Occupazione in aumento e segnali solidi per l’Appennino
I dati diffusi dall’Istat relativi al mercato del lavoro di novembre 2025 delineano un quadro che viene interpretato come un segnale di consolidamento per l’intero Paese e, in modo particolare, per le aree interne dell’Appennino centrale. Il tasso di disoccupazione sceso al 5,7 per cento, la riduzione significativa della disoccupazione giovanile e la crescita costante degli occupati negli ultimi tre anni rappresentano indicatori che confermano un’evoluzione positiva, sostenuta da politiche che stanno producendo effetti misurabili.
Il Commissario Straordinario alla ricostruzione del sisma 2016, Guido Castelli, sottolinea come questi numeri assumano un valore ancora più rilevante nei territori che hanno affrontato negli anni una doppia fragilità: quella derivante dai danni materiali del terremoto e quella legata al progressivo indebolimento economico. Per lungo tempo, molte comunità dell’Appennino hanno visto ridursi le opportunità, soprattutto per i giovani, con un conseguente aumento dello spopolamento.
Oggi, secondo Castelli, emergono segnali concreti di inversione di tendenza, grazie a una domanda di lavoro che cresce in modo trasversale e coinvolge uomini, donne e under 24. L’aumento degli occupati nelle fasce più giovani viene considerato un indicatore particolarmente significativo, perché testimonia che anche i territori più fragili stanno tornando a generare prospettive professionali credibili.
Il Commissario annuncia inoltre la prossima pubblicazione di una nota di approfondimento dedicata all’andamento occupazionale nel cratere 2016, con l’obiettivo di fornire un quadro dettagliato dell’evoluzione in corso. La ripresa, osserva, è strettamente legata all’avanzamento della ricostruzione materiale, ai cantieri che continuano ad aprirsi e alla strategia di sviluppo sostenibile che accompagna gli interventi strutturali.
In questo contesto si inserisce il programma Next Appennino, considerato una leva strategica per trasformare la ricostruzione in un processo di rigenerazione economica e sociale. Il sostegno agli investimenti produttivi, alla nuova imprenditorialità e all’occupazione qualificata sta contribuendo a creare condizioni più favorevoli affinché i giovani possano restare o tornare a vivere e lavorare nei territori colpiti dal sisma.
Il contrasto allo spopolamento, conclude Castelli, passa attraverso servizi moderni, lavoro stabile, formazione mirata e una rete di opportunità che renda competitivo e attrattivo l’Appennino centrale. La combinazione tra ricostruzione fisica e rilancio economico viene indicata come la chiave per restituire continuità e futuro alle comunità che dal 2016 affrontano un percorso complesso ma oggi sostenuto da segnali di crescita più solidi.

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