Umbria Danza Festival 2026 fa Perugia palco diffuso urbano

Umbria Danza Festival 2026 fa Perugia palco diffuso urbano
Corpi Liturgici _ ph. Francesco Guerra

Danza urbana, dieci giorni tra Perugia e quartieri vivi

Perugia, 27 maggio 2026 – Umbria Danza Festival 2026 torna a Perugia dall’11 al 21 giugno con la sua quinta edizione e un programma che punta a trasformare la città in un grande palcoscenico diffuso. In dieci giorni sono previsti 32 spettacoli, 20 compagnie di cui 4 straniere, 1 produzione, 16 anteprime e prime nazionali, 3 progetti itineranti, 10 spazi coinvolti e 10 masterclass. Il festival, diretto da Valentina Romito, si conferma così come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla danza contemporanea e alla creazione urbana.

L’edizione 2026 nasce attorno al tema “TIME. TAKE YOUR TIME BACK”, una riflessione sul tempo della scena, delle relazioni e dell’ascolto reciproco. Il cuore del progetto è il corpo, inteso come presenza viva nello spazio pubblico e come strumento di relazione con la comunità. Per questo il festival sceglie di uscire dai luoghi teatrali tradizionali e di attraversare borghi, piazze, quartieri, mercati, campi agricoli e infrastrutture urbane come il Minimetrò, costruendo un dialogo costante tra danza e città.

Il cartellone di Umbria Danza Festival 2026 intreccia nomi affermati della scena internazionale e nazionale con giovani autori e realtà radicate nel territorio umbro. Le 20 compagnie coinvolte arrivano da Italia, Francia, Germania, Australia e da altri contesti europei, portando a Perugia linguaggi coreografici differenti ma accomunati da una forte attenzione alla relazione con lo spazio e con il pubblico.

Il festival si presenta come un vero incrocio di sguardi: da un lato le grandi produzioni, dall’altro i progetti site-specific e le creazioni pensate per quartieri e periferie. Il programma alterna spettacoli in sala, performance all’aperto, percorsi itineranti con cuffie wireless, azioni partecipative e momenti formativi. Le 10 masterclass sono rivolte a danzatori, studenti, operatori culturali e cittadini interessati a sperimentare pratiche di movimento e di ascolto del corpo.

Secondo la direttrice artistica Valentina Romito, l’obiettivo è riportare i corpi al centro del discorso collettivo, facendo della danza un gesto civile e condiviso. Il festival diventa così un laboratorio urbano in cui artisti, abitanti, istituzioni e associazioni collaborano per ripensare l’uso degli spazi e il modo di stare insieme.

Umbria Danza Festival 2026 si svolge dall’11 al 21 giugno nel capoluogo umbro, con un calendario che distribuisce gli appuntamenti tra centro storico e aree periferiche. L’Arena Borgo Bello è il cuore pulsante del festival: uno spazio simbolico di incontro e aggregazione che, per l’occasione, si trasforma in una vera piazza della danza contemporanea. Qui si concentrano alcune delle serate principali, con spettacoli che mettono in dialogo generazioni e poetiche diverse.

Tuttavia, il festival si definisce soprattutto attraverso il suo movimento continuo. Gli spettacoli e i progetti attraversano Ponte San Giovanni, Fontivegge, via Birago, Piazza IV Novembre, la Terrazza del Mercato Coperto, il Minimetrò di Pian di Massiano, campi agricoli e paesaggi rurali. Ogni luogo viene scelto e abitato in modo specifico, con creazioni che nascono a partire dalle caratteristiche architettoniche, sociali e simboliche degli spazi. In questo modo Perugia viene raccontata come una città in trasformazione, capace di aprire le proprie piazze e i propri quartieri a nuove forme di partecipazione culturale. Dal centro alle periferie, la danza diventa un filo che collega comunità diverse, invitando il pubblico a spostarsi, a cambiare punto di vista, a vivere la città in modo attivo.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è il tempo. Non solo il tempo scenico, ma anche quello quotidiano, sociale e politico. Il claim “TIME. TAKE YOUR TIME BACK” invita a ripensare il ritmo delle giornate, la qualità delle relazioni e la possibilità di fermarsi per condividere un’esperienza artistica nello spazio urbano. In un contesto segnato da accelerazioni continue, il festival propone la danza come occasione per rallentare, osservare, ascoltare.

