Sicurezza a Terni in discussione, Esercito non è la soluzione

Rafforzati i controlli in Umbria per rischio terrorismo

Sicurezza a Terni in discussione, Esercito non è la soluzione

La questione della sicurezza a Terni è diventata un argomento di discussione. Il vice sindaco Corridore e il consigliere Federighi hanno espresso la loro preoccupazione durante una conferenza stampa, sottolineando l’assenza di nuovi agenti e mettendo in dubbio l’efficacia delle misure di sicurezza attuali. Hanno suggerito che la percezione di sicurezza potrebbe essere influenzata da coloro che sostengono che tutto va bene nella città.

Il sindaco Stefano Bandecchi ha inviato una lettera alla prefettura il 27 marzo, chiedendo l’intervento dell’Esercito a Terni, come parte del progetto ‘Strade sicure’, per migliorare la sicurezza cittadina. Tuttavia, la richiesta è stata respinta dal prefetto di Terni, Giovanni Bruno, durante la celebrazione del 172° anniversario della fondazione della polizia di Stato al teatro ‘Secci’.

Il prefetto Bruno ha dichiarato che tutti stanno lavorando per la sicurezza del territorio di Terni. Ha ammesso che ci possono essere delle imperfezioni, ma ha insistito sul fatto che Terni è un territorio sicuro e non ha bisogno di essere controllato dall’Esercito. Ha sottolineato che non ci sono le condizioni per l’intervento dell’Esercito, poiché Terni non è paragonabile a Vibo Valentia o alla Calabria.

Il prefetto Bruno ha anche suggerito che potrebbero essere aumentati i controlli sul territorio per migliorare la sicurezza e ha riconosciuto la necessità di una videosorveglianza più efficace, data la scoperta di alcune videocamere senza energia elettrica. Ha risposto alle lamentele dei cittadini e dei commercianti, assicurando che la prefettura interviene costantemente per la sicurezza di Terni.

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