Non fa i corsi di formazione, il giornalista Italo Cicci, in pensione, censurato a 96 anni, la rabbia della figlia Marta

Non fa i corsi di formazione, il giornalista Italo Cicci, in pensione, censurato a 96 anni, la rabbia della figlia Marta

Non fa i corsi di formazione, il giornalista Italo Cicci, in pensione, censurato a 96 anni, la rabbia della figlia Marta

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che la giornalista Marta Cicci ha inviato al Presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, Mino Lorusso, dopo aver appreso della censura del padre Italo per non aver fatto i  corsi di formazione continua.

Gentile Presidente, 
scrivo per segnalarle che il Collegio di disciplina n. 7 del Consiglio di disciplina territoriale dell’Umbria ha inviato alla mia Pec la delibera della sanzione disciplinare di “censura” che ha comminato a mio padre Italo Cicci per aver disatteso gli obbighi formativi. Alla lettura della pec sono rimasta stupita e indignata.

Il comportamento del Collegio: ha violato la mia privacy e quella di mio padre; testimonia totale ignoranza rispetto alla validità legale della notifica (non essendo stata ricevuta dall’effettivo destinatario è nulla); solleva fondati dubbi sulla competenza dei componenti del Collegio, certificando come minimo una deplorevole sciatteria nella fase di istruttoria della pratica e nella deliberazione.

Mio padre è nato nel 1928, da più di 60 anni è iscritto all’Ordine dei giornalisti dell’Umbria (ancora oggi anela il suo bollino) e fa parte dei decani del Giornalismo umbro che hanno portato in alto il nome di questa regione e della nostra categoria, in particolare cone caporedattore della TGR parlamento e conduttore della prima rubrica in Rai di informazione parlamentare. Censurarlo perché a 96 anni non ha fatto i corsi di formazione mi sembra una cosa assurda e deplorevole.

Da oltre 20 anni infatti non esercita più la professione e peraltro in tale fattispecie non è previsto alcun obbligo formativo: (Regolamento per la formazione professionale continua degli iscritti dell’Ordine dei giornalisti ex art. 7 del d.P.R. 7 agosto 2012, n. 137. – Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 21 del 15 novembre 2020 – Art. 2, comma 5 “Fermo restando l’art. 13 del presente Regolamento, sono esentati dall’obbligo formativo coloro che sono in quiescenza a condizione che non svolgano alcuna attività giornalistica”).

E’ comunque mia precisa scelta non farlo partecipe di quanto accaduto per evitargli un dispiacere. Chiudo questa missiva confidandole che rimango in qualche modo affascinata da questo sublime esempio di inintelligente burocratismo che sarà mia cura far conoscere a tutti i colleghi umbri. Tanto le dovevo per le auspicabili iniziative che, a tutela di tutti gli iscritti, intenderà assumere per ricondurre i comportamenti del Collegio di disciplina nel loro alveo intelligentemente burocratico.

2 Commenti

  1. 20 minuti di applausi alla figlia e altri 20 al babbo. Spero pubblicherete la reazione di Mino che sarà sicuramente all’oscuro…!

  2. complimenti Marta, condivido la tua posizione e manifestazione di competenza,
    un abbraccio affettuoso al “papa’”

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