Il museo del Perugia dedicato a Carlo Giulietti

Una cerimonia commovente ha intitolato il museo del Perugia alla memoria di Carlo Giulietti, figura storica del club biancorosso.

Il museo del Perugia dedicato a Carlo Giulietti

Il museo del Perugia dedicato a Carlo Giulietti

Il museo del Perugia – Il Museo del Perugia Calcio è stato ufficialmente intitolato alla memoria di Carlo Giulietti, storico tifoso e fondatore, figura emblematica per la storia della squadra biancorossa. La cerimonia, tenutasi questa mattina, ha visto la partecipazione di numerosi tifosi, amici e rappresentanti del mondo calcistico, rendendo omaggio a un uomo che ha vissuto per più di sei decenni al fianco del Grifo.

Carlo Giulietti è stato testimone e protagonista di oltre 64 stagioni del Perugia, accompagnando la squadra in ogni categoria, dai dilettanti alle trasferte europee. Un legame indissolubile, una passione che ha segnato la sua vita fino al suo ultimo giorno. Oggi, in segno di riconoscimento per il suo straordinario contributo alla conservazione della storia calcistica perugina, il museo che ha contribuito a costruire porta il suo nome, un simbolo della sua dedizione.

Tra i presenti alla cerimonia, amici e famigliari di Giulietti hanno partecipato in modo sentito. La signora Ceccarini e Sabrina Curi hanno rappresentato il lato più personale e affettuoso del ricordo, mentre per il Perugia Calcio erano presenti il direttore generale sportivo Mauro Meluso e il direttore sportivo Jacopo Giugliarelli. La cerimonia è iniziata con un ricordo da parte di Padre Mauro, che ha esortato i presenti a ricordare Giulietti con un sorriso, come avrebbe voluto lui: “Se potesse essere qui oggi, Carlo direbbe grazie ad ognuno di noi”.

Il presidente del club, Javier Faroni, ha voluto sottolineare l’importanza storica di questo evento: “Per noi è un onore avere un museo che racconta la nostra ricca storia calcistica. Questo è un omaggio a Carlo Giulietti, che ha dedicato la sua vita alla costruzione di questo spazio, e a tutto il suo lavoro”. Faroni ha poi annunciato l’impegno del club per l’ampliamento del museo, per far sì che la storia del Perugia venga conosciuta da tutti gli appassionati di calcio del mondo.

Hernan Garcia Borras, direttore generale, ha sottolineato l’importanza della giornata e ha spiegato come la decisione di intitolare il museo a Giulietti sia stata naturale dopo aver approfondito la sua storia. “Era impossibile non rendere omaggio a un uomo che ha tanto dato per questo museo e per il nostro club”, ha dichiarato Garcia Borras.

Il riconoscimento di Giulietti è stato accompagnato anche dalle parole dell’assessore allo sport del Comune di Perugia, Pierluigi Vossi, che ha espresso la sua commozione per il legame tra la città e la squadra, un legame che dura da decenni. “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro. Grazie a Carlo e al suo lavoro, oggi possiamo guardare con orgoglio al nostro passato e al futuro del Perugia Calcio”.

Anche Elio Clero Bertoldi, storico giornalista perugino e grande amico di Giulietti, ha voluto omaggiare la figura di Carlo con una lettera letta da Roberto Fratini: “Giulietti merita questo riconoscimento per il suo amore incondizionato per il Perugia e per aver dato vita a qualcosa che resisterà nel tempo. Se fosse stato vivo, avrebbe voluto condividere questo premio con gli amici che lo hanno accompagnato in questa grande impresa”.

La cerimonia ha visto anche il commovente intervento di Marilù, moglie di Carlo, che ha raccontato l’emozione per l’affetto ricevuto e ha condiviso un ricordo del marito, legato all’ultimo cimelio che lui stesso aveva raccolto prima della sua morte: un quadro di Hidetoshi Nakata, simbolo della passione per il calcio che ha attraversato tutta la sua vita.

Claudio Giulietti, fratello gemello di Carlo, ha raccontato aneddoti personali legati alla loro infanzia e ai loro primi incontri con i giocatori del Perugia. Ricordando il periodo in cui, ai tempi dei mister Guido Mazzetti e Lino Spagnoli, i due fratelli anticipavano il pranzo per incontrare i giocatori al ristorante Trasimeno, proprio nel cuore di Perugia.

Un momento molto speciale è stato l’esposizione di cimeli storici del club, tra cui un pallone da calcio del 1938, un Grifo in legno donato da Sergio Ragni e due maglie della nazionale giapponese appartenute a Hidetoshi Nakata. Questi oggetti, che raccontano la storia del club e del calcio in generale, sono diventati parte integrante di un museo che ora porta il nome di Carlo Giulietti.

Concludendo la cerimonia, Claudio Giulietti ha raccontato la passione e la dedizione del fratello, che ha speso la sua vita per il Perugia e per il Perugia Calcio, dando vita a un museo che sarà per sempre un punto di riferimento per la città e per tutti gli amanti del calcio. Il legame tra il club e la città di Perugia è più forte che mai, e questo museo rappresenta la memoria di un uomo che ha vissuto per il Grifo, facendo parte della sua storia.

L’intitolazione del museo a Carlo Giulietti è quindi un atto di giustizia, un tributo a un uomo che ha vissuto e respirato la passione per il Perugia fino all’ultimo giorno della sua vita. La sua eredità, ora custodita nel museo, continuerà a vivere nel cuore di tutti coloro che amano il calcio e la città di Perugia.

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