Procuratore generale Sergio Sottani, respingere richiesta ricusazione Palamara

Perugia, modificata imputazione nel processo contro Luca Palamara

Procuratore generale Sergio Sottani, respingere richiesta ricusazione Palamara

La Procura generale di Perugia ha chiesto il rigetto della domanda di ricusazione avanzata dai difensori di Luca Palamara dei giudici di fronte ai quali è in corso il processo per corruzione. Motivata dall’iscrizione dei due componenti del collegio all’Associazione nazionale magistrati che ha chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento. L’istanza di Palamara sarà esaminata il 9 maggio dalla Corte d’appello. La Procura generale guidata da Sergio Sottani ha depositato una memoria.

“In previsione dell’udienza di lunedì prossimo 9 maggio 2022, innanzi alla Corte d’appello perugina – afferma una nota stampa a firma del procuratore generale Sergio Sottani –, dove si discuterà dell’istanza di ricusazione presentata dai difensori del dott. Luca Palamara nei confronti dei giudici del tribunale che lo sta giudicando, in quanto iscritti all’Associazione Nazionale Magistrati, la Procura Generale di Perugia ha nei giorni scorsi depositato una memoria con cui ha chiesto il rigetto della domanda di ricusazione. Secondo la Procura Generale non sussistono ragioni per ritenere un interesse dei giudici nel processo, in quanto le condotte addebitate all’imputato, in relazione alle quali l’ANM ha inteso presentare la propria domanda di costituzione di parte civile nel processo penale pendente presso il Tribunale di Perugia, sono condotte che, sulla base della prospettazione accusatoria, si pongono in assoluto contrasto con i principi che governano l’agire del magistrato e che danneggiano il prestigio e l’indipendenza della magistratura. Questi valori sono propri della funzione giurisdizionale ed esistono indipendentemente dall’esistenza dell’ANM, che quei valori si propone di tutelare. Sono i valori a cui ogni magistrato, proprio perché tale, deve ispirare quotidianamente il suo lavoro, e si pongono a fondamento della sua funzione istituzionale requirente o giudicante. Valori che esistono indipendentemente dall’essere iscritto all’Associazione Nazionale Magistrati. L’interesse morale convergente tra i magistrati giudicanti iscritti all’Associazione Nazionale Magistrati e quest’ultima, che quei valori di imparzialità, autonomia ed indipendenza della Magistratura ha per statuto il compito di proteggere, è un falso problema. Il valore morale-etico ed al contempo il valore giuridico tutelato statutariamente dall’ANM è lo stesso valore che anima il magistrato nella sua funzione quotidiana di esercizio della giustizia, prima ed indipendentemente dall’essere iscritto ad una Associazione che di quegli stessi valori si erge a paladina. In caso contrario si arriverebbe alla paradossale conclusione che nessun magistrato, e non solo il magistrato iscritto all’ANM, potrebbe giudicare di questi fatti perché sempre avrebbe un interesse alla tutela ed al rispetto di quei valori che l’ANM si prefigge per statuto di proteggere”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*