Gli agricoltori indignati, ecco una seconda protesta dopo quella di Coldiretti

Gli agricoltori indignati, ecco una seconda protesta dopo quella di Coldiretti

Gli agricoltori indignati, ecco una seconda protesta dopo quella di Coldiretti. Piazzale del Bove riempito di trattori, quello degli Agricoltori Indignati. Oggi oltre 40 agricoltori con i trattori si sono radunati a Piazzale del Bove per un’altra protesta e poi tutti insieme sono ripartiti in marcia fino in centro storico, attraversando la città, passando dell’assessorato all’agricoltura, al Broletto, per poi salire in piazza Italia, proprio davanti alla sede del consiglio regionale. E poi l’assemblea degli agricoltori delle ore 18:30.

«Siamo Agricoltori Umbri – hanno detto -, in difficoltà perché danneggiati dalle politiche agricole attuali. Molte aziende hanno già chiuso, spesso assorbite da grandi gruppi agro-industriali. La nostra protesta spontanea nasce perché non sempre siamo stati rappresentati adeguatamente dalle Associazioni di Categoria. E’ ora che si sveglino!»

Dopo le bandiere gialle e verdi di ieri, infatti, oggi è stato il giorno dei piccoli produttori, le imprese più giovani, il biologico umbro che si sente poco rappresentato dagli organismi di categoria. Per la prima volta gli agricoltori sono scesi in piazza senza le associazioni di categoria.

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Gli Agricoltori Indignati chiedono ad Agea, a fronte di 3 anni di ritardo accumulati nei pagamenti, lo sblocco immediato dei pagamenti comunitari con date certe.

Alla Regione Umbria: ad oggi su 600 domande di insediamento giovani agricoltori, solo circa il 25% sono state accettate.

«Finanziare i giovani in agricoltura – hanno detto – significa combattere la disoccupazione giovanile. Solo 7 Aziende su 392 hanno preso il 50% dei fondi (MISURA 4.1.1 2016), ignorando aziende che avevano bisogno di investimenti molto più modesti. Perché non è stato introdotto un tetto massimo di contribuzione per una più equa distribuzione degli aiuti? Si parla di semplificazione burocratica, quando da anni si vive una complicazione insopportabile della burocrazia?» Questi i principali motivi che hanno spinto gli agricoltori indignati. Assente, nella protesta, l’assessore regionale all’agricoltura Fernanda Cecchini

Mentre monta la protesta, l’assessore Cecchini a far sapere che mercoledì ci sarà un nuovo incontro con il Tavolo Verde. All’ordine del giorno lo stato di avanzamento del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 e le proposte da avanzare in sede di comitato di sorveglianza del Psr che si riunirà a Perugia il 21 giugno. Seguirà, alle ore 12.30, il Tavolo Verde allargato alle associazioni di impresa del settore del turismo per esaminare la proposta di regolamento per le attività agrituristiche.

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