Le parole di Valentina Romito sottolineano la centralità dei corpi che abitano strade e piazze per incontrarsi. La danza, in questa prospettiva, non è solo spettacolo, ma anche strumento di coesione sociale e di cura dei luoghi. La presenza fisica dei performer e del pubblico contribuisce a rendere vivi e presidiati gli spazi urbani, con ricadute anche sul piano della percezione di sicurezza e della qualità della vita nei quartieri.

Questa visione è condivisa dalle istituzioni che sostengono il festival. Il vicepresidente e assessore alle Politiche culturali della Regione Umbria, Tommaso Bori, sottolinea come la crescita culturale sia un fattore di mobilità sociale e di sviluppo delle comunità. L’assessore allo Spettacolo dal vivo e creatività urbana del Comune di Perugia, Fabrizio Croce, evidenzia invece l’importanza di riempire le piazze di contenuti di alto livello, rendendo gli spazi pubblici vivi e sicuri. Umbria Danza Festival si inserisce così in una strategia più ampia di rigenerazione urbana attraverso la cultura.

Tra gli appuntamenti più attesi spicca “Corpi Liturgici” della Compagnia Zappalà Danza, in scena l’11 giugno alla Galleria Nazionale dell’Umbria in prima nazionale. La nuova creazione di Roberto Zappalà è dedicata a San Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo, e mette in dialogo spiritualità, natura e fisicità. La scelta della Galleria Nazionale come luogo di debutto rafforza il legame tra danza e patrimonio artistico. I corpi dei danzatori si muovono tra opere e architetture, costruendo una liturgia laica che interroga il rapporto tra uomo, ambiente e trascendenza. La coreografia lavora su gesti essenziali, ripetizioni, sospensioni, cercando una dimensione di ascolto profondo che rispecchia il tema generale del festival. “Corpi Liturgici” rappresenta uno dei vertici del programma, sia per la rilevanza della compagnia nel panorama nazionale, sia per la capacità di connettere memoria storica, ricerca coreografica e riflessione contemporanea sulla spiritualità.

Il 12 giugno l’Arena Borgo Bello ospita “Ad Libitum” del coreografo francese Simon Le Borgne, danzatore formatosi all’Opéra di Parigi e oggi interprete del Tanztheater Wuppertal. In scena un danzatore e una batteria danno vita a un dialogo serrato tra due corpi, uno umano e uno sonoro. Cadute, ripartenze, resistenza e ascolto reciproco diventano le tappe di un percorso sulla trasformazione e sulla capacità di rimettersi in gioco.

Il 13 giugno, sempre in prima nazionale, arriva “Notes of Self” dell’australiano James Batchelor. Il lavoro nasce da una ricerca sulla memoria del gesto, sulla percezione e sull’immaginazione, intrecciando riferimenti all’Ausdruckstanz con l’energia spontanea del movimento infantile. Lo spettacolo è pensato per pubblici diversi, inclusi spettatori alla loro prima esperienza teatrale, e propone una scrittura coreografica che alterna precisione formale e momenti di apertura all’imprevisto.

Questi due titoli confermano la vocazione internazionale di Umbria Danza Festival 2026, che grazie al sostegno di Ambasciata di Francia, Institut Français, Goethe Institut e Ambasciata d’Australia porta a Perugia alcune delle ricerche più interessanti della scena contemporanea.

Tra le creazioni italiane, particolare attenzione è rivolta a “Nella Neve” di Adriano Bolognino, in programma il 19 giugno in anteprima. Il coreografo, già acclamato per il suo lavoro alla Cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, sviluppa qui una riflessione ispirata ai Cahier di Georges Braque. La neve diventa metafora di fragilità, crisi e trasformazione, un paesaggio in cui i corpi si muovono tra cadute e tentativi di ricomposizione.

