Ragazzina filmata mentre fa sesso, chiesti soldi per non divulgare il video
Ragazzina filmata – Un caso di abuso sessuale e ricatto che coinvolge una studentessa di 13 anni della provincia di Perugia è attualmente in attesa di udienza preliminare. I fatti risalgono al 2021 e vedono coinvolti due giovani, all’epoca 19enni, ora sul banco degli imputati. E’ quanto riporta oggi il Messaggero dell’Umbria.
La questione è emersa quando i genitori della ragazza hanno scoperto un video a sfondo sessuale che la riguardava. Questa scoperta ha portato alla luce un comportamento preoccupante della ragazza, che aveva mostrato un calo del rendimento scolastico e un evidente disagio nell’andare a scuola.
Il primo imputato è accusato di una serie di reati, tra cui atti sessuali con minorenne, detenzione o accesso a materiale pornografico, violenza privata, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e prostituzione minorile. Il secondo imputato, un amico del primo, è accusato di pornografia minorile, avendo filmato tre video della giovane mentre praticava un atto sessuale con il coimputato.
Secondo le indagini, il primo imputato ha avuto rapporti con la minorenne in almeno cinque occasioni e nel suo cellulare è stato trovato un video hard. La Procura di Perugia contesta l’aggravante di aver commesso il fatto anche al fine di realizzare il reato di violenza sessuale. In due occasioni, l’imputato avrebbe minacciato la ragazza di divulgare il video se avesse rifiutato di instaurare con lui una relazione sentimentale o di assecondare le sue richieste sessuali. Inoltre, l’ha costretta a sottrarre 50 euro ai genitori per consegnarglieli e le ha proposto di fare sesso con lui in cambio di un regalino in altre quattro occasioni.
Le prove presentate dalla Procura includono gli esiti delle indagini dei carabinieri, verbali di perquisizione e sequestro, ordinanze di esecuzioni cautelari, il verbale di incidente probatorio, le analisi dei telefoni cellulari, le dichiarazioni di persone informate sui fatti e altri documenti. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Fabio Militoni e Cristina Zinci.
Questo caso mette in luce la necessità di una maggiore protezione per i minori e di un’azione più decisa contro coloro che abusano della loro vulnerabilità. Mentre attendiamo l’esito del processo, è fondamentale ricordare l’importanza di garantire la sicurezza e il benessere dei nostri giovani.

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