivare l’area ai crisi complessa, che rappresenta un elemento importante anche nei confronti del Governo. Un disegno di re-industrializzazione esisteva ma andava seguito. Sulla Sangemini bisogna chiedere il rispetto degli accordi, altrimenti vanno revocate le concessioni. Sulla Trafomec, bene l’interlocuzione con il nuovo gruppo, ma su quell’area va recuperato il patto da me stipulato con Enel per la riqualificazione di quel sito, fermo ad un anno e mezzo fa”.

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