Il festival ospita inoltre “Sista” del Balletto Teatro di Torino, che porta in Arena Borgo Bello una ricerca sul corpo femminile, sulla sorellanza e sulle dinamiche di supporto reciproco. Le serate dedicate alle compagnie italiane mostrano la varietà di approcci alla danza contemporanea, dal teatro fisico alle scritture più astratte, sempre con una forte attenzione alla relazione con lo spettatore.

Uno degli assi portanti di Umbria Danza Festival 2026 è il lavoro nei quartieri e nei paesaggi urbani e rurali. Il 17 giugno il quartiere I Loggi di Ponte San Giovanni ospita “Perspectiva” di Azioni Fuori Posto, progetto che indaga il rapporto tra corpi e territorio. Attraverso spostamenti, allineamenti e cambi di punto di vista, la performance invita il pubblico a guardare il quartiere con occhi diversi, cogliendone dettagli e potenzialità spesso trascurate.

Il 20 giugno diventa una giornata di azioni diffuse nello spazio urbano. In Piazza IV Novembre va in scena “Paesaggi con figure” di Operabianco, performance immersiva in cui performer e spettatori condividono lo stesso spazio, confondendosi tra passanti e vita quotidiana. Il confine tra scena e città si fa poroso, e la danza si inserisce nel flusso ordinario della piazza.

Nella stessa giornata “Sogni al campo” di Filippo Porro conduce il pubblico in un attraversamento collettivo del paesaggio rurale, trasformando il cammino in un gesto di riappropriazione simbolica dello spazio condiviso. Sulla Terrazza del Mercato Coperto, “Quasi Niente n°1” di Elia Pangaro riflette invece sulla costruzione della comunità nello spazio pubblico, attraverso una pratica coreografica basata su collaborazione, interdipendenza e supporto reciproco.

Il festival coinvolge anche le infrastrutture urbane. Il 13 giugno “Balletti” di Daria Greco collega il Minimetrò di Pian di Massiano all’Arena Borgo Bello con un percorso performativo diffuso. I vagoni diventano luoghi di apparizioni coreografiche, piccoli quadri in movimento che accompagnano il tragitto quotidiano dei passeggeri.

Il 21 giugno, a Fontivegge, debutta in prima nazionale “Il cammino di Sirene – Perugia” di Sara Vilardo, esperienza itinerante e partecipativa che guida il pubblico attraverso cuffie wireless, suoni e testi poetici creati site-specific per la città. Il quartiere viene attraversato come un paesaggio sonoro e narrativo, in cui le voci delle “sirene” evocano memorie, desideri e possibilità future.

Anche Piazza Birago entra nel programma ospitando la festa finale del festival con “Do Birds Dream of Flying?” del Fabla Collective, performance che utilizza una struttura scenica mobile per interrogare il rapporto tra equilibrio, libertà e spazio condiviso. La città, ancora una volta, è protagonista insieme ai corpi che la abitano.

Accanto alle grandi produzioni internazionali, Umbria Danza Festival 2026 dedica attenzione al tessuto creativo locale. Tra gli esempi spicca “Eudemonia” di Chiara Tosti, artista originaria di Umbertide, che intreccia danza contemporanea, teatro e ricerca sul corpo in un lavoro dedicato all’identità e alla relazione tra umano e artificiale. La presenza di artisti umbri nel programma rafforza il dialogo tra festival e territorio, valorizzando percorsi di ricerca nati e cresciuti nella regione.

UDF2026 con il patrocinio di Ambasciata di Francia, Institut Francais, Goethe Institut, Ambasciata d’Australia. Sostenuto da Ministero della Cultura (MiC), Regione Umbria, Comune di Perugia, Culture Ireland (Cultur Éireann), Umbria Cultura, Teatro Stabile dell’Umbria, Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, CAMS, Fondazione Sant’Anna, Minimetrò, Istituto Comprensivo Perugia 1, istituto Comprensivo perugia 3 , Borgo Bello, Spazio Modu, Cooperativa DENSA, Ponte Solidale, POP UP, Sud Osteria Popolare, Casa degli Artsiti, Mono,
FAI – Perugia, Gran Tour Perugia.
Informazioni e programma completo su: umbriadanzafestival.it

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