Smantellata banda camorrista, cinque arrestati, uno dei quali era ad Orvieto

Smantellata banda camorrista, cinque arrestati, uno dei quali era ad Orvieto

«Associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata», è il capo di accusa, pesantissimo, che ha portato in carcere Vincenzo Carfora, detto “o’cantante”, 49enne di Forchia (Bn); Barbato Vincenzo Iannucci, detto “enzuccio”, 42enne di Castelvenere (Bn); Michele Lettieri, detto “o’napulitan”, 54enne di Pignataro Maggiore; Enzo Ruotolo, 43enne di San Felice a Cancello; Giovannina Sgambato, detta “a sparatora”, “a vecchiarella, “a signora”, 68enne di San Felice a Cancello.

I cinque, di fatto, erano il vero e proprio centro di potere della camorra sul territorio dell’agro maddaolene/sanfeliciano. L’operazione, che è stata coordinata dalla Dirzione Distrettuale Antimadia di Napoli – attraverso la Compagnia dei Carabinieri di Maddanolini e della Guardia di Finanza di Benevento – ha portato allo smantellamento della banda e alla denuncia di altri cinque soggetti, ritenuti – a vario titolo – organici alla organizzazione malavitosa fermata con il 416 bis, ‘associazione di tipo mafioso, reato previsto dal codice penale italiano.

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Per una circostanza, uno di loro, Enzo Ruotolo, si trovava a lavorare nell’hinterland orvietano e da qui l’intervento dell’Arma della Città della rupe. Da quanto dichiara il comandante della compagnia campana, capitano Stefano Scollato, siccome l’ordinanza è stata firmata in tempi brevissimi, “l’intervento è stato effettuato in serata e in quel mentre, per fattori contingenti (lavoro su Orvieto ndr) Ruotolo si trovava in Umbria e quindi l’intervento dei militari diretti da Giuseppe Viviano

Sostituto procuratore Luigi Ladolfi

Il provvedimento restrittivo, scaturisce dall’impianto accusatorio acquisito nel corso dell’attività investigativa avviata, sotto la direzione del Sos. Proc. dr. Luigi LADOLFI, nel mese di settembre 2015 dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Maddaloni, espletata in particolare attraverso l’esecuzione di un mirato e stringente monitoraggio intercettivo, sia telefonico sia ambientale, integrato e implementato da aderenti servizi di osservazione dinamica, ma anche da verifiche, controlli, perquisizioni e/o ispezioni.

Organizzazione camorristica attiva sul territorio Casertano, costola Clan Massaro

«Siffatte apprensioni probatorie – riporta il comunicato dei Carabinieri -, hanno consentito di individuare un’organizzazione camorristica attiva sul territorio Casertano, nei comuni di San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico in particolare, e in alcuni comuni della Valle Caudina, quale Forchia (BN), Arpaia (BN) e Paolisi (BN), costola dello storico “clan Massaro”, scompaginato a seguito di una serie di arresti e conseguente scelta collaborativa maturata dai suoi principali elementi verticistici».

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Sono state altresì ricostruite diverse attività estorsive in danno di imprenditori e operatori commerciali, poste in essere dagli indagati avvalendosi della forza intimidatrice e della condizione di assoggettamento e omertà derivante dalla partecipazione, per l’appunto, alla compagine camorristica in trattazione, promossa e diretta da LETTIERI Michele e SGAMBATO Giovannina. In concreto, costoro, grazie all’organica e stabile partecipazione al sodalizio degli altri indagati, hanno rivitalizzato l’egemonia e il controllo camorristico nella Valle di Suessola, oltre ad aver a tal fine intrattenuto legami con il clan “Pagnozzi” attivo nella confinante Valle Caudina, perfettamente in linea a quanto succedeva in passato sotto la reggenza Massaro, con particolare riferimento alla definizione dei rispettivi ambiti territoriali di competenza.

“Le numerose e univoche fonti di prova raccolte attraverso l’espletamento delle attività tecniche di intercettazione e di osservazione dinamiche, hanno trovato importantissimi elementi di riscontro sia dall’analisi delle dichiarazioni rese dai cc. di gg., sia delle sommarie informazioni rese da alcune delle vittime delle condotte estorsive all’uopo emerse”.

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