Piccolo imprenditore, uno dei tanti, scrive a Giuseppe Conte

Stavamo piano piano rialzando la testa quando all’improvviso è arrivato Covid19

 
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Piccolo imprenditore, uno dei tanti, scrive a Giuseppe Conte

Piccolo imprenditore, uno dei tanti, scrive a Giuseppe Conte

di Emanuele Cè
Caro prof.re Giuseppe Conte, chi le scrive è uno dei tanti piccoli imprenditori Italiani che si trovano ad affrontare una crisi non prevista che potenzialmente potrebbe avere esiti drammatici per la nostra economia. Quasi certamente, tanti piccoli imprenditori, si troveranno a chiudere la loro partita iva nell’oblio più assoluto poiché le loro voci sono troppo deboli per essere ascoltate.

Come lei saprà il 95% delle imprese manifatturiere Italiane sono costituite da meno di 10 addetti, mentre solo il 4.5% impiegano dai 10 ai 49 addetti e pertanto questo 99.5% possiamo ben dire che è ciò che costituisce l’ossatura del nostro sistema economico senza il quale non basterebbero i pochi colossi presenti nel ns paese a far funzionare le cose.

La grande percentuale di chi fa la vera economia in Italia non ha voce in capitolo come una ArcelorMittal , tanto per fare nomi, capace di inviare nei tavoli che contano i propri rappresentanti.

La grande percentuale di chi come me lavora in Italia lavora e basta, accettando passivamente tutto ciò che può ostacolarci e senza crearvi mai nessun tipo di problema.

Ma in questa grande fetta del nostro tessuto economico risiedono anche tante eccellenze apprezzate forse più all’estero che qui da noi.

E non a caso pochi giorni fa gli amministratori di BMW, DAIMLER e VOLKSWAGEN hanno tenuto una riunione di crisi con la Merkel invitandola ad essere più europeista e soprattutto a sostenere l’Italia senza la cui industria manifatturiera, eccellenza nella componentistica, non potranno ripartire.

Già è proprio così: se ci fermiamo noi pure i tedeschi ne risentirebbero perché vede prof. Conte noi Italiani siamo i migliori in Europa nella subfornitura meccanica e le prospettive future, prima del Coronavirus, iniziavano per noi a schiarirsi….si stava intravvedendo la famosa luce in fondo al tunnel ( perché non so se voi politici ve ne siete accorti ma prima di questo drammatico evento le imprese Italiane erano già in crisi da almeno un paio di anni…..già quelle famose crisi cicliche che a quanto sembra colpiscono ogni 10anni).

Prima del corona virus sembrava che si stesse andando verso un miglioramento anche perché, a quanto sembra, per la Germania non cè più tutta questa grande convenienza nel produrre in Cina visto e considerato che da 10anni a questa parte i stipendi dei lavoratori cinesi hanno superato quelli dei loro colleghi dell’est Europa e per questo motivo si stavano creando le premesse per rafforzare la loro supply chain qui da noi.

Stavamo piano piano rialzando la testa quando all’improvviso è arrivato Covid19. Già all’improvviso……proprio quando x noi occidentali le cose iniziavano a rimettersi sulla giusta carreggiata…..ma che tempismo questo Covid19!!!

Ora, non è per pessimismo, ma non mi sento di condividere ANDRA’ TUTTO BENE…….perchè io penso che se và tutto bene, così come voi state prospettando, saremo comunque ROVINATI.

Non voglio fare del vittimismo economico soprattutto per rispetto verso tutte quelle vittime la cui vita è stata stroncata da questo maledetto Covid19 …perché è stata una vera strage….una strage forse pure annunciata e, purtroppo, non sufficientemente ascoltata. Ma supereremo l’emergenza sanitaria e allora ci si paventerà di fronte un’altra emergenza che è appunto quella economica che forse fare pure essa altre vittime.

Questa è una certezza perché sappiamo che sarà così e in buona parte si stanno già consolidando tutte le premesse per innescare la tempesta perfetta. E allora bisognerebbe già prepararsi a questa tempesta ed è quello che state cercando di fare da circa due mesi a questa parte in parallelo allo svolgersi del problema sanitario. E cosa avete fatto?

La manovra epocale….. che francamente trovo difficile capire cosa di epocale abbia: forse un altro grande debito ancora una volta sulle spalle dei cittadini e delle imprese? Sicuramente quello sarà epocale.

