Rapporto LAV: reati gravi, urgono misure educative e legali
Zoomafia in Umbria – Nel 2024 l’Umbria ha registrato un quadro allarmante in materia di crimini contro gli animali. Secondo i dati pubblicati nel “Rapporto Zoomafia LAV 2025”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, nella regione sono stati rilevati almeno 87 procedimenti penali e 46 persone indagate per reati zoomafiosi. L’analisi si basa sulle risposte di tre delle quattro Procure umbre, escludendo quella di Perugia che non ha fornito i dati.
Il documento, giunto alla ventiseiesima edizione e patrocinato dalla Fondazione Antonino Caponnetto, fotografa lo sfruttamento sistematico e criminale degli animali in Italia, analizzando numerosi ambiti tra cui i combattimenti tra animali, le corse clandestine, il traffico illecito di cuccioli, le truffe nel settore ippico, i canili gestiti illegalmente, il contrabbando di fauna selvatica, il bracconaggio strutturato, le macellazioni abusive, l’abigeato, la pesca illegale, l’utilizzo di animali per scopi intimidatori o per lo spaccio di stupefacenti, nonché i traffici via internet e la criminalità minorile a sfondo zoocriminale.
Per quanto riguarda l’Umbria, la LAV ha raccolto i dati provenienti dalle Procure di Terni, Spoleto e quella presso il Tribunale per i minorenni di Perugia.
Nel dettaglio, la Procura di Spoleto ha segnalato 45 procedimenti aperti nel 2024 con 16 soggetti indagati. Non sono disponibili i dati del 2023, rendendo impossibile una comparazione con l’anno precedente.
Diversa la situazione nella circoscrizione della Procura di Terni, dove nel 2024 sono stati aperti 42 fascicoli e risultano coinvolti 30 indagati. Rispetto all’anno precedente, si rileva una diminuzione marcata del numero dei procedimenti, scesi da 71 a 42, pari a un calo del 40,84%. Al contrario, il numero degli indagati ha registrato un incremento del 7,14%, passando da 28 a 30.
Nessun procedimento è stato invece registrato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Perugia relativamente ai reati monitorati dall’Osservatorio Zoomafia LAV.
Il rapporto si fonda sull’analisi delle fattispecie penali previste dal Codice penale e da normative speciali. Le categorie osservate comprendono: uccisione di animali (art. 544-bis c.p.), maltrattamento (art. 544-ter c.p.), manifestazioni vietate (art. 544-quater c.p.), combattimenti non autorizzati (art. 544-quinquies c.p.), uccisione di animali altrui (art. 638 c.p.), abbandono e detenzione incompatibile con la natura dell’animale (art. 727 c.p.), violazioni alla legge sulla caccia (art. 30 L. 157/1992) e traffico illecito di animali da compagnia (art. 4 L. 201/2010).
L’Osservatorio Zoomafia LAV effettua ogni anno una raccolta capillare dei dati provenienti dalle Procure italiane per mappare le varie forme di sfruttamento e violenza a danno degli animali. L’obiettivo è quello di individuare le tendenze criminali e formulare proposte di contrasto efficaci. I dati raccolti offrono una base empirica importante per comprendere la diffusione e le caratteristiche dei reati a danno degli animali nel territorio nazionale.
Nel Rapporto, la LAV evidenzia la necessità urgente di adottare misure strutturate di prevenzione e di educazione sociale, ponendo un’attenzione particolare alla formazione delle nuove generazioni. L’analisi della componente minorile nella criminalità zoomafiosa è un elemento centrale nella strategia dell’associazione, che sottolinea come i comportamenti violenti e illegali verso gli animali possano rappresentare segnali precoci di devianza.
Il fenomeno della zoomafia, secondo la LAV, si manifesta attraverso dinamiche strutturate che coinvolgono anche reti criminali organizzate. In particolare, il traffico illecito di animali, i combattimenti clandestini e lo sfruttamento degli animali per finalità illecite rappresentano fonti di reddito per organizzazioni che operano anche in altri settori del crimine.
Il Rapporto Zoomafia si propone, da oltre due decenni, di fornire uno strumento analitico e informativo per comprendere il fenomeno, ma anche di stimolare l’azione delle istituzioni. Attraverso la documentazione delle attività illecite e l’evidenziazione delle lacune normative o applicative, l’obiettivo è promuovere interventi efficaci di contrasto e prevenzione.
Il quadro descritto per l’Umbria, pur essendo parziale in assenza dei dati della Procura di Perugia, delinea una realtà preoccupante. Il numero elevato di procedimenti e indagati rispetto alla popolazione regionale segnala una diffusione del fenomeno che non può essere sottovalutata. Le attività criminali ai danni degli animali, secondo quanto emerge dal rapporto, non sono episodi isolati ma spesso parte di un sistema strutturato.
Il Rapporto Zoomafia LAV 2025 conferma quindi la necessità di mantenere alta l’attenzione su questi reati e di sviluppare strategie coordinate tra autorità giudiziarie, forze dell’ordine e società civile per contrastarne la diffusione e ridurre le condizioni che ne facilitano l’insorgenza.

per Favore togliete la foto con quei poveri uccisi grazie
lei chi è? Se l’ho messa un aragione ci sarà no…legga invece di pontificare
il direttore
sia più gentile sennò cancello subito questo giornaletto
sono il direttore del “giornaletto”; la differenza tra lei e me è che io ci metto la faccia….
GRAZIE SPARISCA E CANCELLI PURE IL “GIORNALETTO”