La questura acquisisce video e testimonianze per risalire ai responsabili
Sono in corso le indagini della Digos di Terni sugli episodi di violenza che hanno segnato il dopopartita tra Ternana e Ascoli, conclusosi domenica sera con il successo dei marchigiani per 2-0. La tensione, esplosa all’esterno dello stadio Libero Liberati, ha coinvolto circa centocinquanta persone e provocato il ferimento di una decina di agenti delle forze dell’ordine, tra poliziotti e carabinieri. Le prognosi, secondo fonti sanitarie, oscillano tra i 10 e i 15 giorni, ma il numero dei contusi è destinato ad aumentare perché diversi operatori prestano servizio fuori Terni e saranno refertati nelle rispettive città.
Gli ultras rossoverdi, spiegano fonti vicine agli inquirenti, non hanno diretto la contestazione alla squadra né agli avversari, ma alla società umbra, da tempo al centro di critiche per una gestione ritenuta problematica. Il gruppo si è concentrato davanti ai cancelli che collegano l’area degli spogliatoi con l’uscita riservata ai pullman. Qui avrebbe dovuto transitare anche quello bianconero, ma la protesta è degenerata.
Per gestire la situazione i reparti mobili sono intervenuti due volte. Una prima carica, definita “di alleggerimento”, ha tentato di disperdere i circa 130-150 tifosi. Pochi minuti dopo, i manifestanti si sarebbero ricompattati, costringendo polizia e carabinieri a un secondo intervento che ha infine disperso il gruppo. Nel corso dei disordini sono stati lanciati petardi, bottiglie e pietre in direzione delle divise.
Le verifiche degli investigatori riguardano anche il comportamento dei tifosi durante i novanta minuti di gioco. All’interno dello stadio sono stati accesi e lanciati circa venti fumogeni, mentre alcuni striscioni di contestazione sono stati esposti in più settori. Gli uomini della Digos stanno raccogliendo filmati e testimonianze per identificare i responsabili, valutando possibili provvedimenti penali e sanzioni amministrative.
La ricostruzione completa sarà affidata anche all’analisi dei video delle telecamere di sorveglianza e delle riprese effettuate dagli stessi operatori delle forze dell’ordine. Una volta individuati i protagonisti, la questura potrà proporre misure di prevenzione, compresi i Daspo.
Gli scontri hanno lasciato un segno in città. Per molti abitanti il ricordo va alle tensioni già vissute negli anni scorsi, ma la gravità delle ferite riportate da diversi agenti ha accresciuto la preoccupazione. L’attenzione resta alta: l’obiettivo dichiarato dagli inquirenti è riportare calma e sicurezza attorno allo stadio, evitando che simili episodi si ripetano in futuro.

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