Non voglio entrare nel merito dell’assegno pari a 600€ a partita iva che, per i pochi che sono riusciti a prenderlo, è più un insulto che un vero aiuto. Vorrei invece entrare nel merito di come lei, con il suo governo, ha nell’insieme concepito quello che a suo avviso è un aiuto alle imprese. Una “potenza di fuoco mai vista” così da voi definita questa manovra da 750miliardi di euro.

Ma può essere definito un aiuto alle imprese se in definitiva trattasi solo che di un prestito??? Questo non è un aiuto ma un prestito! Potete infiocchettarcelo come volete (non chiediamo garanzie….ma non è proprio così; il tasso e quasi zero…ma lo era anche prima del virus; iniziate a pagarlo tra due anni…..ma comunque dovrete rimetterlo tutto) ma sempre un prestito è!!

E quando un’azienda accetta un prestito SI INDEBITA!!!! E oggi le nostre imprese non hanno bisogno di altri debiti perché riusciamo con difficoltà a pagare quelli che già avevamo prima del Covid19!!!

Questo lei lo chiama DECRETO IMPRESE? Indebitare ancora le aziende Italiane lei lo chiama CURA ITALIA? Questo decreto è un decreto non per aiutare le aziende ma per rinforzare ancora di più le banche facendole sempre di più entrare nella compagine sociale delle aziende stesse! E veramente snervante constatare come al governo risiedano così alti personaggi come lei che alla fine producono così basse soluzioni.

Queste sono pessime soluzioni che porteranno la nostra economia verso una decrescita che inevitabilmente ci farà fare un salto indietro di almeno 20anni!

Non basterà il GOLDEN POWER per proteggere le nostre aziende se non si creano per le aziende stesse i presupposti per farle VIAGGIARE SNELLE E LEGGERE!

Prof.Conte lei sa bene a che livello è la pressione fiscale sulle nostre imprese: tra le più alte in Europa se non nel mondo! Aggiunga altri fardelli sulle nostre spalle, fardelli chiamati DEBITI, e non ce la faremo più a camminare sulle nostre gambe.

Questi 750miliardi di euro che la comunità europea le ha concesso ( anche se non cè certezza nemmeno di questo o per lo meno non è ben chiaro quale sarà il pegno da pagare poi) non li dia a noi aziende sotto forma di prestiti. Colga l’occasione per varare una manovra mai vista prima.

Una vera manovra epocale! Fissi un tetto di retribuzione massima per tutti quei dipendenti statali privilegiate (politici compresi) che non superi la soglia di 5000€ netti al mese. Credo che con 5000€ al mese netto in busta si possa vivere una vita abbastanza agiata visto e considerato che noi dovremmo sbarcare il lunario con l’assegno da 600€.

Approfitti di questa situazione straordinaria per promuovere e mettere in atto la famosa SPENDING REVIEW così tanto sbandierata anche dai suoi predecessori ma senza chè abbia mai trovato nessuno che abbia avuto il coraggio di applicarla.

Approfitti ora di questa situazione per farla lei e come capo di governo passerà alla storia della nostra magnifica Repubblica. I 750 miliardi concessi non li consumi a pioggia con erogazioni insignificanti poiché, così facendo, non sortiranno nessuno effetto sull’economia.

Li incameri nelle casse dello Stato e che servano a pagare la cassa integrazione per i nostri dipendenti e se vuole veramente aiutare le aziende allora proclami una FREE TAX su tutto il territorio nazionale per almeno due anni.

Una FREE TAX che sollevi tutte le aziende dal pagamento di tutte le imposte dirette compresi i contributi dipendenti. Questo sarebbe un vero aiuto alle imprese. Questa sarebbe una vera cura per l’Italia. Una manovra epocale mai vista prima e che la glorificherebbe come primo capo del governo capace di una cura così straordinaria e mai vista prima.

Con una manovra così impostata lei non può immaginare, solo a livello psicologico, quanta carica darebbe a noi imprenditori oltre che guadagnare la fiducia degli Italiani. Ci lasci lavorare; ridia l’economia in mano agli imprenditori togliendola alla politica e alle banche. Crei il terreno fertile dentro il quale siamo capaci di prosperare e allora sì che ANDRA’ TUTTO BENE. E.C.

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