Strada Perugia-Ancona piano salvataggio Astaldi non rassicura affatto

Strada Perugia-Ancona piano salvataggio Astaldi non rassicura affatto

Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) torna a parlare della strada ‘Perugia-Ancona’, evidenziando come “il Piano di salvataggio del Gruppo Astaldi (general contractor per Quadrilatero), presentato dalla Società Salini, non contiene buone notizie per le numerose imprese Umbro – Marchigiane da mesi in attesa di riscuotere crediti per oltre 40 milioni di euro”. Smacchi, nell’esprimere la sua preoccupazione, esprime comunque soddisfazione per aver ottenuto la convocazione urgente dell’Amministratore di Quadrilatero, Guido Perosino, che sarà ascoltato in una seduta congiunta di Prima e Seconda e Commissione, il prossimo lunedì 18 febbraio a Palazzo Cesaroni.

Piano di salvataggio del Gruppo Astaldi

“Il Piano di salvataggio del Gruppo Astaldi, presentato dalla Società Salini, non contiene buone notizie per le numerose imprese Umbro – Marchigiane, da mesi in attesa di riscuotere crediti per oltre 40 milioni di euro”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) parlando della strada ‘Perugia-Ancona’: “degli ormai 8 mesi di blocco dei cantieri sul tratto umbro – marchigiano, dovuto al mancato pagamento dei lavori e delle forniture di materiale da parte del gruppo Astaldi, general contractor per Quadrilatero, finito in disgrazia finanziaria con tanto di concordato in continuità”.

Prevede 225 milioni di Euro di aumento di capitale

ANDREA SMACCHI

Smacchi, nell’esprimere tuttavia soddisfazione per aver ottenuto la convocazione urgente dell’Amministratore di Quadrilatero, Guido Perosino, in audizione in una seduta congiunta di Prima e Seconda e Commissione lunedì 18 febbraio a Palazzo Cesaroni, rimarca come “l’offerta di Salini e il relativo piano di salvataggio del Gruppo prevede 225 milioni di Euro di aumento di capitale necessari per far rivivere l’azienda e completare le opere rimaste in sospeso, ma prevede anche che i debiti rimangano in carico al concordato e quindi sulle spalle dei creditori che verranno pagati in percentuale con l’emissione di azioni e obbligazioni della stessa Astaldi”.

Quello che incute più timore

“Proprio quest’ultimo aspetto – spiega Smacchi – è quello che incute più timore e pesa di più sulle imprese costruttrici che, dopo l’incontro di 15 giorni fa a Fabriano alla presenza dei due Presidenti di Regione, dei sindacati di settore e dell’amministratore di Quadrilatero, avevano lanciato un vero e proprio ultimatum alla scadenza del quale (16 febbraio) sarebbero state messe in campo anche clamorose azioni di protesta”.

E il Ministro Toninelli?

“L’attesa di una qualche dichiarazione – continua Smacchi-, magari di soli intenti, magari solo per fissare un incontro, da parte del ministro Toninelli, ieri in visita al viadotto Puleto sulla E45, è però stata vana e senza novità sostanziali. Del resto è da novembre che le aziende invischiate nella questione attendono risposte o quanto meno la convocazione del Tavolo ministeriale annunciato dallo stesso Ministro.

Non rassicura per niente le imprese umbre

In tale quadro, poi, non rassicura per niente le imprese umbre – marchigiane il decreto del tribunale fallimentare che ha riconosciuto ad Astaldi la possibilità di rescindere consensualmente i contratti e rinegoziare nuovi accordi. Si tratta di un’operazione che mira a dividere in maniera netta la fase del concordato e quindi del pagamento in percentuale dei debiti, rispetto a quella dei nuovi contratti per il completamento dei lavori ancora incompiuti della Perugia – Ancona”.

Convocazione urgente dell’Amministratore di Quadrilatero

“Per tutte queste ragioni – spiega Smacchi -, ho richiesto e ottenuto la convocazione urgente dell’Amministratore di Quadrilatero, Perosino, di cui la Regione Umbria è socia, affinché tutta l’Assemblea legislativa si assuma la responsabilità di mettere in campo le pressioni e le azioni necessarie per evitare che imprese e famiglie umbre e marchigiane possano essere messe in ginocchio da una normativa e da un sistema che – conclude -, invece che creare ricchezza e sviluppo ha finito, nel caso della Perugia – Ancona, per creare debiti e disperazione”.

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